perché poi arriva un momento che non hai più paura,
arriva un momento strano in cui ti sembra di non aver niente da perdere anche se non è
vero,
un momento in cui ti senti forte nonostante, e che quello che ti
sta attorno lo vedi con occhi ben aperti e lo riconosci nella sua
indecenza ma è tremendamente affascinante e vitale,
un momento in cui ti vedi quella ruga che ieri non c’era, la figura appesantita i capelli che se
non ti decidi a tingerli ti scambieranno per nonna papera eppure ti
piaci e ti vuoi bene e ti coccoli e ti fai una buona compagnia,
e arriva un momento in cui ti accarezzi le cicatrici e passi il tempo a
passarci e ripassarci sopra il dito pensando che anche o soprattutto grazie a quelle sei come sei,ti rendono unica ,
e arriva il momento in cui risenti cose che hai sentito da ragazzina e
credevi che nessuno le avrebbe mai messe in discussione e invece sono
le stesse vecchie parole e la ragazzina ora è una donna che spiega a
sua figlia come andavano prima le cose e come andrebbero se si ritornasse a prima della 194 e ti senti
rispondere con la consapevolezza che può avere una bimba di dieci anni
che allora “è meglio se non la rivedono questa legge” e ti senti bene nonostante e sai che sarete in tante/i a lottare perchè non accada,
e arriva il momento in cui affronti una situazione nuova,
da sola, che fino a ieri non l’avresti mai fatto e invece stasera non
ci pensi nemmeno al fatto che sei sola e balli e sai che era quello che volevi da sempre
e perché hai aspettato ma che importa ora sei qui
e quella zolla di terra l’hai persa come non poteva essere altrimenti ma sotto le tue unghie c’è ancora
e ci rimarrà per sempre che la tua terra nessuna acqua la porta via,
e arriva il momento in cui ti rivedi in uno sguardo insofferente riconosci la fragranza di quel
rigore inflessibile che ti apparteneva e ti intenerisce il ricordo ma
grazie al cielo è passato.
Sono una donna felice, come lo dovrebbe essere qualunque donna nel riverbero di questa età luminosa. Ho debolezze eleganti, e cicatrici charmantes.Non ho più illusioni sulla nobiltà delle persone, e per questo so apprezzare la loro inestimabile arte di convivere con le proprie imperfezioni. Sono clemente, alla fine, con me stessa e con gli altri. “Questa storia” A. Baricco