martedì, 27 gennaio 2009
Per quelli della mia generazione basta il nome ad evocare un periodo, una musica, dei sogni. In Cile nel 1978 un uomo è ossessionato da Tony Manero, si identifica in lui, attraverso quel personaggio cerca un riscatto dal suo essere niente a costo di tutto. Un Cile triste negli anni di Pinochet, cosa che  il regista ci fa percepire senza calcare troppo la mano ma quanto basta per comunicarci la tristezza e il disgusto per noi che stavamo dall’altra parte del mare e guardavamo Tony Manero ballare. Avevo 14 anni mi piaceva ballare era il periodo delle feste in casa ed io e mio fratello eravamo una bella coppia ci si allenava a casa sulle note di More than a woman e lui mi faceva girare e ci guardavamo e ci sorridevamo con complicità e divertimento io 14 anni lui 16 il Cile era lontano un paese studiato a geografia alle medie niente di più.
Il personaggio del film, Raoul, un uomo di mezza età, cinico di un cinismo  senza compromessi. Nessun sentimento umano traspare da quegli occhi se non la voglia di essere altro la voglia di essere Tony Manero. E la scena in cui lui guarda al cinema per l’ennesima volta il film e ripete le parole del suo eroe a memoria mi ricorda “Nuovo Cinema Paradiso” mi ricorda “Catene” ma nei due precedenti film gli occhi che guardavano il film erano occhi con sguardi umani e ti trasmettevano la passione per il cinema, qui, negli occhi di Raoul vuoto di sentimenti una faccia triste che ti resta dentro che ti fa orrore e pensi a come sia facile perdere la capacità umana di “sentire e vedere umanamente”. A questo punto un buon critico farebbe un elogio dell’attore che riesce a trasmettere questo senso del nulla questa mancanza di morale assoluta, ma io passo oltre non riesco a soffermarmi su questo il film mi ha segnato come un eritema solare probabilmente già domani passerà, ma oggi ho questo senso di vuoto che mi toglie il respiro. Le donne in questo film sono ancora forse più tristi che quella merda di Raoul, gli stanno attorno chissà poi perché visto che è un bastardo un poveraccio e anche impotente gli stanno attorno lo assecondano se lo contendono perché? Per solitudine? Bò…mistero del genere femminile.
Un bel film? Mah! Io non ce la faccio a dire che è un bel film, anche se è un bel film, ma non fa bene rende tristi abbiamo bisogno di tristezza? Ne abbiamo già a sufficienza; non sono per un cinema consolatorio ma che almeno ci trasmetta rabbia…tristezza per favore va via… 
Un ultima cosa, che non c’entra niente con il film. Ho scritto questa cosa anche grazie a Laura e lei sa perché.
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categoria:cinema, ricordi, amici, momenti tristi
lunedì, 12 gennaio 2009
Nel cimitero di Staglieno ragazzi che poggiavano sulla tomba di Fabrizio De Andrè rose rosse sigarette e bigliettini. C'era il cielo azzurro e un bel sole ieri a Genova. 12gennaio2009
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categoria:quelle cose che non si sanno def
mercoledì, 07 gennaio 2009
Uno stronzo che sembra diventare buono questa la trama de L’ospite inatteso. Film lento e noioso irritante per proclamato buonismo. Film per l’americano medio che si commuove di fronte alla vita che sembra offrire appunto ad uno stronzo l’occasione per essere solidale con gli emigrati ed imparare nuovamente ad amare.  La banalizzazione dei sentimenti ecco tutto.con un finale degno di tutto il film ...lui che suona nella metropolitana… Oh mon dieu da vomitare. Sceneggiatura quasi inesistente. Insomma un film che sembra indossare l’abito del film di denuncia ma lasciatemi dire una banalità…l’abito non fa il monaco. un film di denuncia deve mirare e puntare dritto al cuore questo invece sembra dire "attenti forse potrei spararvi ma a salve in ogni caso".
uff!
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categoria:cinema
lunedì, 05 gennaio 2009
Caro signor Ambasciatore,
Grazie per le tre bottiglie di vino che mi ha inviato come auguri delle festività. Auguro a lei, alla sua famiglia e ai membri dell'ambasciata un felice nuovo anno. Buona salute e progresso a voi tutti.
Ho notato con rammarico che il vino che mi avete donato è stato prodotto nelle Alture del Golan. Ho sempre saputo, sin da quando ero molto giovane, che non si deve rubare e non si devono accettare i prodotti di un furto. Così ora non posso accettare questo regalo e devo restituirvelo.
Com'è noto, il vostro paese occupa illegalmente le Alture del Golan che appartengono alla Siria, secondo il diritto internazionale e le numerose decisioni della Comunità internazionale.
 
Colgo l'opportunità di esprimere la mia speranza che Israele otterrà sicurezza all'interno di frontiere riconosciute e che le attività terroristiche contro il suo territorio, da parte di Hamas o di chiunque altro, saranno contenute e rese impossibili; inoltre, spero che il vostro governo cessi di praticare la politica della punizione collettiva applicata su scala totale da Hitler e dai suoi eserciti.
 
Le azioni come quelle che attualmente esercitano i militari di Israele a Gaza, ricordano gli olocausti dei greci a Kalavrita, Doxato, Distomo e certamente nel ghetto di Varsavia.
 
Con questi pensieri, permetta che esprima a voi e ai cittadini israeliani i miei auguri, e a tutta la gente della regione.

Atene, 30/12/2008
Theodoros Pangalos, Parlamentare (Grecia)
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categoria:cè tutto un mondo intorno