lunedì, 10 agosto 2009
Accidenti lo so che è sindrome premestruale ma come si fa così? Sono passate veramente poche ore da quando ho scritto sto bene e oggi è tutto il contrario ce l’ho con tutti.
postato da: annacarata alle ore 17:16 | Permalink | commenti
categoria:momenti tristi, io , momenti di incazzatura
giovedì, 30 aprile 2009
che se si commette spesso lo stesso errore forse non è un errore. forse è un modo di essere. e se così fosse non c'è niente da perdonare si tratta soltanto di accettare o meno quel modo di essere.
postato da: annacarata alle ore 10:40 | Permalink | commenti (1)
categoria:momenti tristi
domenica, 29 marzo 2009
non c'è più Lelluccia.
mi chiamava così.
fino a ieri io ero anche Lelluccia.

e quando suonava il campanello e chiedevi chi è rispondeva sempre:"Amici!"
e quando beveva il vino diceva "ni scurrissanu iumi"
e quando aveva un bambino piccolo in braccio gli offriva il pollice  taratarinta e lo faceva ballare
e quando ti faceva le punture diceva "pacchera!"
...zio Emilio è morto e Lelluccia non c'è più.
postato da: annacarata alle ore 21:12 | Permalink | commenti
categoria:momenti tristi
giovedì, 26 marzo 2009
avete idea di quanto possa essere irritante un cielo magnificamente azzurro di una giornata di primavera.?
postato da: annacarata alle ore 12:39 | Permalink | commenti
categoria:momenti tristi, io , cè tutto un mondo intorno, momenti di incazzatura
lunedì, 09 febbraio 2009
Non ha lacrime da piangere.
Non ha parole da dire.
Non ha ricordi di carezze.
Non ha paura.
Non ha freddo ne fame ne sonno.
Non ha voglia di essere un simbolo non ha voglia di esser nulla, non ha voglia.
Non ha desideri.
Non ha pensieri ne incertezze ne dubbi.
Non ha nulla.
E’ un nome sulla bocca di tutti, un nome.  
Ed è insopportabile quest’intimità estorta, l’intimità che faceva dire Samuele che faceva dire Meredith e ora Eluana come fossero amici vostri senza averli mai conosciuti li chiamate per nome.
postato da: annacarata alle ore 10:47 | Permalink | commenti
categoria:momenti tristi, cè tutto un mondo intorno, momenti di incazzatura
martedì, 27 gennaio 2009
Per quelli della mia generazione basta il nome ad evocare un periodo, una musica, dei sogni. In Cile nel 1978 un uomo è ossessionato da Tony Manero, si identifica in lui, attraverso quel personaggio cerca un riscatto dal suo essere niente a costo di tutto. Un Cile triste negli anni di Pinochet, cosa che  il regista ci fa percepire senza calcare troppo la mano ma quanto basta per comunicarci la tristezza e il disgusto per noi che stavamo dall’altra parte del mare e guardavamo Tony Manero ballare. Avevo 14 anni mi piaceva ballare era il periodo delle feste in casa ed io e mio fratello eravamo una bella coppia ci si allenava a casa sulle note di More than a woman e lui mi faceva girare e ci guardavamo e ci sorridevamo con complicità e divertimento io 14 anni lui 16 il Cile era lontano un paese studiato a geografia alle medie niente di più.
Il personaggio del film, Raoul, un uomo di mezza età, cinico di un cinismo  senza compromessi. Nessun sentimento umano traspare da quegli occhi se non la voglia di essere altro la voglia di essere Tony Manero. E la scena in cui lui guarda al cinema per l’ennesima volta il film e ripete le parole del suo eroe a memoria mi ricorda “Nuovo Cinema Paradiso” mi ricorda “Catene” ma nei due precedenti film gli occhi che guardavano il film erano occhi con sguardi umani e ti trasmettevano la passione per il cinema, qui, negli occhi di Raoul vuoto di sentimenti una faccia triste che ti resta dentro che ti fa orrore e pensi a come sia facile perdere la capacità umana di “sentire e vedere umanamente”. A questo punto un buon critico farebbe un elogio dell’attore che riesce a trasmettere questo senso del nulla questa mancanza di morale assoluta, ma io passo oltre non riesco a soffermarmi su questo il film mi ha segnato come un eritema solare probabilmente già domani passerà, ma oggi ho questo senso di vuoto che mi toglie il respiro. Le donne in questo film sono ancora forse più tristi che quella merda di Raoul, gli stanno attorno chissà poi perché visto che è un bastardo un poveraccio e anche impotente gli stanno attorno lo assecondano se lo contendono perché? Per solitudine? Bò…mistero del genere femminile.
Un bel film? Mah! Io non ce la faccio a dire che è un bel film, anche se è un bel film, ma non fa bene rende tristi abbiamo bisogno di tristezza? Ne abbiamo già a sufficienza; non sono per un cinema consolatorio ma che almeno ci trasmetta rabbia…tristezza per favore va via… 
Un ultima cosa, che non c’entra niente con il film. Ho scritto questa cosa anche grazie a Laura e lei sa perché.
postato da: annacarata alle ore 11:31 | Permalink | commenti (2)
categoria:cinema, ricordi, amici, momenti tristi
martedì, 09 dicembre 2008
Oggi ad Atene ci sarà il funerale di Alexis ucciso da un agente speciale. Qual è la sua specialità mi chiedo…
Alexis aveva quindici anni.
L’età di mio figlio. 
postato da: annacarata alle ore 10:33 | Permalink | commenti
categoria:momenti tristi, momenti di incazzatura
lunedì, 08 dicembre 2008

Un cavo bianco che pende silenziosamente nel vuoto. Una frase letta su un giornale. Un articolo di cronaca. Parla della morte di un uomo.

Questa frase e questa immagine non mi ha abbandonata neanche un minuto oggi. Mentre pranzavo mentre asciugavo i capelli di mie figlia mentre addobbavo l’albero mentre bevevo vin brulé. La mia giornata si è svolta nella normalità più assoluta. Un giorno di festa freddo abbastanza da rendere piacevole stare in casa. c’era un cielo azzurro a Firenze oggi.  a Cosenza chissà che cielo c’era. Chissà che cielo ti ha accompagnato Paolo chissà che cielo avranno visto gli occhi di Letizia e chissà che cielo avranno pianto i tuoi figli. Il cavo bianco che pende sul tetto di casa vostra quella casa che avevate comprato in Sila da qualche tempo quella casa che avevate comprato con entusiasmo …che in tutte le cose che facevi c’era entusiasmo c’era voglia di vita i tuoi occhi erano così buoni così sinceri occhi che capivano sempre e da li partiva il sorriso sempre di buonumore chissà come facevi ad essere così. Ti ho conosciuto da adolescente e tu alto grosso eri un compagno di giochi e di balli. Per vari anni il 31 Dicembre era ballare con voi e tu nel trenino c’eri sempre eri sempre tra quelli che avevano voglia di divertirsi. Poi la lontananza ma il rivedersi anche una volta l’anno era sempre piacevole e affettuoso. Una bella persona davvero Paolo. Sicuramente tutta la gente che oggi era sotto il cielo di Cosenza a salutarti è tutta gente che da te ha avuto un sorriso, una marea di gente che ha avuto la fortuna di conoscerti. Mia sorella ti voleva bene mia sorella piangeva oggi per te che non ci sei per Letizia che è senza te che Letizia non era Letizia era Letizia e Paolo ed era Letizia e Paolo nel modo più bello. mia sorella piangeva e io non riuscivo a dire altro se non "porca puttana". 

postato da: annacarata alle ore 21:09 | Permalink | commenti (1)
categoria:momenti tristi
lunedì, 01 dicembre 2008
Ieri sera finalmente l’ho visto il filmdocumentario sull’Universale. Chi vive o ha vissuto a Firenze sa di cosa parlo. Cos’era l’Universale?Un cinema… si potrebbe sintetizzare ma sarebbe un sintetizzare senza spiegare. L’Universale era un luogo, era la Firenze che sognava, la Firenze tollerante, la Firenze che accoglieva. Era un cinema dove accadeva qualcosa... qualcuno ha detto così.
La città in cui sono arrivata ventisei anni fa  per sfuggire ad un percorso mi ospitava con il suo freddo e il mio giubbotto leggero non mi impediva di viverla. Di giorno e di notte.
Vita universitaria lezioni esami persone concerti musica locali tutto nuovo tutto da scoprire gelato da vivoli e la bistecca da Sabatini ogni tanto quando te la puoi permettere. Facevi i conti per arrivare a fine mese con quello che i tuoi ti mandavano e risparmiavi sul pranzo e andavi a bere una birra che ancora si poteva fare ogni tanto e c’erano i cinema d’essai e c’era… l’universale…che  The song remain the same dove altro avrei potuto vederlo? E quella volta che con Indiana Jones non riuscivo a smettere di ridere e tutto il cinema rideva con me? E quella volta che andammo a vedere Nove settimane e mezzo che del film non ce ne fregava niente ma sapevamo che i commenti sarebbero stati di quelli che potevi dire io c’ero c’ero anch’io?
L’Universale e la Firenze di allora. Firenze patria e rifugio degli omosessuali città della tolleranza ora cioniana e corrotta e indifferente. Che cosa ti ha cambiato? Che cosa ci ha cambiato? Chi siamo ora noi? Disillusi disimpegnati disumani. Guardiamo il film del nostro passato, mano nella mano per l’emozione, poi le nostre mani si staccano i nostri corpi si allontanano siamo seduti su due comode poltrone del Puccini non sui sgabelli di legno dell’Universale e fuori è freddo e noi abbiamo giubbotti pesanti giusti per il freddo fiorentino non torniamo a casa a piedi abbracciati c’è una macchina che ci aspetta con radio incorporata. Torniamo a casa , una casa riscaldata non come quella stanza di allora dove mettevi l'olio in frigorifero che a lasciarlo fuori si congelava, ancora insieme a casa  e non c’è un letto singolo che ci faceva stare abbracciati c’è un lettone grande dove ognuno può stare solo, ognuno dalla sua parte.  L’Universale era un cinema senza regole, era un cinema dove ci si faceva le canne, era un cinema dove le persone commentavano a voce alta tutto quello che gli passava per la testa, era un cinema in cui si proiettavano film di musica amore politica passione, era un cinema dove tra le file sedevano persone che avevano voglia di musica amore politica passione, era un cinema che proiettava e produceva vita.
E mi viene in mente Guccini…
Perchè a vent' anni è tutto ancora intero, perchè a vent' anni è tutto chi lo sa,
a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell' età,
oppure allora si era solo noi non c' entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi quel ch'è rimasto dimmelo un po' tu...
postato da: annacarata alle ore 10:23 | Permalink | commenti (1)
categoria:cinema, ricordi, momenti tristi, io , momenti belli
mercoledì, 26 novembre 2008
a suo tempo probabilmente non ho elaborato il lutto ora sono qui e mi chiedo se sono ancora in tempo se è neessario. e poi? ancora un altro? lutto su lutto? ma se devo elaborare che lutto ci sia. e poi perdonare perdonarsi tutte quelle cose là che ci dicono i coach che abbiamo intorno...pensa positivo...si si ...alla jovanotti.
perdonare capire le debolezze umane e se non ci riesci sii debole anche tu sii stronza e vediamo se poi qualcuno ti perdona sii indulgente e starai meglio ...il perdono fa bene anche alla salute(sempre parola di coach). chi è il morto? lo conoscevate?
 
postato da: annacarata alle ore 19:06 | Permalink | commenti
categoria:momenti tristi, momenti di incazzatura