Il fatto che fosse Settembre non è determinante, così come non è determinante che avesse compiuto da qualche mese quarantasette anni. Le età importanti sono diciotto anni, che si conquista la maggiore età, i venticinque anni che voti al Senato, i trentatrè perché è l’età di Cristo e se non hai fatto miracoli fino ad allora non li farai più probabilmente, i quaranta perché diventi veramente adulto , i cinquanta perché è probabile avere la crisi dei cinquant’anni. 47 sta in mezzo e un po’ come il beige un età neutra. Eppure avere 47 anni in un Settembre ancora caldo ma che fa notte presto ti fa venire la nostalgia per l’estate appena trascorsa per quello che non sei stato. E può capitare, d’inciampare in se stesso.ti ritrovi tra i piedi, non ti sei visto, ti fai cadere e appoggiando sulle mani istintivamente cerchi di ripararti ma i tuoi polsi devono reggere un peso di 47 anni di sbagli di errori di leggerezze di responsabilità di sogni trascurati di occhi chiusi di parole non dette di pensieri non pensati. Inciampi cadi sei a terra e non puoi che prendertela con te stesso, che mi stai a fare lì davanti? Che mi stai a fare lì davanti? E ti rialzi non è niente di grave, certo città di merda nessuno che sia venuto ad aiutarti, ti rialzi e riprendi il tuo percorso e dopo qualche ora il polso ti fa male e vai al Pronto soccorso che il nome è tranquillizzante, un luogo dove ti soccorrono prontamente, e speri che non ci siano fratture che non si sia rotto nulla certo senti dolore è gonfio ma ti dici che non c’è niente di rotto …ti chiedono com’è successo ti vergogni un po’ a dire che sei inciampato in te stesso, ma può capitare. Capita. A volte a vent’anni a trenta a quaranta che importa poi? L’importante è incontrarsi, inciampare e rialzarsi …che la prossima volta lo sai che c’è quel te stesso che ti cammina davanti e stai attento a non farti male a non fargli male.
era l'ultimo commento al mio ultimo post.
perchè non scrivo? perchè è stata una settimana intensa di altro. una settimana di parole, discussioni, analisi o tentativi di analisi, di sensazioni da vivere, di cose che ti capitano attorno, di sguardi che non capisci più se sono sinceri, di altri sguardi fiduciosi, di Valpolicella nei calici di una sera ventosa, di pensieri che si spingono l’uno con l’altro nel tentativo di predominare, e sono tanti diversi ed urgenti. ritrovarsi a dire ad un ragazzo che ha paura del futuro e non sa come reagire a questa paura che ti dispiace non sapere come aiutarlo che non c’è il manuale del perfetto genitore che è la prima volta che sei mamma di un quattordicenne in crisi e poi la voglia e il desiderio di tenerlo tra le braccia per trasmettergli tutto l’amore possibile che è l’unica cosa sicuramente vera e giusta…………….e intanto leggi quando puoi qualche pagina di Manituana e quelle pagine ti fanno pensare a ciò che un uomo può fare ad un altro uomo e poi quando Prodi non ottiene la fiducia ti dimentichi che quella sera dovevi andare con il gruppo di balli e tradizioni popolari che quella sera si analizzava il fenomeno del tarantismo che non te lo saresti perso mai ma quella sera Prodi non ottiene la fiducia e anche se lo sapevi che sarebbe successo anche se non lo sopporti da sempre questo governo, ti prende lo scoramento e stai in casa a sentire Santoro che poi però ti distrai e torni a pensare a quel che succede in ufficio, alle tue relazioni, alle scarpe impolverate, a chi non sa essere se stesso. a chi colpevolizza se stesso, a chi prova a capire, e ti viene in mente una sera “la terapia dell’abbraccio” a quelle persone diverse che per motivi diversi non hanno saputo ricevere o dare un abbraccio. e poi devi esserci comunque per certe cose il quotidiano reclama attenzione i sacchi di mondezza sul balcone li devi portar giù che sei fortunata domani qualcuno passerà a svuotarlo il cassonetto e lo porterà lontano il sudicio così che puoi sentirti bene, e i panni da stirare e il grembiule di tua figlia che sta crescendo e ti commuove sentirla di là in camera sua a cantare le canzoni di Rino, e la spesa da fare, e domani devo ricordarmi di portare Franci dal dermatologo, e poi il giorno dopo riunione in ufficio ma scusate vado a scuola di mia figlia che suona la chitarra per me e che bello entrare per prima nel salone e vedere il suo sorriso di sollievo e gioia che sicuramente temeva che io me ne scordassi, no amore mio non me ne sono scordata sono qui …e poi torno in ufficio e ancora si parla, di criteri giusti da trovare e mi irrito se non capisci e ti sento debole perchè sei debole ma io ancora non so che ci sta il tuo sentirti debole e mi irrito ancora di più e attacco e prendo la mira e bum faccio partire un colpo e la sera c’è una luna piena in cielo che strappa ululati di piacere e il giorno dopo è venerdì e ho voglia di casa, del caffé nella mia tazzina, di tempo per ascoltare Annie Lennox, di due cuscini dietro le spalle e continuare a leggere de il “Grande Diavolo ( ….perchè ti chiamano il Grande Diavolo?...Perchè in guerra gli uomini amano farsi paura. Poi la guerra finisce e la paura rimane) e di Esther che non era più una bambina (“…Doveva ricordarselo: il sangue cambia tutto, c’è un prima e c’è un dopo.”), e arriva anche il venerdi sera e ancora tre persone non si sono stancate di guardarsi negli occhi, e il “bimboni” ci tira fuori belle risate ed è un piacere sentire e vedere una persona che si distende, come un lenzuolo steso al sole, che con il vento e l’aria e i raggi caldi si asciuga e le pieghe si distendono che non c’è nemmeno bisogno di stirarle, che va bene così e i precedenti non provano nulla, se qualcuno c’è stato e ora non c’è più non significa non prova nulla, sul tavolo ancora bicchieri di vino e superbo pecorino e noci e cioccolata, e se mi chiedi cosa fare io ti rispondo “vuoi che ti risponda come amica. come collega, come cittadina, come che?” stronzate! oggi è sabato e fuori c’era un sole dolce, la risposta è provaci, che vuol dire proviamoci, sono con te, e anche Mario ci sarà senz’altro,e porterò i tuoi figli al cinema, ti comprerò il latte quando ti mancherà, ti ascolterò leggere una relazione, abbraccerò tua moglie quando si sentirà stanca, ti accompagnerò se necessario dove non potrai non esserci, continuerò a criticare ciò che mi sembrerà criticabile, e ti aiuterò ad avere momenti di vino e cazzeggio, ma dobbiamo provarci, tutti, è un nostro dovere, un nostro diritto.
Prima di questa intensa settimana sono riuscita a vedere Ai confine del paradiso, più che buono e Cous cous, che merita un 8 pieno.
Quest'ultima cosa l'ho aggiunta perche cosi posso fare rientrare questo post in tutti i tags...sono soddisfazioni!!!!
non mi ritrovo in quella categoria di donne che facendo shopping si tirano su, a me succede esattamente il contrario. Ieri avevo qualche ora libera e visto che tra meno di un mese è Natale ho pensato di rinunciare alla splendida prospettiva di un’invitante coperta sotto la quale in compagnia di un libro mi sarei trovata benissimo, e sono andata in centro.
Ho girovagato per un’oretta guardando vetrine, poi sono entrata in un negozio. Ho iniziato a sentire strani sintomi, mi girava la testa, mi sentivo sperduta, stonata, sentivo un gran puzzo di non so che. Sono andata al reparto profumi e mi sono spruzzata al polso un Kenzo(buono!) e per un attimo mi sono ripresa, sono passata dal reparto borse e mentre cercavo di reagire alla nausea che nuovamente mi prendeva una signora mi chiede “lei che dice è più carina questa o questa?” Aveva nella mano sinistra una borsettina leopardata e nella destra una leopardata un po’ più grande …a me il leopardato mi ha sempre fatto schifo e per trattenere il vomito ho emesso uno strano suono che era simile a un grugnito, ma la signora, una di quelle che se le canta e se le suona senza far caso alla mia risposta (cosa cazzo me lo chiedi a fare? E poi a me? Ma non lo vedi come sono vestita?ma se ci sono le commesse pagate apposta per dire frasi tipo “questa per Lei la trovo deliziosa o “le calza a pennello” o “lei se lo può permettere” anche a chi proprio non potrebbe ) ha fatto comunque da se convincendosi che la leopordata più piccola era più carina, più sfiziosa …
Mi sono allontanata con passo felpato e sono corsa fuori a respirare.
Ho sentito una spinta irrefrenabile a non guardare più niente, a sfuggire a tutta quella merce che si offriva ai miei occhi. Verso casa mi godo il lungarno avvolto dalla nebbia, i contorni sfumati di tutto ciò che mi circonda, una piacevole sensazione di rarefazione(si dice?).
Sono tornata a casa, con profondi sensi di colpa, non avevo comprato niente…ho aperto la porta sperando che mio marito non mi vedesse, nessuna busta, nessun pacchetto, come giustificarmi? Ancora una volta a mani vuote come tante altre volte. Per fortuna sono entrata e mio marito parlava al telefono, mio figlio mi ha chiamata subito per chiedermi di una frase di latino che non gli tornava…salva, finito l’incubo, sono a casa.
ha detto di me che faccio "la professorina".Scena:
ore 8 di un freddo lunedì d’ottobre, l’adolescente F. è in ritardo, la campanella suonerà alle 8,15.
sta per andare via quando….
Mamma: “hai fatto il tema?”
Adolescente F. “si” (occhi bassi)
Mamma:” me lo fai vedere?”
A.F.: “è nello zaino”
Mamma: “prendilo”
A.F.: “ma è tardi”
Mamma: “non importa, fammelo vedere”
A.F. “non l’ho fatto”
Mi sono ritrovata di fronte due occhi che avevano mentito e mi sono ritrovata ad assumere un atteggiamento duro come non avrei voluto. Mio figlio mi ha detto una bugia, una semplice bugia su un compito che avrebbe dovuto fare e non ha fatto. Accidenti lo so che non è la fine del mondo, ma una parte di me capisce che è inevitabile dire delle bugie ai genitori, lui sapeva di essere dalla parte del torto, probabilmente temeva fortemente il giudizio e ha preferito optare per la bugia, cercando di sfuggire alle proprie responsabilità. Capisco, se ragiono, che l’adolescenza è anche questo, il tentativo di sfuggire al controllo dei genitori alla ricerca di se stessi, tengo conto del fatto che nel dire una bugia bisogna anche assumersi il peso del senso di colpa e che anche questo è crescere. Insomma io ho reagito duramente e forse non potevo fare altrimenti nel momento in cui ho deciso di sbugiardarlo, ma ora mi logoro, avrò fatto bene a sbugiardarlo? E poi ho esagerato, come al solito mentre una voce dentro mi suggeriva di non usare quelle stramaledette parole che a volte ha usato mia madre quelle tipo “mi hai deluso” mentre ascoltavo quelle voci sono riuscita a non parlare di delusione ma mi è scappato detto “questa non te la perdono”, ah, santo cielo non mi sopporto. Non è vero che non lo perdono, l’ho già perdonato, avrei voluto abbracciarlo invece l’ho guardato dritto negli occhi rimpoverandolo con sguardo inclemente e sono andata via senza salutarlo. Io credo di aver sbagliato. L’ho sbugiardato, anche davanti a sua sorella e a suo padre, l’ho messo di fronte a un sé stesso bugiardo e imbroglione, e forse non avrei dovuto. Io lo so che non è perfetto e non lo voglio un figlio perfetto, io lo so che ha mentito per non deludermi e per non subire il castigo.ha soltanto 14 anni e una madre rompicoglioni sempre pronta ad emettere sentenze.come non mi sopporto come non mi sopporto! il problema è che io sono convinta di essere una che non dice bugie. ...io, sono, una, che non dice bugie. aaahhh mi faccio scompisciare dal ridere.
oggi quando torno gli darò quell’abbraccio che non gli ho dato stamani e sconfiggerò quel fantasma di mia madre che quando facevo qualcosa di negativo non mi picchiava, né mi puniva semplicemente non mi parlava. Quello è il mio modello ma quello non voglio essere perché mi ricordo la sensazione di “sentirsi sbagliata”. Non so cosa è giusto cosa è meglio ma l’abbraccerò e poi lo punirò per non aver fatto il compito, una settimana senza uscire e senza telefono per smessaggiare. Credete sia eccessivo?
fra due giorni parto l’estate è arrivata con le canottiere il te freddo alla menta il prosciutto e melone poco o nulla da fare in ufficio, le serate a gironzolare per le strade, a bere birra sotto le stelle, la casa vuota senza figli completamente mia, l’assenza di giocattoli e palloni colmata con accappatoio borse scarpe libri lasciati anarchici in giro sul divano e sul tavolo del soggiorno pasti consumati a volte sul divano davanti alla tivu allo stato brado (cosa assolutamente vietata per tutto il resto dell’anno) a volte curati nei particolari, per coccolarsi, apparecchiare per bene, vinello e musica, sigarette fumate da seduta (che lusso! per il resto dell’anno fumo sempre sul terrazzo in piedi), tempo mio per farci quello che voglio anche niente tempo tutto mio. e dormo poco e bevo e fumo ancora di più. fra due giorni parto e sarà tutto diverso, ritmi regolari mare pranzo letture pomeridiane poi ancora mare cena passeggiate, figli genitori fratelli nipoti, altro tempo non solo mio, tempo condiviso.
le mie estati sono così, periodi in famiglia, numerosissima, quindi sono mamma figlia sorella zia nipote cognata e periodi in cui sono solo io al massimo collega e amica. io, come stasera, con la mia casa, la mia musica o il silenzio a volte questo silenzio mi fa compagnia mi protegge mi da forza altre volte mi impaurisce, in questo momento mi piace silenzio ora spengo il pc e sarà assoluto.
ma io ho conosciuto un ciano che è …uno strumento di tortura.
La mia mattinata in ufficio è stata cianotica, nel senso che mi avrà telefonato almeno 5 o 6 volte ed ogni volta mi ha trattenuta per almeno mezz’ora, non avrei mai creduto che nel mondo animale potesse esserci un essere di tal fattezza, più fastidioso della zanzara, della mosca, che ti si attacca come una zecca e quando ti lascia ti lascia sfinita, esangue, i neuroni massacrati ad uno ad uno.
io sono una abbastanza razionale tendenzialmente(!!!) materialista e decisamente atea ma di fronte alla ciano mi vengono seri dubbi, forse è la prova che Dio esiste ed io devo scontare grosse colpe e peccati non può essere altro che punizione divina.
Ma se è vero che ci sei, io …mi pento, mi pento di tutti i miei peccati in pensieri(tantissimi) parole (molte) opere(mica tante)e.. prometto di fuggire le occasioni prossime di peccato, abbi compassione di questa peccatrice, ti prego LIBERAMI DAL MALE!
Ho fatto merenda con mia figlia e ...come si fa a spalmare la nutella sul pane senza leccarne un pochino? e io...oggi...mi sono lasciata andare e ho spalmato anche per me.
Ho ascoltato gli Avion Travel cantare Cosa sai di me di Paolo Conte.Bella emozione.
Ora vado al cinema...mentre fuori piove.