sabato, 08 agosto 2009

I ricordi.

"I ricordi ti scaldano il corpo dall'interno. Ma allo stesso tempo ti lacerano dentro”

il peso dei ricordi l’assenza di essi il peso di questa assenza. leggendo Kafka sulla spiaggia ti fai domande di vario tipo, che c’è n’è , almeno per me… a cominciare dai gatti per passare dall’abbandono  alla necessità del perdono all’essere liberi al completarsi e quanto ce n’è. Il libro naturalmente non ti da risposte non è un saggio è un romanzo e tra i romanzi non è un romanzo prosaico è visionario è onirico è irreale, quel tipo di irrealtà che ti porta a considerare il tempo  e lo spazio e dunque il tuo mondo e  ciò che ti circonda in maniera diversa, iche che ti fa allontanare dalla tua realtà e confonderti ed è un motivo in più  per continuare a leggere è un motivo per tenerlo sulla pancia questo libro e pensare e sapere che continuerai a leggere e altre parole ti aspettano per farti chiudere gli occhi sul tuo tempo sulla tua realtà e aprirli su altro e tenerlo li sulla pancia come un bene prezioso.

E il Giappone con i suoi riti ti accoglie senza farti spaventare senti che c’è ma potrebbe non esserci anche quel Giappone ha una dimensione spaziotemporale diversa da prima di MuraKami. 

 “Non ho ancora capito cosa significa vivere”. E uno dei personaggi risponde “ascolta il rumore del vento”. Attenderò il vento per ascoltarlo.

 “Nei sogni cominciano le responsabilità” ed io ho sognato.

Assorbire dentro di se e diventare pienamente se stessi. E come fai a non fermarti a guardare il tuo essere pienamente te stesso?quanto manca ancora? Quando saprò che è la pienezza? Quando perdonerò forse?perdonare chi ti ha amato e ti ha abbandonato nonostante l'amore? come ti ho capito Kafka nonostante il tuo essere abbandonato sia forse stato più devastante del mio ma quanto ti ho sentito soffrire e lacerarti a tentare di capire e poi perdonare anche senza capire ma sentire che “.. il ghiaccio dentro di te fa un rumore, come di qualcosa che si spezza”.Come si fa a non poggiare il libro e a non guardarsi dentro? Dentro me e non dentro te, dentro te è compito tuo non posso farlo io al tuo posto e nessuno può farlo al posto mio.

perdonare essere perdonati. io e gli altri.IO.

“- Accadrà che tu diventerai pienamente te stesso…ciò che è davvero importante…è fondersi in modo armonico con le cose.”

 E ancora ti fermi e ti guardi.

“- Fondersi in modo armonico?

- Ad esempio, quando tu sei nella foresta, diventi completamente parte della foresta. Quando sei sotto la pioggia, diventi parte della pioggia. Quando è mattino, sei parte del mattino. Quando sei davanti a me, diventi parte di me. Completamente. Ecco, in poche parole cosa vuol dire.

-Quando tu  sei davanti a me, diventi  completamente parte di me.

-Esatto.

-Che sensazione si prova, se tu sei pienamente te stessa, eppure allo stesso tempo sei completamente parte di me?

-..Diventare completamente parte di te mentre sono me stessa, è la cosa più naturale che esista, e una volta che ci fai l’abitudine avviene spontaneamente. E’ come volare nel cielo.”

Ed io di fronte alla possibilità di poter volare nel cielo, così, semplicemente, la cosa più naturale che esista… mi fermo. Che meraviglia. Che meraviglia il libro. Che meraviglia poterlo pensare poterci credere. arriverà il momento. Lo so . ci sto girando attorno. Ci sarà il momento.

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categoria:libri, io , momenti belli, cè tutto un mondo intorno
mercoledì, 20 maggio 2009
" i tuoi occhi, disse lui cambiando completamente tono, sono confusi ma la tua bocca ha la passione che esiste in te e di cui hai paura. Il tuo viso, Lori, è misterioso come una sfinge:deciframi o ti divoro.
Si sorprese che anche lui avesse notato ciò che lei vedeva di se stessa allo specchio.
- Il mio mistero è semplice: io non so come essere viva.
-Il fatto è che tu sai soltanto, o sapevi soltanto, essere viva attraverso il dolore.
- Si.
- E non sai come essere viva attraverso il piacere?
- Ormai quasi lo so. Era questo che volevo dirti."


Clarice Lispector - Un apprendistato o il libro dei piaceri.
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categoria:libri, citando, io , con le parole di altri
mercoledì, 17 dicembre 2008
Onirico, poetico, un uccello che vola...sto parlando di La schiuma dei giorni romanzo di Boris Vian. Una meraviglia. una favola che racconta l’amore e la morte. La morte che arriva e distrugge. Un patimento le ultime pagine ma sempre dolce. Una dolcezza struggente. e non c'è mica solo questo, è una miniera. erano anni che volevo leggerlo e quando l'ho finito giorni fa mi sono detta che il mio motto di vita "rimandare sempre" non è prorio l'ideale a volte.
e poi...poi sempre giorni fa concerto degli Afterhours. io avevo voglia di saltare e ballare ma...ve lo dico...non ce l'ho fatta, mi sono lasciata inibire dal fatto che intormo a me c'erano solo ragazzi e cavolo...mica ballavano e saltavano ...e allora se non ballavano loro...insomma dove sono finiti i quarant'enni? tutti a casa? tutti a guardar la tivù? che non mi dite che fate sesso selvaggio che non ci credo...impegnati nel sociale? ma figurati! e allora? cosa cazzo fate? comunque bella roba un concerto degli Afterhours energia in circolo testi tutt'altro che consolatori...sarà mica per quello che i ragazzi non saltavano? bò valli a capire sti giovani ...io non capisco manco i miei coetanei! mi sa che è finita l'era dei concerti in cui saltare e ballare, sono veramente adulta insomma quasi anziana...fanculo!
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categoria:musica, libri, cè tutto un mondo intorno
giovedì, 02 ottobre 2008
Ho comprato questo libro senza saperne nulla. Per caso. Una sera d’estate che girellavo in libreria.  Due fattori mi hanno spinto. Che nel retro si diceva “fa parte di quei libri che sconvolgono l'equilibrio affettivo del lettore” ed io ero, sono, in un momento di predisposizione allo sconvolgimento e poi perché  attirata dalla copertina che ritrae un volto di bambino con degli occhi neri capaci di uno sguardo forte e spaventato al contempo. Gli occhi innocenti e innocente è il libro e innocente è il mondo che ci racconta. Il mondo di una banlieu parigina, il mondo delle puttane, le stesse puttane che cantava De Andrè, dei travestiti, il mondo di chi sta ai margini, capaci di amore puro e disinteressato. i vicini di casa , questa specie ormai estinta nelle nostre belle città, Qui ci sono, con il loro ruolo, la loro funzione che è quella di avere occhi per vedere e poi dopo aver visto  non solo sguardi di compassione ma aiuto vero, sostanziale, un mondo dove la parola solidarietà non è solo una parola. un mondo dove il bianco e il nero sono bianco e nero ma avrebbero potuto non esserlo . la vita come la vede Momo è semplice è bella è piena nella sua drammaticità .Madame rosa una vecchia puttana e Momo un ragazzino disincantato personaggi senza sogni di un libro triste ma riescono a farmi pensare a quanto sia bella la vita. non posso dirvi di più della storia che è piena di tante cose e densa e intensa e tenera e cinica e attuale… e nemmeno riesco a trovare parole belle per convincervi. Sulla fiducia. Leggetelo. sono grata al caso che una sera d’estate mi ha fatto incontrare gli occhi di un bambino sulla copertina di un libro. spero sarete grati al caso che vi porta a leggere questo post.   
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categoria:libri
sabato, 17 maggio 2008

"... tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l’11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l’uno all’altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finché non li si scopre.
Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero."


Ha scatenato la mia curiosità, mi ha catturata, l’ho letto in pochi giorni, lettura piacevole a tratti emozionante e poi… le ultime trenta pagine hanno abbassato il tono.Direi consolatorio per chi come me ha difficoltà a “finire le cose”.

È difficile una buona fine… che le cose belle non dovrebbero mai finire.

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categoria:libri
mercoledì, 02 aprile 2008
Assente dal blog per …nessuna ragone particolare. semplicemente non avevo voglia.
Ultimamente ho visto Into the wild …direi un sette.
Ho visto uno spettacolo di Ascanio Celestini a teatro…direi un…sette.
Sto leggendo Vita della Mazzucco, sono a metà del libro per ora…un cinque.
Ho visto il concerto dei Portishead…direi un sette.
Potrei anche non lamentarmi, accontentarmi ma in questo periodo…
Ho voglia di OTTIMO, di ….DI PIU’
di SUPERLATIVO ASSOLUTO
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categoria:musica, libri, cinema, io
lunedì, 18 febbraio 2008

Sono appena uscita dalle macerie, dal traffico, dalla polvere di Kabul. ho finito questo pomeriggio Mille splendidi soli che non mi ha emozionato quanto Il cacciatore di aquiloni,
trent’anni di guerra di paura di fame(e non è finita) e queste donne picchiate segregate nascoste uccise e l’amore che nasce anche dove è tutto arido e sterile, due donne sventurate che diventano complici, poi  amiche poi sorelle e infine madre e figlia, un rapporto che cresce lievita che più le picchi più le bastoni più le umili più le sottometti più quelle due donne si uniscono. non mi ha emozionato questo libro, se non in rari e brevi momenti, mi è sembrato anche un po’ furbetto, però mi piace pensare alla forza che due donne possono avere insieme, una forza che può essere dirompente, energia  vitale che travolge  e stravolge come una tr
omba d’aria. Le donne sono così belle quanto sono amiche, quando si capiscono, quando si aiutano,  quando si incoraggiano, quando si raccontano, quando si difendono.

a volte si tradiscono, e a volte lo fanno per un uomo.

Quanti sorrisi di donne mi ci vorranno per dimenticare? quante mani fiduciose di donne dovrò ancora stringere? che poi dimenticare è una cazzata non vorrei mai, perchè sto dicendo tutto questo? non riavrò ciò che mi è stato tolto ma ho altro. a volte mi immagino il cuore fatto con tante caselline, per tutte le persone che conosciamo, una casellina e l'amore per questa persona che quando la persona non c'è più la casellina rimane vuota non puoi metterci nessun'altro al suo posto, che poi non rimane nemmeno vuota rimarrebbe con i ricordi sempre che qualcuno non abbia fatto di tutto per  avvelenarti anche quelli. ma che c'entra tutto questo con Mille splendidi soli?  nulla però il titolo è bello ed io auguro a tutte le donne Mille splendidi soli. non a tutte. solo a quelle belle. 

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categoria:libri
mercoledì, 06 febbraio 2008

più di 600 pagine lette all’inizio con molta fatica. poi meglio. le ultime 100 pagine mi hanno riportato ai primi libri letti tipo  Il corsaro nero, a quella lettura che ti porta in altri luoghi e se lì ero in India o in Malesia qui ero in mezzo al verde, ai laghi a cielo. Spesso la mia lettura si interrompeva e pensavo tra le altre cose a chissà come sarebbe piaciuto a Dè Andrè. che assenza Fabrizio De Andrè, proprio manca assai a me e a tanti e a questo cazzo di paese italico chissà che ci avrebbe cantato di questi tempi...

forse non posso dire che mi sia piaciuto molto visto che per la prima parte del libro ho faticato e non riuscivo a trarre piacere dalla lettura, non riuscivo a districarmi tra i vari nomi, i vari personaggi. poi quando Philip Lacroiz si distingue dagli altri, svetta su tutti …comincio ad appassionarmi e lo amo fino alla fine e poi quelle due donne... Molly Brant ed Esther, esempi di donna, fascino mistero forza, che è forza diversa da quella fisica dei guerrieri è forza tratta dalla terra forse dal sangue che  ad ogni luna esce dal nostro corpo e ci dà pensieri lucidi e lucidati.   

Fra un po’ ne inizio un altro e questo momento è sempre esaltante…chissà cosa mi aspetta!


....Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura

sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura

fu un generale di vent'anni occhi turchini e giacca uguale

fu un generale di vent'anni figlio d'un temporale

ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek

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categoria:libri, ricordi, momenti tristi
sabato, 26 gennaio 2008

era l'ultimo commento al mio ultimo post.

perchè non scrivo? perchè è stata una settimana intensa di altro. una settimana di parole, discussioni, analisi o tentativi di analisi, di sensazioni da vivere, di cose che ti capitano attorno, di sguardi che non capisci più se sono sinceri, di altri sguardi fiduciosi, di Valpolicella nei calici di una sera ventosa, di pensieri che si spingono l’uno con l’altro nel tentativo di predominare, e sono tanti diversi ed urgenti. ritrovarsi a dire ad un ragazzo che ha paura del futuro e non sa come reagire a questa paura che ti dispiace non sapere come aiutarlo che non c’è il manuale del perfetto genitore che è la prima volta che sei mamma di un quattordicenne in crisi e poi la voglia e il desiderio di tenerlo tra le braccia per trasmettergli tutto l’amore possibile che è l’unica cosa sicuramente vera e giusta…………….e intanto leggi quando puoi qualche pagina di Manituana e quelle pagine ti fanno pensare a ciò che un uomo può fare ad un altro uomo e poi quando Prodi non ottiene la fiducia ti dimentichi che quella sera dovevi andare con il gruppo di balli e tradizioni popolari che quella sera si analizzava il fenomeno del tarantismo che non te lo saresti perso mai ma quella sera Prodi non ottiene la fiducia e anche se lo sapevi che sarebbe successo anche se non lo sopporti da sempre questo governo, ti prende lo scoramento e stai in casa a sentire Santoro che poi però ti distrai e torni a pensare a quel che succede in ufficio, alle tue relazioni, alle scarpe impolverate, a chi  non sa essere se stesso. a chi colpevolizza se stesso, a chi prova a capire, e ti viene in mente una sera “la terapia dell’abbraccio” a quelle persone diverse che per motivi diversi non hanno saputo ricevere o dare un abbraccio. e poi devi esserci comunque per certe cose il quotidiano reclama attenzione i sacchi di mondezza sul balcone li devi portar giù che sei fortunata domani qualcuno passerà a svuotarlo il cassonetto e lo porterà lontano il sudicio così che puoi sentirti bene, e i panni da stirare e il grembiule di tua figlia che sta crescendo e ti commuove sentirla di là in camera sua a cantare le canzoni di Rino, e la spesa da fare, e domani devo ricordarmi di portare Franci dal dermatologo, e poi il giorno dopo riunione in ufficio ma scusate vado a scuola di mia figlia che suona la chitarra per me e che bello entrare per prima nel salone e vedere il suo sorriso di sollievo e gioia che sicuramente temeva che io me ne scordassi, no amore mio non me ne sono scordata sono qui …e poi torno in ufficio e ancora si parla, di criteri giusti da trovare e mi irrito se non capisci e ti sento debole perchè sei debole ma io ancora non so che ci sta il tuo sentirti debole e mi irrito ancora di più e attacco e prendo la mira e bum faccio partire un colpo e la sera c’è una luna piena in cielo che strappa ululati di piacere e il giorno dopo è venerdì e ho voglia di casa, del caffé nella mia tazzina, di tempo per ascoltare Annie Lennox, di due cuscini dietro le spalle e continuare a leggere de il “Grande Diavolo ( ….perchè ti chiamano il Grande Diavolo?...Perchè in guerra gli uomini amano farsi paura. Poi la guerra finisce e la paura rimane) e di Esther che non era più una bambina (“…Doveva ricordarselo: il sangue cambia tutto, c’è un prima e c’è un dopo.”), e arriva anche il venerdi sera e ancora tre persone non si sono stancate di guardarsi negli occhi, e il “bimboni” ci tira fuori belle risate ed è un piacere sentire e vedere una persona che si distende, come un lenzuolo steso al sole, che con il vento e l’aria e i raggi caldi si asciuga e le pieghe si distendono che non c’è nemmeno bisogno di stirarle, che va bene così e i precedenti non provano nulla, se qualcuno c’è stato e ora non c’è più non significa non prova nulla, sul tavolo ancora bicchieri di vino e superbo pecorino e noci e cioccolata, e se mi chiedi cosa fare io ti rispondo “vuoi che ti risponda come amica. come collega, come cittadina, come che?” stronzate! oggi è sabato e fuori c’era un sole dolce, la risposta è provaci, che vuol dire proviamoci, sono con te, e anche Mario ci sarà senz’altro,e porterò i tuoi figli al cinema, ti comprerò il latte quando ti mancherà, ti ascolterò leggere una relazione, abbraccerò tua moglie quando si sentirà stanca,  ti accompagnerò se necessario dove non potrai non esserci, continuerò a criticare ciò che mi sembrerà criticabile, e ti aiuterò ad avere momenti di vino e cazzeggio, ma dobbiamo provarci, tutti, è un nostro dovere, un nostro diritto.   

Prima di questa intensa settimana sono riuscita a vedere Ai confine del paradiso, più che buono e  Cous cous, che merita un 8 pieno.

Quest'ultima cosa l'ho aggiunta perche cosi  posso fare rientrare questo post  in tutti i tags...sono soddisfazioni!!!!

martedì, 20 novembre 2007

stavo volentieri a casa e ho letto Mal di pietre di Milena Agus, ho letto Come Dio comanda, ho visto Amatemi,   Blade Runner e Gli anni in tasca di Truffaut. Certo parlare di tutto in un solo post anche ad essere sintetici è dura;. il fatto è che  Mal di pietre e Amatemi sono legati…Ieri pomeriggio ho finito il libro di Milena Agus Mal di pietre, ieri sera ho visto Amatemi e poi ho finito Come Dio comanda, a parte quest’ultimo di cui vi parlerò un'altra volta(ma anche no, basta dire che mi aspettavo di più, e il solito Ammanniti, niente di più niente di meno, sembrano libri fatti in fabbrica, di facile lettura, anche piacevole ma finisce lì), insomma a parte che… avrei potuto non scrivere di Mal di pietre e Amatemi se non fosse stato per questa coincidenza (io adoro le strane congiunture mi fanno pensare al fato anche se in realtà sono tutt’altro che fatalista) di aver letto e visto a poche ore di distanza. Due donne, una protagonista del libro e una del film. Niente di profondo ed originale nell’uno e nell’altro caso, coinvolgimento emotivo quasi inesistente . Mal di pietre enorme successo in Francia… questi francesi che hanno il vizio di innamorarsi delle cose italiane, di uno scrittore di un  regista e se ne appropriano  lo fanno loro ma in questo caso santo cielo hanno non sopravalutato ma proprio preso un abbaglio, hanno la loro meravigliosa Emma, l’originale come ci si può innamorare di questo surrogato di Emma ?sarà che non mi piace né il miele né l’anice (“un petit bijou de roman, poli comme une pierre précieuse et délicieux, pour ne pas dire entêtant, comme certains gâteaux sardes, tout miel et tout anis." Jean-Baptiste Marongiu, Libération)!.Comunque non voglio stare qui ad elencare tutte le cose del libro che non mi sono piaciute( una serie di banalità e di luoghi comuni), voglio dirvi della coincidenza! Mal di pietre è la storia di una donna che vuole l’amore ; Amatemi è una commedia mediocre, anche qui protagonista una donna che viene lasciata dal marito, la trama abbastanza semplice, lei dopo un primo periodo di sconforto si ripiglia  riscopre le gioie del sesso e scopre di poter anche star sola. Anche qui una serie di banalità penose(lei che ad un certo punto svuota l’armadio dei suoi vecchi vestiti esce a far shopping e ritorna a casa con l’intimo sexy ed ecco che è una donna nuova! proprio come quando Milena Agus ci dice che “ la nostalgia è una cosa triste, ma un po’ felice”…ma pensa te!).
Vengo alla coincidenza, dove sta la coincidenza? le due figure femminili e la loro diversa visione della vita, per la donna di Mal di pietre, quella “femmina femmina”, “l’amore è più importante di tutte le cose” e soprattutto la cosa importante, che rende la vita degna di essere vissuta è  Amare (chi ha letto il libro capisce chi non l’ha letto si fidi, è così, per la nonnetta l’importante è amare;l’Isabella Ferrari di Amatemi alla fine del film scopre che l’importante è quel magico momento in cui si ama e ci si sente amati, anche se dura solo un attimo, che ci sia in quell’attimo l’unione di due persone, l’incontro, insomma  una nuova consapevolezza per lei, la leggerezza del momento, senza i per sempre, senza i solo tu, senza aspettative né pregiudizi si ritrova a essere più disponibile verso gli altri perché l’amore può essere ovunque.

Ma se le due figure femminili avevano una concezione diversa dell’AMMORE dove sta la coincidenza?

...in tutte e due i casi, gli uomini fanno la loro figura …


:::solo ora, rileggendo mi rendo conto che quel Jean Baptiste fa Marongiu di cognome. Ah, questi francesi!!!!!!!!!!!

postato da: annacarata alle ore 21:56 | Permalink | commenti
categoria:libri, cinema