venerdì, 03 luglio 2009
ieri ascoltando "Povera Patria" in piazza Duomo a Pistoia ho avuto brividi sulla pelle per tre o quattro volte. sono ancora viva.
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mercoledì, 20 maggio 2009

Stanotte ho sognato gatti.

Io ho paura dei gatti.

Io sono attratta dai gatti.

Non è la prima volta che gatti popolano i miei sogni.

Sempre, nel sogno come nella vita, ne avevo paura.

 in una stanza c’ero io in piedi ed un gatto grigio con un bel pelo- un bel gatto. Entra un altro gatto dal pelo rosso o comunque tendente al rosso. Il gatto grigio ha paura del nuovo arrivato e mi salta al collo ed io lo accolgo e lo tengo lì, tra le braccia come mai prima, lui appoggia il dorso al mio seno, e cerca protezione da me. Qui finisce il sogno.

Voglio capire.

Cerco un po’ su internet qualche spiegazione.

il   gatto nei sogni può esprimere, anche nell’uomo, un aspetto di femminile interiore (anima), la sensualità e la sessualità, l’armonia, la grazia legata al corpo ed all’espressione di suoi bisogni, e può essere simbolo della necessità per il sognatore di ridefinire i suoi spazi vitali, il contatto con il corpo e le sue pulsioni”  ….

… e ancoraGatti nei sogni possono indicare aspetti istintuali inconsci che stanno giungendo alla coscienza, e che ottemperano al bisogno di dare più spazio alle pulsioni vitali e all’espressione di queste” …..e poi “ Nella sua gamma di comportamenti a volte estremamente contrastanti, il gatto nei sogni esprime l’accettazione ed il gusto per la vita vissuta con pienezza, e d esprime il bisogno di mostrare ciò che siamo, il nostro bisogno del “piacere”, e lo slancio vitale e coraggioso che ci permette di non farci abbattere dalle difficoltà, e di assaporare ogni novità”.

 

E’ la prima volta che sogno un gatto e mi sveglio con vibrazioni positive.

Non ho ancora capito ma è stato bello e mi sento più. Più come non so, ma mi sento più.

giovedì, 17 luglio 2008

chissà cosa sente un fiore quando appassisce?

ognuno di noi vive le proprie emozioni ne conosce l'intensità la corrente di vento che ti attraversa il corpo il battito del cuore accelerato o a volte sospeso. capita di percepire che le tue stesse emozioni siano condivise e vissute da altro essere vivente. ma può veramente esserci l'esatta corrispondenza? io a volte ne ho avuto la certezza. che meraviglia...poi, a volte, mi sono ricreduta. ma che meraviglia non ricredersi! che meraviglia! la corrispondenza...  

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giovedì, 21 febbraio 2008
il ritorno a casa dal lavoro è un bel momento. diverso se sono in motorino o in bicicletta. il percorso è più o meno simile fino ad un certo punto ma se sono in bici  seguo la pista ciclabile che costeggia l’Arno e a primavera è bellissimo, l’acqua del fiume, gli odori delle piante, la gente che passeggia e io pedalo a ritmo della musica che mi passa l’ipod, a volte lentamente a volte a zigzag come i ragazzacci. oggi tornavo in motorino senza musica nelle orecchie concentrata sulla strada ma nei pensieri parole scambiate con una persona che mi aveva fatto incazzare, solo che non mi sono incazzata apertamente, ho cercato di far finta di niente per rimandare la cosa a un momento in cui poteva sentire ciò che volevo sentisse. quindi ero distratta da pensieri non piacevoli. ad un certo punto giro a sinistra e poi di nuovo a destra imbocco la strada che dritta mi porta a casa, una strada abbastanza lunga e larga. mi colpisce come se fosse stato un sole abbagliante di ferragosto a mezzogiorno all’uscita da una grotta, mi ha tramortita quasi sbandavo per la devastante bellezza…una LUNA mai vista, grande, luminosa, vicina, magnifica! ho pensato ad Angela subito, e lei sa perchè, e poi ho pensato che sarebbe stato bello che tutte le persone alle quali voglio bene avessero potuto godere dello stesso piacere, che tutti potessero vederla,  esserne rapiti un attimo e poi rilasciati senza pagare alcun riscatto. un attimo di vita prezioso.
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sabato, 26 gennaio 2008

era l'ultimo commento al mio ultimo post.

perchè non scrivo? perchè è stata una settimana intensa di altro. una settimana di parole, discussioni, analisi o tentativi di analisi, di sensazioni da vivere, di cose che ti capitano attorno, di sguardi che non capisci più se sono sinceri, di altri sguardi fiduciosi, di Valpolicella nei calici di una sera ventosa, di pensieri che si spingono l’uno con l’altro nel tentativo di predominare, e sono tanti diversi ed urgenti. ritrovarsi a dire ad un ragazzo che ha paura del futuro e non sa come reagire a questa paura che ti dispiace non sapere come aiutarlo che non c’è il manuale del perfetto genitore che è la prima volta che sei mamma di un quattordicenne in crisi e poi la voglia e il desiderio di tenerlo tra le braccia per trasmettergli tutto l’amore possibile che è l’unica cosa sicuramente vera e giusta…………….e intanto leggi quando puoi qualche pagina di Manituana e quelle pagine ti fanno pensare a ciò che un uomo può fare ad un altro uomo e poi quando Prodi non ottiene la fiducia ti dimentichi che quella sera dovevi andare con il gruppo di balli e tradizioni popolari che quella sera si analizzava il fenomeno del tarantismo che non te lo saresti perso mai ma quella sera Prodi non ottiene la fiducia e anche se lo sapevi che sarebbe successo anche se non lo sopporti da sempre questo governo, ti prende lo scoramento e stai in casa a sentire Santoro che poi però ti distrai e torni a pensare a quel che succede in ufficio, alle tue relazioni, alle scarpe impolverate, a chi  non sa essere se stesso. a chi colpevolizza se stesso, a chi prova a capire, e ti viene in mente una sera “la terapia dell’abbraccio” a quelle persone diverse che per motivi diversi non hanno saputo ricevere o dare un abbraccio. e poi devi esserci comunque per certe cose il quotidiano reclama attenzione i sacchi di mondezza sul balcone li devi portar giù che sei fortunata domani qualcuno passerà a svuotarlo il cassonetto e lo porterà lontano il sudicio così che puoi sentirti bene, e i panni da stirare e il grembiule di tua figlia che sta crescendo e ti commuove sentirla di là in camera sua a cantare le canzoni di Rino, e la spesa da fare, e domani devo ricordarmi di portare Franci dal dermatologo, e poi il giorno dopo riunione in ufficio ma scusate vado a scuola di mia figlia che suona la chitarra per me e che bello entrare per prima nel salone e vedere il suo sorriso di sollievo e gioia che sicuramente temeva che io me ne scordassi, no amore mio non me ne sono scordata sono qui …e poi torno in ufficio e ancora si parla, di criteri giusti da trovare e mi irrito se non capisci e ti sento debole perchè sei debole ma io ancora non so che ci sta il tuo sentirti debole e mi irrito ancora di più e attacco e prendo la mira e bum faccio partire un colpo e la sera c’è una luna piena in cielo che strappa ululati di piacere e il giorno dopo è venerdì e ho voglia di casa, del caffé nella mia tazzina, di tempo per ascoltare Annie Lennox, di due cuscini dietro le spalle e continuare a leggere de il “Grande Diavolo ( ….perchè ti chiamano il Grande Diavolo?...Perchè in guerra gli uomini amano farsi paura. Poi la guerra finisce e la paura rimane) e di Esther che non era più una bambina (“…Doveva ricordarselo: il sangue cambia tutto, c’è un prima e c’è un dopo.”), e arriva anche il venerdi sera e ancora tre persone non si sono stancate di guardarsi negli occhi, e il “bimboni” ci tira fuori belle risate ed è un piacere sentire e vedere una persona che si distende, come un lenzuolo steso al sole, che con il vento e l’aria e i raggi caldi si asciuga e le pieghe si distendono che non c’è nemmeno bisogno di stirarle, che va bene così e i precedenti non provano nulla, se qualcuno c’è stato e ora non c’è più non significa non prova nulla, sul tavolo ancora bicchieri di vino e superbo pecorino e noci e cioccolata, e se mi chiedi cosa fare io ti rispondo “vuoi che ti risponda come amica. come collega, come cittadina, come che?” stronzate! oggi è sabato e fuori c’era un sole dolce, la risposta è provaci, che vuol dire proviamoci, sono con te, e anche Mario ci sarà senz’altro,e porterò i tuoi figli al cinema, ti comprerò il latte quando ti mancherà, ti ascolterò leggere una relazione, abbraccerò tua moglie quando si sentirà stanca,  ti accompagnerò se necessario dove non potrai non esserci, continuerò a criticare ciò che mi sembrerà criticabile, e ti aiuterò ad avere momenti di vino e cazzeggio, ma dobbiamo provarci, tutti, è un nostro dovere, un nostro diritto.   

Prima di questa intensa settimana sono riuscita a vedere Ai confine del paradiso, più che buono e  Cous cous, che merita un 8 pieno.

Quest'ultima cosa l'ho aggiunta perche cosi  posso fare rientrare questo post  in tutti i tags...sono soddisfazioni!!!!

lunedì, 15 ottobre 2007

gabriele e lauraLaura è a Firenze.

A due passi da casa mia un uomo alla guida è distratto da chissà da quali pensieri.

Il corpo di Laura vola e ricade a terra. Chissà quante volte avrà sognato di volare Laura, quante volte lo ha fatto con i suoi colori, con i suoi quadri, con i volti dipinti su tela.

Vola, senza agitare le ali, ricade a terra. Esanime sull’asfalto caldo, come può esserlo in agosto a Firenze, poi si sveglia.

Gabriele, che ha vissuto i suoi primi nove mesi di vita nella pancia che ora è lì a terra, è accanto a lei.

Quando tornai dalle vacanze mi dissero che Laura era stata investita, ma niente di grave.

Niente di grave.

Soltanto la sensazione di quanto labile sia il confine tra la vita e la non vita, soltanto la sensazione di quanto forte possa essere il legame tra un uomo e la sua casa, quella che ti ospita e ti nutre per  nove mesi e poi ti lascia andare e ti fa forte e capace di amare gli altri esseri umani. 

Laura nella sala d’attesa di un ospedale il giorno dopo spicca il volo, a modo suo, con i suoi colori e con le sue parole.   

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mercoledì, 26 settembre 2007

piccole cose

La malinconia, l’inquietudine, la mancanza di un ideale, l’amore per le rose non colte, il silenzio la poesia delle piccole cose…

Ieri. Stavo tornando a casa in bicicletta e a un certo punto la strada è interrotta con delle transenne.

Le biciclette e gli scooter di solito passano sul marciapiede per arginare l’ostacolo e poi riscendere sulla strada. Arrivo in prossimità dell’interruzione e vedo che c’è una vecchina sul marciapiede che cammina con il passo lento da vecchina e con aria distratta io decelero e quasi mi fermo cercando di rimanere in equilibrio sulla bici lei mi vede in quel momento e contemporaneamente accelera l’andatura con un  passo quasi di danza mi lascia libero il passaggio e fa un sorris, che dico, una risata senza sonoro, guardandomi poiché anch’io le stavo facendo un sorriso aperto spero degno del suo che vi assicuro era una melodia, più che un raggio di sole era come quando d’inverno sei quasi assiderata e arrivi in un posto riscaldato ecco mi ha riscaldato, quello scambio di sorrisi mi ha accompagnato fino a casa.

E così pensavo che le grandi cose, la religione, la politica, l’amore, la pace sono così lontani, e allora… viviamo di queste piccole cose.

 

 

"La Differenza",

 

Penso e ripenso: - che mai pensa l'oca

gracidante alla riva del canale?

Pare felice! Al vespero invernale

protende il collo, giubilando roca.

Salta starnazza si rituffa gioca:

né certo sogna d'essere mortale

né certo sogna il prossimo Natale

né l'armi corruscanti della cuoca.

- O papera, mia candida sorella,

tu insegni che la Morte non esiste:

solo si muore da che s'é pensato.

Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!

Ché l'essere cucinato non è triste,

triste è il pensare d'esser cucinato.

Guido Gozzano

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lunedì, 17 settembre 2007

oggi ho tentato di rmettere un pò di ordine nel mio pc dove regna il caos totale del tipo che sotto la cartella fatture c'è la ricetta della paella ... inoltre nel mio disordine non uso spesso le date ...immersa in questa impresa titanica ho ritrovato quello che vi riporto qui sotto e rileggendolo mi è venuto da pensare che le cose cambiano, tante cose...  questa è stata scritta durante la Firenze ai tempi dei lavavetri.

 

Risponde lo studio del dottor Stari,  per appuntamenti telefonare dalle 9.00 alle 13 dal lunedì al venerdì oppure lasciare un messaggio dopo il bip e sarete richiamati. 

"Dottore, sono Giambattista Celati, ho sentito parlare del trattamento, vorrei saperne di più. Mi richiami al più presto."

Sara è stata così bene in questi tre mesi voglio provare anch’io il trattamento anestetizzante se ha funzionato con lei che era un caso disperato: ha smesso di piangere, ha rinnovato il suo guardaroba senza sentirsi in colpa, riesce a guardare stizzita i lavavetri e a non dargli nulla, non ha più pretese dalla gente che le sta attorno ed è indubbiamente più serena. Certo qualche effetto collaterale c’è: non accarezza più i suoi gatti, non  inonda  più le nostre serate con le sue risate scroscianti. non legge più le poesie con lo stessa voce di prima (l’avresti ascoltata per ore leggere le poesie di John Donne me la ricordo ancora leggere Il sogno, la sua voce tremante all’inizio ” Per nessun altro, amore, avrei spezzato
questo beato sogno.

Buon tema per la ragione,
troppo forte per la fantasia.
Sei stata saggia a svegliarmi. E tuttavia

tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi”e via via  
 si faceva più calda, più dolce,  amara  possente ed  intensa all’ultima strofa “Forse, come le torce
sono prima accese e poi spente, così tu fai con me.
Venisti per accendermi, vai per venire. E io
sognerò nuovamente
quella speranza, ma per non morire.
Dolce e spaventata Sara, grazie al cielo ti sei anestetizzata al dolore e alle brutture. Anch’io, anch’io, nessun dolore, assenza di sensibilità:è questo che voglio.

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categoria:piccoli racconti di emozioni
giovedì, 09 agosto 2007

Dire che fosse un intenso temporale è come dire che Prodi  è noioso…Vi assicuro era spettacolare, terrificante e affascinante, avessi avuto tra le mani una videocamera …Non so che parole usare per tentare di descriverlo, non era nemmeno violento era di più, diverso, sentivi questa forza del vento che buttava giù motorini spingeva per le strade i cassonetti della spazzatura e la pioggia si sollevava come piccole onde travestivano le strade da torrenti visibilità quasi zero rami spezzati. Io a dire che avevo paura sarebbe come dire che il nuovo partito democratico mi ispira fiducia…insomma ragazzi ero per strada potete immaginare la strizza ...mai visto niente di simile. Mi sono sentita molto piccola, molto molto piccola.   

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categoria:piccoli racconti di emozioni
giovedì, 14 giugno 2007
Un sogno che al mattino ti dà il buongiorno, non ti soffermi a pensare perché oggi tuo figlio ha il compito d’italiano per l’esame di terza media e gli scaldi il latte, non troppo caldo.
Arrivi in ufficio e ti rendi conto che hai il telefono completamente scarico, proprio oggi che arrivano i miei ritorno a casa prendo il caricatore torno in ufficio e comincia una giornata strana fatta di domande ed interrogativi su piccole cose e grandi cose le piccole cose hanno il sopravvento sulle grandi per fortuna le grandi sono legate al sogno e fai finta di non ricordare bene e ti imbrogli e pensi che fa un gran caldo e intanto tuo figlio chissà se è  emozionato di fronte al foglio bianco chissà su cosa starà scrivendo e ancore le piccole domande che potrebbero essere viste in un'altra ottica e quindi trasformarsi in grandi domande ti occupano ancora la mente e discuti con i colleghi e non hai tempo per scrivere quello che ti era passato per la testa sui sogni, sulla memoria, sui dolori che restano e poi arriva una telefonata il tema era sui cambiamenti climatici te l’avevo detto hai parlato del protocollo di Kyioto? no però ho scritto abbastanza, l’ho fatto bene, bravo amore ci vediamo più tardi e un tranquillo pranzo caffè sigaretta poi lavoricchi deconcentrata per conto tuo e ulteriormente deconcentrata dal gatto e la volpe di P.V. che cazzeggiano al telefono e la fattura del ragionieri? Si ora la liquido ma pensi a tuo padre e tua madre in volo seduti vicini che si raccomandano al Signore e sicuramente si tengono per mano al momento del decollo e pensi che stasera saranno con te a casa tua e tua madre avrà lo sguardo critico poiché l’ordine è un concetto sconosciuto a casa mia e in cucina accanto all’affettatrice ci sono i cd e il tavolo del soggiorno sembra uno dei migliori bazar,  e sentirai tua figlia chiamare nonna! e sentirai tua madre rispondere “gioia” perché mia madre risponde così…”gioia col punto esclamativo e poi domani e per un po’ di giorni a seguire saranno già svegli prima di te e sentirai l’odore del caffè al tuo risveglio ed è una tale gioia col punto esclamativo.   
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categoria:momenti belli, piccoli racconti di emozioni