giovedì, 18 dicembre 2008
Prima che inizi la lotta stabiliamo le regole:
sono ammessi gli sgambetti e tutti i tipi di prese.
non si vince ai punti ma bisogna schienare l’avversario
chi lascia il campo e fugge ha perso e non ci sarà rivincita
è concesso qualsiasi colpo basso
non è concesso usare alcuna protezione
non è previsto il pareggio.
Ora via…e vinca il più forte.
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categoria:storie di vita quotidiana
mercoledì, 17 dicembre 2008
Onirico, poetico, un uccello che vola...sto parlando di La schiuma dei giorni romanzo di Boris Vian. Una meraviglia. una favola che racconta l’amore e la morte. La morte che arriva e distrugge. Un patimento le ultime pagine ma sempre dolce. Una dolcezza struggente. e non c'è mica solo questo, è una miniera. erano anni che volevo leggerlo e quando l'ho finito giorni fa mi sono detta che il mio motto di vita "rimandare sempre" non è prorio l'ideale a volte.
e poi...poi sempre giorni fa concerto degli Afterhours. io avevo voglia di saltare e ballare ma...ve lo dico...non ce l'ho fatta, mi sono lasciata inibire dal fatto che intormo a me c'erano solo ragazzi e cavolo...mica ballavano e saltavano ...e allora se non ballavano loro...insomma dove sono finiti i quarant'enni? tutti a casa? tutti a guardar la tivù? che non mi dite che fate sesso selvaggio che non ci credo...impegnati nel sociale? ma figurati! e allora? cosa cazzo fate? comunque bella roba un concerto degli Afterhours energia in circolo testi tutt'altro che consolatori...sarà mica per quello che i ragazzi non saltavano? bò valli a capire sti giovani ...io non capisco manco i miei coetanei! mi sa che è finita l'era dei concerti in cui saltare e ballare, sono veramente adulta insomma quasi anziana...fanculo!
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categoria:musica, libri, cè tutto un mondo intorno
mercoledì, 10 dicembre 2008

...estou procurando, estou procurando.

 Estou tentando entender.

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categoria:io , con le parole di altri
mercoledì, 10 dicembre 2008
Ho voglia di essere una di quelle che legge un libro seduta al tavolino di un caffè. Ho voglia di essere una di quelle che finito il lavoro non guardano l’orologio per tornare a casa che passeggiano senza fretta e non guardano negli occhi nessuno. Ho voglia di essere una di quelle che la sera si apparecchia e cena al suono di un sax malinconico che non produce però alcuna melanconia. Ho voglia di essere una persona sola senza amori senza figli senza amici . ho voglia di non amare nessuno. Ho voglia di non essere amata. Ho voglia di non dare e di non aspettare. Ho voglia di guardare con aria indifferente. Ho voglia di non essere nulla. Ho voglia di non pensare a nessun domani
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categoria:desideri, io
martedì, 09 dicembre 2008
Oggi ad Atene ci sarà il funerale di Alexis ucciso da un agente speciale. Qual è la sua specialità mi chiedo…
Alexis aveva quindici anni.
L’età di mio figlio. 
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categoria:momenti tristi, momenti di incazzatura
lunedì, 08 dicembre 2008

Un cavo bianco che pende silenziosamente nel vuoto. Una frase letta su un giornale. Un articolo di cronaca. Parla della morte di un uomo.

Questa frase e questa immagine non mi ha abbandonata neanche un minuto oggi. Mentre pranzavo mentre asciugavo i capelli di mie figlia mentre addobbavo l’albero mentre bevevo vin brulé. La mia giornata si è svolta nella normalità più assoluta. Un giorno di festa freddo abbastanza da rendere piacevole stare in casa. c’era un cielo azzurro a Firenze oggi.  a Cosenza chissà che cielo c’era. Chissà che cielo ti ha accompagnato Paolo chissà che cielo avranno visto gli occhi di Letizia e chissà che cielo avranno pianto i tuoi figli. Il cavo bianco che pende sul tetto di casa vostra quella casa che avevate comprato in Sila da qualche tempo quella casa che avevate comprato con entusiasmo …che in tutte le cose che facevi c’era entusiasmo c’era voglia di vita i tuoi occhi erano così buoni così sinceri occhi che capivano sempre e da li partiva il sorriso sempre di buonumore chissà come facevi ad essere così. Ti ho conosciuto da adolescente e tu alto grosso eri un compagno di giochi e di balli. Per vari anni il 31 Dicembre era ballare con voi e tu nel trenino c’eri sempre eri sempre tra quelli che avevano voglia di divertirsi. Poi la lontananza ma il rivedersi anche una volta l’anno era sempre piacevole e affettuoso. Una bella persona davvero Paolo. Sicuramente tutta la gente che oggi era sotto il cielo di Cosenza a salutarti è tutta gente che da te ha avuto un sorriso, una marea di gente che ha avuto la fortuna di conoscerti. Mia sorella ti voleva bene mia sorella piangeva oggi per te che non ci sei per Letizia che è senza te che Letizia non era Letizia era Letizia e Paolo ed era Letizia e Paolo nel modo più bello. mia sorella piangeva e io non riuscivo a dire altro se non "porca puttana". 

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categoria:momenti tristi
mercoledì, 03 dicembre 2008


Ma la risposta, non la devi cercare fuori,
la risposta é dentro di te,
e peró é sbagliata!

Quelo

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categoria:citando
mercoledì, 03 dicembre 2008
Ho preso un apriscatole e Ho aperto con attenzione che  ci si può far male, la saldatura del bordo è tagliente zigrinata il coperchio non lo sollevo tutto ma quasi tutto. Il contenuto è liquido e solido insieme roba mai vista prima anche l’odore è nuovo non mi ricorda nulla certo mai sentito prima. L’ho annusato, l’ho assaggiato l’ho toccato, il contenuto è rosso ma non è pomodoro, non è sangue…è colore semplicemente colore e non so usarlo non so dipingere non so che farci. Mi piace anche se non so che farmene. Ma a tenerlo così si secca, a lasciarlo incustodito  può far male, ed io non posso far da custode ad un colore, ed io non voglio che qualcuno si faccia male. È già autunno ed il rosso mi attrae ma è già autunno posso avere le foglie rosse se ho bisogno di rosso. Butto via tutto senza guardare scorrere butto via pensando che anni fa avrei potuto imparare a dipingere ma le mie mani ora vogliono altro, le mie mani senza anelli alle dita, anelli che ritroverò. Cammino lungo la strada tappezzata di foglie, quelle rosse sono tante, sono belle, foglie verdi un tempo ora rosse perché  la clorofilla ha lasciato il posto ad altro ma prima che diventino gialle e secche io le raccolgo e se non so dipingere farò un quadro di foglie rosse raccattate da terra le porto a casa farò il mio quadro di foglie rosse che è autunno è autunno per me e voglio vivere questa stagione senza primizie false.     
 
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categoria:desideri
lunedì, 01 dicembre 2008
Ieri sera finalmente l’ho visto il filmdocumentario sull’Universale. Chi vive o ha vissuto a Firenze sa di cosa parlo. Cos’era l’Universale?Un cinema… si potrebbe sintetizzare ma sarebbe un sintetizzare senza spiegare. L’Universale era un luogo, era la Firenze che sognava, la Firenze tollerante, la Firenze che accoglieva. Era un cinema dove accadeva qualcosa... qualcuno ha detto così.
La città in cui sono arrivata ventisei anni fa  per sfuggire ad un percorso mi ospitava con il suo freddo e il mio giubbotto leggero non mi impediva di viverla. Di giorno e di notte.
Vita universitaria lezioni esami persone concerti musica locali tutto nuovo tutto da scoprire gelato da vivoli e la bistecca da Sabatini ogni tanto quando te la puoi permettere. Facevi i conti per arrivare a fine mese con quello che i tuoi ti mandavano e risparmiavi sul pranzo e andavi a bere una birra che ancora si poteva fare ogni tanto e c’erano i cinema d’essai e c’era… l’universale…che  The song remain the same dove altro avrei potuto vederlo? E quella volta che con Indiana Jones non riuscivo a smettere di ridere e tutto il cinema rideva con me? E quella volta che andammo a vedere Nove settimane e mezzo che del film non ce ne fregava niente ma sapevamo che i commenti sarebbero stati di quelli che potevi dire io c’ero c’ero anch’io?
L’Universale e la Firenze di allora. Firenze patria e rifugio degli omosessuali città della tolleranza ora cioniana e corrotta e indifferente. Che cosa ti ha cambiato? Che cosa ci ha cambiato? Chi siamo ora noi? Disillusi disimpegnati disumani. Guardiamo il film del nostro passato, mano nella mano per l’emozione, poi le nostre mani si staccano i nostri corpi si allontanano siamo seduti su due comode poltrone del Puccini non sui sgabelli di legno dell’Universale e fuori è freddo e noi abbiamo giubbotti pesanti giusti per il freddo fiorentino non torniamo a casa a piedi abbracciati c’è una macchina che ci aspetta con radio incorporata. Torniamo a casa , una casa riscaldata non come quella stanza di allora dove mettevi l'olio in frigorifero che a lasciarlo fuori si congelava, ancora insieme a casa  e non c’è un letto singolo che ci faceva stare abbracciati c’è un lettone grande dove ognuno può stare solo, ognuno dalla sua parte.  L’Universale era un cinema senza regole, era un cinema dove ci si faceva le canne, era un cinema dove le persone commentavano a voce alta tutto quello che gli passava per la testa, era un cinema in cui si proiettavano film di musica amore politica passione, era un cinema dove tra le file sedevano persone che avevano voglia di musica amore politica passione, era un cinema che proiettava e produceva vita.
E mi viene in mente Guccini…
Perchè a vent' anni è tutto ancora intero, perchè a vent' anni è tutto chi lo sa,
a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell' età,
oppure allora si era solo noi non c' entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi quel ch'è rimasto dimmelo un po' tu...
postato da: annacarata alle ore 10:23 | Permalink | commenti (1)
categoria:cinema, ricordi, momenti tristi, io , momenti belli