era l'ultimo commento al mio ultimo post.
perchè non scrivo? perchè è stata una settimana intensa di altro. una settimana di parole, discussioni, analisi o tentativi di analisi, di sensazioni da vivere, di cose che ti capitano attorno, di sguardi che non capisci più se sono sinceri, di altri sguardi fiduciosi, di Valpolicella nei calici di una sera ventosa, di pensieri che si spingono l’uno con l’altro nel tentativo di predominare, e sono tanti diversi ed urgenti. ritrovarsi a dire ad un ragazzo che ha paura del futuro e non sa come reagire a questa paura che ti dispiace non sapere come aiutarlo che non c’è il manuale del perfetto genitore che è la prima volta che sei mamma di un quattordicenne in crisi e poi la voglia e il desiderio di tenerlo tra le braccia per trasmettergli tutto l’amore possibile che è l’unica cosa sicuramente vera e giusta…………….e intanto leggi quando puoi qualche pagina di Manituana e quelle pagine ti fanno pensare a ciò che un uomo può fare ad un altro uomo e poi quando Prodi non ottiene la fiducia ti dimentichi che quella sera dovevi andare con il gruppo di balli e tradizioni popolari che quella sera si analizzava il fenomeno del tarantismo che non te lo saresti perso mai ma quella sera Prodi non ottiene la fiducia e anche se lo sapevi che sarebbe successo anche se non lo sopporti da sempre questo governo, ti prende lo scoramento e stai in casa a sentire Santoro che poi però ti distrai e torni a pensare a quel che succede in ufficio, alle tue relazioni, alle scarpe impolverate, a chi non sa essere se stesso. a chi colpevolizza se stesso, a chi prova a capire, e ti viene in mente una sera “la terapia dell’abbraccio” a quelle persone diverse che per motivi diversi non hanno saputo ricevere o dare un abbraccio. e poi devi esserci comunque per certe cose il quotidiano reclama attenzione i sacchi di mondezza sul balcone li devi portar giù che sei fortunata domani qualcuno passerà a svuotarlo il cassonetto e lo porterà lontano il sudicio così che puoi sentirti bene, e i panni da stirare e il grembiule di tua figlia che sta crescendo e ti commuove sentirla di là in camera sua a cantare le canzoni di Rino, e la spesa da fare, e domani devo ricordarmi di portare Franci dal dermatologo, e poi il giorno dopo riunione in ufficio ma scusate vado a scuola di mia figlia che suona la chitarra per me e che bello entrare per prima nel salone e vedere il suo sorriso di sollievo e gioia che sicuramente temeva che io me ne scordassi, no amore mio non me ne sono scordata sono qui …e poi torno in ufficio e ancora si parla, di criteri giusti da trovare e mi irrito se non capisci e ti sento debole perchè sei debole ma io ancora non so che ci sta il tuo sentirti debole e mi irrito ancora di più e attacco e prendo la mira e bum faccio partire un colpo e la sera c’è una luna piena in cielo che strappa ululati di piacere e il giorno dopo è venerdì e ho voglia di casa, del caffé nella mia tazzina, di tempo per ascoltare Annie Lennox, di due cuscini dietro le spalle e continuare a leggere de il “Grande Diavolo ( ….perchè ti chiamano il Grande Diavolo?...Perchè in guerra gli uomini amano farsi paura. Poi la guerra finisce e la paura rimane) e di Esther che non era più una bambina (“…Doveva ricordarselo: il sangue cambia tutto, c’è un prima e c’è un dopo.”), e arriva anche il venerdi sera e ancora tre persone non si sono stancate di guardarsi negli occhi, e il “bimboni” ci tira fuori belle risate ed è un piacere sentire e vedere una persona che si distende, come un lenzuolo steso al sole, che con il vento e l’aria e i raggi caldi si asciuga e le pieghe si distendono che non c’è nemmeno bisogno di stirarle, che va bene così e i precedenti non provano nulla, se qualcuno c’è stato e ora non c’è più non significa non prova nulla, sul tavolo ancora bicchieri di vino e superbo pecorino e noci e cioccolata, e se mi chiedi cosa fare io ti rispondo “vuoi che ti risponda come amica. come collega, come cittadina, come che?” stronzate! oggi è sabato e fuori c’era un sole dolce, la risposta è provaci, che vuol dire proviamoci, sono con te, e anche Mario ci sarà senz’altro,e porterò i tuoi figli al cinema, ti comprerò il latte quando ti mancherà, ti ascolterò leggere una relazione, abbraccerò tua moglie quando si sentirà stanca, ti accompagnerò se necessario dove non potrai non esserci, continuerò a criticare ciò che mi sembrerà criticabile, e ti aiuterò ad avere momenti di vino e cazzeggio, ma dobbiamo provarci, tutti, è un nostro dovere, un nostro diritto.
Prima di questa intensa settimana sono riuscita a vedere Ai confine del paradiso, più che buono e Cous cous, che merita un 8 pieno.
Quest'ultima cosa l'ho aggiunta perche cosi posso fare rientrare questo post in tutti i tags...sono soddisfazioni!!!!