terrazzo sui tetti di Firenze, quelli che cantava De Gregori, io e tre amici. la musica arriva senza soverchiare le parole, le parole sono tante, affettuose, garbate, ironiche,sincere, premurose e fiduciose, sanno mettersi da parte e lasciare alla musica la possibilità di impreziosire ciò che è già prezioso. perchè ritrovarsi è prezioso, così come il perdersi è devastante. io non riesco ad accettare di perdere le persone.e non sto parlando di perdita fisica, di allontanamento, a quello son ben(?) preparata e per quel che riguarda la lontananza ho un master in accettazione. ma non riesco ad accettare di non essere più niente per una persona e viceversa che possa non essere più niente per me. è chiaro che non si applica a tutte le pesone che ho conosciuto ma a quelle a cui ho voluto bene ed io scusate ho anche questo vizio mi capita di voler bene alle persone. ritorniamo alla serata, condita da buon vino, piatti leggeri e un superbo gelato alla stracciatella con frutti di bosco e anguria.il gusto ha avuto quel che si meritava, l'udito festeggiava come prima descritto la vista si appagava con una luna non più piena ma di un colore raro e della fiammella di una candela che giocava con il vento a stuzzicare la bottiglia e la splendida tazzina bianca del caffè che erano li accanto. le parole traducono pensieri che sono leggeri perchè si parla della possibilità di una terza via di libero arbitrio e si parla di noi e sopratutto di amore. leggeri nella loro pienezza i pensieri si traducono in parole leggere. quando si dice una bella serata.