Ieri sera finalmente l’ho visto il filmdocumentario sull’Universale. Chi vive o ha vissuto a Firenze sa di cosa parlo. Cos’era l’Universale?Un cinema… si potrebbe sintetizzare ma sarebbe un sintetizzare senza spiegare. L’Universale era un luogo, era la Firenze che sognava, la Firenze tollerante, la Firenze che accoglieva. Era un cinema dove accadeva qualcosa... qualcuno ha detto così.
La città in cui sono arrivata ventisei anni fa per sfuggire ad un percorso mi ospitava con il suo freddo e il mio giubbotto leggero non mi impediva di viverla. Di giorno e di notte.
Vita universitaria lezioni esami persone concerti musica locali tutto nuovo tutto da scoprire gelato da vivoli e la bistecca da Sabatini ogni tanto quando te la puoi permettere. Facevi i conti per arrivare a fine mese con quello che i tuoi ti mandavano e risparmiavi sul pranzo e andavi a bere una birra che ancora si poteva fare ogni tanto e c’erano i cinema d’essai e c’era… l’universale…che The song remain the same dove altro avrei potuto vederlo? E quella volta che con Indiana Jones non riuscivo a smettere di ridere e tutto il cinema rideva con me? E quella volta che andammo a vedere Nove settimane e mezzo che del film non ce ne fregava niente ma sapevamo che i commenti sarebbero stati di quelli che potevi dire io c’ero c’ero anch’io?
L’Universale e la Firenze di allora. Firenze patria e rifugio degli omosessuali città della tolleranza ora cioniana e corrotta e indifferente. Che cosa ti ha cambiato? Che cosa ci ha cambiato? Chi siamo ora noi? Disillusi disimpegnati disumani. Guardiamo il film del nostro passato, mano nella mano per l’emozione, poi le nostre mani si staccano i nostri corpi si allontanano siamo seduti su due comode poltrone del Puccini non sui sgabelli di legno dell’Universale e fuori è freddo e noi abbiamo giubbotti pesanti giusti per il freddo fiorentino non torniamo a casa a piedi abbracciati c’è una macchina che ci aspetta con radio incorporata. Torniamo a casa , una casa riscaldata non come quella stanza di allora dove mettevi l'olio in frigorifero che a lasciarlo fuori si congelava, ancora insieme a casa e non c’è un letto singolo che ci faceva stare abbracciati c’è un lettone grande dove ognuno può stare solo, ognuno dalla sua parte. L’Universale era un cinema senza regole, era un cinema dove ci si faceva le canne, era un cinema dove le persone commentavano a voce alta tutto quello che gli passava per la testa, era un cinema in cui si proiettavano film di musica amore politica passione, era un cinema dove tra le file sedevano persone che avevano voglia di musica amore politica passione, era un cinema che proiettava e produceva vita.
E mi viene in mente Guccini…
Perchè a vent' anni è tutto ancora intero, perchè a vent' anni è tutto chi lo sa,
a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell' età,
oppure allora si era solo noi non c' entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi quel ch'è rimasto dimmelo un po' tu...