una fitta dolorosa al petto, non al cuore, più centrale, proprio in mezzo al petto, a scrivere stà roba qui.
- ma perché devo mettermi il maglione a collo alto? mi punge…
- non fare storie è pieno inverno poi ci saranno gli spari andremo sul balcone,
stiamo tranquilli se sei coperta.
era iniziata già male quella vigilia di Natale, tra qualche minuto sarebbe arrivato zio Emilio a prenderli, con la sua Opel , li portava a casa sua per festeggiare il Natale. i bambini avevano i vestiti della festa, la nonna si annodò il fazzoletto
al mento e chiuse la porta di casa. Mentre girava le chiavi nella
serratura rivolse un pensiero a sua figlia e recitò svelta una
preghiera a Dio che proteggesse i padroni di quella casa che sarebbe
rimasta chiusa la notte di Natale.
Il tavolo era grande, nel salotto buono, apparecchiato con cura per dieci persone…persone…di quei dieci la metà erano bambini, il più grande dei quali avrà avuto dieci anni, il più piccolo quattro o cinque, tra gli altri Anna, con il maglione a collo alto e i suoi sette anni.
La tradizione al Sud pretende che la cena della vigilia comprenda tredici portate diverse, primo secondi contorni frutta dolci, la serenità e la gioia sono accessori. A quel tavolo le tredici portate c’erano tutte, gli accessori si limitavano al centrotavola e i tovaglioli di stoffa. Anna era una bambina dalla faccia rotonda che quando il compare Mario la incontrava le rubava il sorriso, tra indice e medio le prendeva una porzione di guancia e la tirava verso l’alto dicendo “ah che bella faccia di Pasqua!”
Anna con il maglione a collo alto aveva un gran caldo, nel salotto buono dello zio, aveva mangiato quasi tutto tranne le barbabietole che non le aveva mai assaggiate però era convinta che buone non fossero e le cipolline, un'altra di quelle cose che non manca mai sulle tavole a Natale al sud, sembrava che i grandi ne andassero matti, che già non le piacevano le cipolle figuriamoci le cipollizze.
La vigilia di Natale al sud si mangia tutti insieme in famiglia, le belle famiglie del sud, mamma papà, nonni, figli, cugini, zii. Si mangia poi si spara dal balcone. I bambini hanno quei bastoncini innocui e poco divertenti, che li accendi li fai girare e poi li butti via, i grandi hanno i fuochi d’artificio più seri, quelli che vanno in alto nel cielo, quelli con i botti, quelli che poi ricadono giù a fontana.
Anna era riuscita a non sporcarsi fino a quel momento ma non aveva ancora mangiato il dolce…sua cugina di qualche mese più piccola di lei non si sporcava mai, riusciva anche a giocare in cortile con il vestito buono senza sporcarsi, Anna non riusciva a crederci addirittura sospettava che avesse i vestiti doppi e che magari capitava anche a lei di sporcarsi ma subito andava a cambiarsi e metteva quello pulito e si forse era proprio così perché altrimenti era inspiegabile facevano gli stessi giochi e Anna non solo si sporcava ma si strappava anche i vestiti, si rompeva sempre le calze che al ginocchio era tutto un rammendo e le scarpe poi, sempre con la punta consumata. Gilda invece sua cugina aveva le scarpe di vernice, perfette, lucide!
Ecco qualcuno urla “i fuochi, i fuochi” e si apre il balcone, una mamma fa indossare il cappottino ai bambini che fuori c’è freddo, Anna con il suo maglione a collo alto và fuori per assistere allo spettacolo di colori, Anna è un po’ sudata, ha sette anni non pensa che se è accaldata e va fuori con il freddo di quella vigilia di Natale potrebbe ammalarsi, Anna ha sette anni non deve pensare alla salute, quello è un modo di dire dei grandi, le mamme ci pensano a coprire i bambini, le mamme o i papà. Lo sguardo verso l’alto a seguir la traiettoria di un rosso, fa freddo così freddo che le viene da piangere, intanto già intorno a lei si abbracciano scambiandosi gli auguri, Anna con il suo maglione a collo alto tira su con il naso, sta piangendo per il freddo, per il suo bastoncino finito troppo presto, per quel cielo illuminato artificialmente, perché è una bambina con la faccia tonda e compare Mario è odioso, e la sua letterina di Natale l'aveva dovuta spedire in Germania e se papà non capiva la scrittura?
che succede? Perché piangi? gli spari… forse si è bruciata…. fammi vedere gioia di zio, Anna si nasconde una mano così che tutti pensano che è lì il problema. vieni andiamo a mettere la manina sotto l’acqua fredda. Anna mette la mano sotto l’acqua che scorre e mentre l’acqua scorre le sue lacrime si allegeriscono “hai visto? non è niente, è passato! torniamo di là a vedere i fuochi, vieni che ti metto il cappotto- ma ho il maglione a collo alto- mettiamo il cappotto e lo lasciamo sbottonato…andiamo a vedere i fuochi che poi quando telefona mamma le raccontiamo, ecco qua, dammi la mano, è passata la bua?” quella si, quell’altra a 2000 km più a Nord ancora no.