giovedì, 08 ottobre 2009
c'era una fila chilometrica davanti all'Astra e quindi abbiamo ripiegato su Basta che funzioni.
Un tipo pessimista e conseguenzialmente cinico incontra una tipa a cui dà della cretina e della sempliciotta.  Lei non se la prende (?????????????? ma che comodità certe donne!)anzi si innamora di lui. Altri protagonisti  entrano in scena personaggi che  cambiano la loro prospettiva ed ecco che si ritrovano tutti in un happy end soddisfatti e felici della vita.
Morale:il caso domina sulla vita e quindi se siamo fortunati ci va bene se no sticazzi.
Un film leggero che ti fa sorridere (a dire il vero nella sala piena ci sono state grosse sonore risate ma ho pensato ridessero così fragorosamente pensando alla faccia di Silvio dopo la sentenza della Corte). Ti fa anche pensare alla difficoltà delle relazioni umane, alla coppia, alle contraddizioni, ai sentimenti labili insomma alle solite cose che penso ogni giorno ogni cazzo di giorno e quindi bò volevo altro insomma. Non mi è bastato sorridere. Non mi basta quasi più niente. Sono io che sto diventando troppo esigente? In molti mi risponderebbero si, sembra di sentirli, non ti accontenti mai, ma che vuoi, e bla e bla e bla bla bla bla.    
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categoria:cinema
martedì, 07 luglio 2009

FROZEN RIVER.

Non sapevo molto di questo film.

bello.

 le madri si fanno querce per i figli, capaci di tutto anche di non perdere il valore della vita quando tutto intorno ti porterebbe a desertificarti l'anima.

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categoria:cinema
domenica, 31 maggio 2009
mi sarebbe bastato il prologo, grandioso, per dire che AntiChrist è da vedere. ma c'è stato anche altro che mi ha emozionato. e dunque ben venga questo cinema, che ti tiene sulla poltrona, ti infastidisce, ti strapazza, che non si nasconde,  ti fa sentire anche un pò scema (alcune cose non le ho mica capite)  ma che è bello da vedere(fotografia sublime) è bello da sentire ( e non parlo solo dei rumori ma sentire attraverso la pelle) che esci dal cinema e per i primi venti minuti sei ancora in mezzo a quel bosco, e pensi... e ti ritrovi che una ventina di fanciulle americane abbondanti giovani decise volitive sono sulla strada nel senso contrario al tuo e ti sembra che la scena faccia parte del film e quelle giovani donne ti impauriscono un pò che è la paura che circolava sullo schermo, la paura delle donne, la paura della Natura, della natura delle donne ed io sono donna ed io le mie paure la mia me stessa ancora quasi sconosciuta e poi...un angolo di Firenze che non vivevo da tempo mi ha distratta e mi ha rassenerata.
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categoria:cinema
mercoledì, 22 aprile 2009
bò...ho vist Gran Torino e non mi sono emozionata. buon film sicuramente ma non mi ha emozionata per alcuni versi l'ho trovato anche noioso i buoni i cattivi lo straniero il diverso e poi l'intesa il sorriso ritrovato e il reduce di guerra con le sue ferite...puff...quante volte l'abbiamo già visto? insomma non mi emoziona il filmone e poi ieri guardo con mia figlia Io e Marley e...ho pianto! sara regressione la mia? una sorta di (vertonismo) demenza senile? 
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categoria:cinema, cazzate, io
martedì, 10 marzo 2009

Non è che non abbia niente da dire da scrivere…è che non ne ho voglia.

Poca voglia. Avrei voglia di fumare ma ho mal di gola.

Avrei voglia di fottermene di tutto…e posso, cioè di tutto no, non posso… che ho due figli.

Sono stata ad un corteo con alcune donne, una cosa abbastanza triste, eravamo in poche, molte over 40, disunite e disorganizzate, a gridar(e nemmeno tanto) slogan stantii e/o banali.

Ho visto un film, Una canzone per Bobby Long, che un mio amico mi ha consigliato di vedere, sai quando ti dicono “bello, proprio bello lo devi vedere” …mica mi è piaciuto, anzi l'ho trovato quasi fastidioso…allora mi chiedo se non sarò diventata troppo esigente o forse troppo insensibile che infatti io bevo il caffé bollente e l’ho finito quando gli altri ancora stanno a soffiare per farlo raffreddare. E poi ne avrei di cose da dire, da scrivere…ma non ne ho voglia
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categoria:cinema, desideri, io
martedì, 27 gennaio 2009
Per quelli della mia generazione basta il nome ad evocare un periodo, una musica, dei sogni. In Cile nel 1978 un uomo è ossessionato da Tony Manero, si identifica in lui, attraverso quel personaggio cerca un riscatto dal suo essere niente a costo di tutto. Un Cile triste negli anni di Pinochet, cosa che  il regista ci fa percepire senza calcare troppo la mano ma quanto basta per comunicarci la tristezza e il disgusto per noi che stavamo dall’altra parte del mare e guardavamo Tony Manero ballare. Avevo 14 anni mi piaceva ballare era il periodo delle feste in casa ed io e mio fratello eravamo una bella coppia ci si allenava a casa sulle note di More than a woman e lui mi faceva girare e ci guardavamo e ci sorridevamo con complicità e divertimento io 14 anni lui 16 il Cile era lontano un paese studiato a geografia alle medie niente di più.
Il personaggio del film, Raoul, un uomo di mezza età, cinico di un cinismo  senza compromessi. Nessun sentimento umano traspare da quegli occhi se non la voglia di essere altro la voglia di essere Tony Manero. E la scena in cui lui guarda al cinema per l’ennesima volta il film e ripete le parole del suo eroe a memoria mi ricorda “Nuovo Cinema Paradiso” mi ricorda “Catene” ma nei due precedenti film gli occhi che guardavano il film erano occhi con sguardi umani e ti trasmettevano la passione per il cinema, qui, negli occhi di Raoul vuoto di sentimenti una faccia triste che ti resta dentro che ti fa orrore e pensi a come sia facile perdere la capacità umana di “sentire e vedere umanamente”. A questo punto un buon critico farebbe un elogio dell’attore che riesce a trasmettere questo senso del nulla questa mancanza di morale assoluta, ma io passo oltre non riesco a soffermarmi su questo il film mi ha segnato come un eritema solare probabilmente già domani passerà, ma oggi ho questo senso di vuoto che mi toglie il respiro. Le donne in questo film sono ancora forse più tristi che quella merda di Raoul, gli stanno attorno chissà poi perché visto che è un bastardo un poveraccio e anche impotente gli stanno attorno lo assecondano se lo contendono perché? Per solitudine? Bò…mistero del genere femminile.
Un bel film? Mah! Io non ce la faccio a dire che è un bel film, anche se è un bel film, ma non fa bene rende tristi abbiamo bisogno di tristezza? Ne abbiamo già a sufficienza; non sono per un cinema consolatorio ma che almeno ci trasmetta rabbia…tristezza per favore va via… 
Un ultima cosa, che non c’entra niente con il film. Ho scritto questa cosa anche grazie a Laura e lei sa perché.
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categoria:cinema, ricordi, amici, momenti tristi
mercoledì, 07 gennaio 2009
Uno stronzo che sembra diventare buono questa la trama de L’ospite inatteso. Film lento e noioso irritante per proclamato buonismo. Film per l’americano medio che si commuove di fronte alla vita che sembra offrire appunto ad uno stronzo l’occasione per essere solidale con gli emigrati ed imparare nuovamente ad amare.  La banalizzazione dei sentimenti ecco tutto.con un finale degno di tutto il film ...lui che suona nella metropolitana… Oh mon dieu da vomitare. Sceneggiatura quasi inesistente. Insomma un film che sembra indossare l’abito del film di denuncia ma lasciatemi dire una banalità…l’abito non fa il monaco. un film di denuncia deve mirare e puntare dritto al cuore questo invece sembra dire "attenti forse potrei spararvi ma a salve in ogni caso".
uff!
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categoria:cinema
lunedì, 01 dicembre 2008
Ieri sera finalmente l’ho visto il filmdocumentario sull’Universale. Chi vive o ha vissuto a Firenze sa di cosa parlo. Cos’era l’Universale?Un cinema… si potrebbe sintetizzare ma sarebbe un sintetizzare senza spiegare. L’Universale era un luogo, era la Firenze che sognava, la Firenze tollerante, la Firenze che accoglieva. Era un cinema dove accadeva qualcosa... qualcuno ha detto così.
La città in cui sono arrivata ventisei anni fa  per sfuggire ad un percorso mi ospitava con il suo freddo e il mio giubbotto leggero non mi impediva di viverla. Di giorno e di notte.
Vita universitaria lezioni esami persone concerti musica locali tutto nuovo tutto da scoprire gelato da vivoli e la bistecca da Sabatini ogni tanto quando te la puoi permettere. Facevi i conti per arrivare a fine mese con quello che i tuoi ti mandavano e risparmiavi sul pranzo e andavi a bere una birra che ancora si poteva fare ogni tanto e c’erano i cinema d’essai e c’era… l’universale…che  The song remain the same dove altro avrei potuto vederlo? E quella volta che con Indiana Jones non riuscivo a smettere di ridere e tutto il cinema rideva con me? E quella volta che andammo a vedere Nove settimane e mezzo che del film non ce ne fregava niente ma sapevamo che i commenti sarebbero stati di quelli che potevi dire io c’ero c’ero anch’io?
L’Universale e la Firenze di allora. Firenze patria e rifugio degli omosessuali città della tolleranza ora cioniana e corrotta e indifferente. Che cosa ti ha cambiato? Che cosa ci ha cambiato? Chi siamo ora noi? Disillusi disimpegnati disumani. Guardiamo il film del nostro passato, mano nella mano per l’emozione, poi le nostre mani si staccano i nostri corpi si allontanano siamo seduti su due comode poltrone del Puccini non sui sgabelli di legno dell’Universale e fuori è freddo e noi abbiamo giubbotti pesanti giusti per il freddo fiorentino non torniamo a casa a piedi abbracciati c’è una macchina che ci aspetta con radio incorporata. Torniamo a casa , una casa riscaldata non come quella stanza di allora dove mettevi l'olio in frigorifero che a lasciarlo fuori si congelava, ancora insieme a casa  e non c’è un letto singolo che ci faceva stare abbracciati c’è un lettone grande dove ognuno può stare solo, ognuno dalla sua parte.  L’Universale era un cinema senza regole, era un cinema dove ci si faceva le canne, era un cinema dove le persone commentavano a voce alta tutto quello che gli passava per la testa, era un cinema in cui si proiettavano film di musica amore politica passione, era un cinema dove tra le file sedevano persone che avevano voglia di musica amore politica passione, era un cinema che proiettava e produceva vita.
E mi viene in mente Guccini…
Perchè a vent' anni è tutto ancora intero, perchè a vent' anni è tutto chi lo sa,
a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell' età,
oppure allora si era solo noi non c' entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi quel ch'è rimasto dimmelo un po' tu...
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categoria:cinema, ricordi, momenti tristi, io , momenti belli
mercoledì, 05 novembre 2008
Vale AbraaoSono partita di notte. Ho lasciato i miei figli che dormivano. Ho aspettato un autobus insieme ad un uomo e una donna. La donna sarebbe stata la mia compagna di viaggio. L’uomo era stato il mio compagno di vita. Eravamo seduti in macchina ad aspettare e il clacson emetteva suoni per scandire il tempo per farci pensare al caso per farci ridere. Ho lasciato una città che non è mia addormentata. Ho visto l’insegna dell’Hotel Baglioni in un cielo notturno e non l’avevo mai vista in questa città che respiro da 26 anni. Arrivate a Porto con la pioggia, ci accoglie una stanza sulla porta della quale un volto di donna doloroso uno sguardo triste il titolo di un film che non conosco Vale abraao di Manuel Oliveira lui si lo conosco regista portoghese ha vinto qualcosa a Venezia. Altre stanze ognuna dedicata ad un film Pulp Fiction, La sposa cadavere, a noi donne psicolabili provenienti da Firenze il caso ci assegna Vale Abraao. (continua)
 
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categoria:cinema, momenti tristi, io , momenti belli
martedì, 03 giugno 2008
Ho visto Il divo e mi è piaciuto molto.
Ho terribili virus nel pc.
La permanenza dei genitori a casa mia mi è costata a tutt'oggi(dopo dodici giorni) due chili in più. per perderli avevo impiegato due mesi.
Che bello ridanno Friends in tivù.
Ho un amico che afferma di esser stanco di essere una brava persona.
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categoria:cinema, cazzate, amici