venerdì, 21 dicembre 2007

Pacifisti di tutto il mondo, trombiamo!

Domani in concomitanza con il solstizio invernale bisogna organizzarsi per raggiungere l’orgasmo verso le 7.08 e unirci tutti insieme in un orgasmo per la pace. Io mi presterei volentieri preferisco molto più queste forme che le marce però proprio domani che devo partire, avevo programmato di mettere la sveglia alle 7 alzarmi alle 7.03 che qualche minuto mi ci vuole a portarmi in situazione eretta, colazione solite  cose e partire per le 8.00. Però in effetti dalle 7.03 …a voglia! per le 7.08 ce la farò… se è per la pace vuol dire che partirò alle 8.05.

Pace pace pace carote e patate!(però i bambini eh? c’erano arrivati prima di noi …ed io che non l’avevo mai capito…carote…e…patate!)

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categoria:cè tutto un mondo intorno
venerdì, 21 dicembre 2007
"Questo e non altro è, nella sua ragione più profonda, la casa: una proiezione dell'io; e l'arredamento non è chefrigoriferocomò una forma indiretta di culto dell'io." Mario Prazcomodinoarmadio
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categoria:io , quelle cose che non si sanno def
giovedì, 20 dicembre 2007

A fare più velocemente i conti a fine anno, perché si sa che a fine anno c’è il bilancio da chiudere. La situazione a 11 giorni alla fine del 2007 è questa:

post con Tag Momenti tristi:19

post con Tag Momenti Belli:22

post con Tag Momenti di incazzatura(che spesso coincidono con i momenti tristi e quindi non li contiamo qui altrimenti risulterebbero con peso doppio):9

19 + 9 = 28 ma vogliamo parlarne? Nel senso i momenti di incazzatura li devo considerare negativi? Io direi non sempre, la rabbia spesso è positiva significa che siamo vivi e io voglio continuare ad incazzarmi sempre per le cose che non mi piacciono, nel momento in cui mi adeguo sarò morta. E allora?sai che faccio? Non li prendo in considerazione, qui la lotta, la gara è sempre quella tra bene  e male, belli e brutti, buoni e cattivi.

Dunque se nessuno mi rema contro e considerando che ho già avuto il mio ciclo per cui non dovrei soffrire in questi giorni di sindrome premestruale con annessi penosi pensieri, potrei farcela a finire l’anno in positivo! Chi volesse contribuire a far vincere i Momenti belli con regali, messaggi carini, abbracci coccole e lusinghe può farlo…

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categoria:cazzate
mercoledì, 19 dicembre 2007

se cerco di ricordare quando e come l’ho conosciuto non trovo nulla, so che a un certo punto ci siamo riconosciuti  forse ci siamo ritrovati a qualche festa a pogare come matti sulle note dei Clash  noi due e intorno il vuoto, forse intorno ad un tavolo di ping pong o semplicemente  davanti al Rex a bere una birra e sparare cazzate. so che con lui mi sono fatta delle risate da avere le lacrime agli occhi come quel giorno che giocavamo ai mimi, io e lui stessa squadra, e lui mimava un film ed io ridevo e lui rideva ancora di più e approfittando del nostro ridere mi sussurra all’orecchio il titolo del film e tutta la sera più o meno così a riderci addosso e a sussurrarci i titoli dei film …abbiamo stravinto! so che poi a un certo punto è accaduto qualcosa nella sua vita, il suo tentativo di ignorare, e le sigarette scandite  dalle pubblicità erano una pena e una sera alle cascine a guardare gli altri che pogavano e ballavano  ho pianto tutta la rabbia, so che non è stato facile e ancora non lo è, ma lui riesce a vivere con leggerezza, a muoversi nella vita lentamente, in punta di piedi...fuor di metafora. ma un diciotto gennaio di qualche anno fa ha salito le scale che portano a casa mia per il mio compleanno e un paio d’anni più tardi per i suoi 40 anni eravamo ancora insieme e ballavamo. domani è il suo compleanno. Forse mi leggerà. Auguri Anto.

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categoria:amici
martedì, 18 dicembre 2007
P1040561per spiegare a mia figlia cos'è un eufemismo ho lasciato la crostata in forno un pò di più e così ho potuto dirle che non era una torta al cioccolato ma una crostata"ben cotta e  ben cotta è un eufemismo.

P.S. il tempo di cottura è fondamentale per una buona crostata. finalmente delle certezze!
Leggi di Anna: se tieni l'impasto di una aspirante crostata in forno a 180 gradi per circa mezz'ora è probabile che  diventi una crostata, se lo stesso impasto lo tieni nel forno a 180 gradi per un tempo dilungato di una telefonata è probabile che diventi un eufemismo.
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categoria:cazzate
martedì, 18 dicembre 2007
l'ho appena scritto come commento su un blog, che non riesco a capire perchè a volte uno più uno fa due e a volte no, ma non è vero, capisco, capisco. capisco diverse cose che tempo fa non capivo solo che capirle mi rende triste. insieme al vin santo e ai cantuccini oggi è calata la tristezza. che poi questo svestirsi su un blog che senso ha? ci sono tanti io in giro, tanti che camminano per il mondo e sono io solo io e non c'è noi non c'è è tutto solo un io.  
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categoria:momenti tristi, quelle cose che non si sanno def
lunedì, 17 dicembre 2007

una fitta dolorosa al petto, non al cuore, più centrale, proprio in mezzo al petto, a scrivere stà roba qui.

- ma perché devo mettermi il maglione a collo alto? mi punge…

- non fare storie è pieno inverno poi ci saranno gli spari andremo sul balcone,
stiamo tranquilli se sei coperta.

 

era iniziata già male quella vigilia di Natale, tra qualche minuto sarebbe arrivato zio Emilio a prenderli, con la sua Opel , li portava a casa sua per festeggiare il Natale. i bambini avevano i vestiti della festa, la nonna si annodò il fazzoletto

al mento e chiuse la porta di casa. Mentre girava le chiavi nella

serratura rivolse un pensiero a sua figlia e recitò svelta una

preghiera a Dio che proteggesse i padroni di quella casa che sarebbe

rimasta chiusa la notte di Natale.

Il tavolo era grande, nel salotto buono, apparecchiato con cura per dieci persone…persone…di quei dieci la metà erano bambini, il più grande dei quali avrà avuto dieci anni, il più piccolo quattro o cinque, tra gli altri Anna, con il maglione a collo alto e i suoi sette anni.

La tradizione al Sud pretende che la cena della vigilia comprenda tredici portate diverse, primo secondi contorni frutta dolci, la serenità e la gioia sono accessori. A quel tavolo le tredici portate c’erano tutte, gli accessori si limitavano al centrotavola e i tovaglioli di stoffa. Anna era una bambina dalla faccia rotonda che quando il compare Mario la incontrava le rubava il sorriso, tra indice e medio le prendeva una porzione di guancia e la tirava verso l’alto dicendo “ah che bella faccia di Pasqua!”

Anna con il maglione a collo alto aveva un gran caldo, nel salotto buono dello zio, aveva mangiato quasi tutto tranne le barbabietole che non le aveva mai assaggiate però era convinta che buone non fossero e le cipolline, un'altra di quelle cose che non manca mai sulle tavole a Natale al sud, sembrava che i grandi ne andassero matti, che già non le piacevano le cipolle figuriamoci le cipollizze.

La vigilia di Natale al sud si mangia tutti insieme in famiglia, le belle famiglie del sud, mamma papà, nonni, figli, cugini, zii. Si mangia poi si spara dal balcone. I bambini hanno quei bastoncini innocui e poco divertenti, che li accendi li fai girare e poi li butti via, i grandi hanno i fuochi d’artificio più seri, quelli che vanno in alto nel cielo, quelli con i botti, quelli che poi ricadono giù a fontana.

Anna era riuscita a non sporcarsi fino a quel momento ma non aveva ancora mangiato il dolce…sua cugina di qualche mese più piccola di lei non si sporcava mai, riusciva anche a giocare in cortile con il vestito buono senza sporcarsi, Anna non riusciva a crederci addirittura sospettava che avesse i vestiti doppi e che magari capitava anche a lei di sporcarsi ma subito andava a cambiarsi e metteva quello pulito e si forse era proprio così perché altrimenti era inspiegabile facevano gli stessi giochi e Anna non solo si sporcava ma si strappava anche i vestiti, si rompeva sempre le calze che al ginocchio era tutto un rammendo e le scarpe poi, sempre con la punta consumata. Gilda invece sua cugina aveva le scarpe di vernice, perfette, lucide!

Ecco qualcuno urla “i fuochi, i fuochi” e si apre il balcone, una mamma fa indossare il cappottino ai bambini che fuori c’è freddo, Anna con il suo maglione a collo alto  và fuori per assistere allo spettacolo di colori,  Anna è un po’ sudata, ha sette anni non pensa che se è accaldata e va fuori con il freddo di quella vigilia di Natale potrebbe ammalarsi, Anna ha sette anni non deve pensare alla salute, quello è un modo di dire dei grandi, le mamme ci pensano a coprire i bambini, le mamme o i papà. Lo sguardo verso l’alto a seguir la traiettoria di un rosso, fa freddo così freddo che le viene da piangere, intanto già intorno a lei si abbracciano scambiandosi gli auguri, Anna con il suo maglione a collo alto tira su con il naso, sta piangendo per il freddo, per il suo bastoncino finito troppo presto, per quel cielo illuminato artificialmente, perché è una bambina con la faccia tonda e compare Mario è odioso, e la sua letterina di Natale  l'aveva dovuta spedire in Germania e se papà non capiva la scrittura?

che succede? Perché piangi? gli spari… forse si è bruciata…. fammi vedere gioia di zio, Anna si nasconde una mano così che tutti pensano che è lì il problema. vieni andiamo a mettere la manina sotto l’acqua fredda. Anna mette la mano sotto l’acqua che scorre e mentre l’acqua scorre le sue lacrime si allegeriscono “hai visto? non è niente, è passato! torniamo di là a vedere i fuochi, vieni che ti metto il cappotto-  ma ho il maglione a collo alto-  mettiamo  il cappotto e lo  lasciamo sbottonato…andiamo a vedere i fuochi che poi quando telefona mamma le raccontiamo, ecco qua, dammi la mano, è passata la bua?” quella si, quell’altra a 2000 km più a Nord ancora no.      

 

 

 

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categoria:ricordi, momenti tristi, io
giovedì, 13 dicembre 2007

Una storia d’amore di quelle belle che finiscono bene, le lotte pacifiste contro la guerra in Vietnam, la musica dei Beatles., un mondo dove c’era la speranza per il futuro, due ore di immersione nei colori. Un film semplice, privo di intellettualismi, che emoziona e ti fa cantare all you need is love credendoci.

Across the universe l’ho visto con F. che è una donna semplice, priva di intellettualismi, che si emoziona e si entusiasma, che non guida il motorino ma sa starci dietro, che non si fa le canne ma sa cazzeggiare con chi se le fa, che è contenta quando trova un jeans normale, che ha sposato un comunista non perché aveva letto Roth, che ha Il talismano della felicità con le pagine in più, che ha due figli belli, che ha amicizie stravaganti, che ama S.Francesco con la stessa intensità con la quale desidera uno stato laico, capace d’inventarsi una storia e recitarla da una finestrella con lo stesso impegno e la stessa voglia di giocare di una bimba di dieci anni, che parte per un viaggio in Lapponia e dopo dieci minuti torna,che quando è contenta i suoi occhi orientaleggianti sbrilluccicano /e soprattutto questo succede spesso e anche per piccole cose) che ,,,soprattutto…ha l’intera serie delle 10 stagioni di Friends(e me la presta!).    

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categoria:cinema, amici
martedì, 11 dicembre 2007
ieri a Londra hanno suonato e cantato. e mentre in tanti dicevano “non ce la faranno, saranno patetici, sono troppo vecchi” pare, sembra, si dice, che siano stati grandi .  ledda un articolo di Gino Castaldo su Repubblica:” a poco a poco l'antica gloria si è riaffacciata. Il tempo ha fatto finalmente emergere il magnifico suono della chitarra di Jimmy Page, la voce rabbiosa di Robert Plant, il basso tuonante di John Paul Jones e la ruvida, martellante batteria di Jason Bonham, figlio di John, il mitico Bonzo….l’aria si è caricata dell'energia perduta, l'aura luciferina di Jimmy Page ha cominciato a splendere e i quattro sono "ridiventati" i Led Zeppelin, brutali, misteriosi, autorevoli, immergendosi nelle nebbie blues di "No quarter" e "Since I've been loving you", nell'acida e straziante "Dazed and confused", crescendo su "Stairway to heaven" che, come la scala esoterica evocata dal testo, li ha guidati verso una brillante e nervosa "The song remains the same", e poi ancora più su fino a una versione di Kashmir...."

e io non c'ero ...
Robi,era il 3 luglio 1980, Mannheim, noi eravamo lì, e non sapevamo che era l'ultimo, non sapevamo un cazzo della vita...
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categoria:musica
mercoledì, 05 dicembre 2007

Un paesino della provincia italiana, lambito dal Po e coperto dalla nebbia, abitato da russe rumeni tunisini.tra gli altri Hassan che si innamora di Mara la maestra arrivata nel paesino …per Hassan l’ amore, la speranza di qualcosa di diverso…dopo aver fatto l’amore con lei le lascia un biglietto con su scritto “ho sentito la vita….dopo tanto tempo”…! e le chiede di sposarlo… lei non si aspetta questa domanda, una donna giovane, con tanta voglia di fare esperienze, di vedere la vita figurati se pensa alla famiglia, per lei Hassan è una parentesi …

una delle scene più belle è quella della festa del paese dove tutti partecipano e ballano non al ritmo di mazurca ma di una canzonetta pop francese…un momento corale magico che termina con la visione della vecchia maestra che scivola a bordo di in battello sul fiume e dal fiume guarda nella sua follia i normali che le stanno di fronte.

La storia poi si tinge di giallo ma non sto qui a raccontarvi la trama.

bravo Mazzacurati  con la macchina da presa, qui come tanti anni fa ne IL TORO che mi piacque tanto, nessuna sbavatura nessun eccesso nessuna mancanza, una storia semplice in cui  protagonista è la Solitudine, e intorno alla solitudine la Giustizia, che come al solito non ci fa una bella figura.

solo una cosa: sembra che ormai in tutti i film italiani non possa mancare una scena dove c'è qualcuno in macchina che canta...dopo La stanza del figlio? ma no già prima mi ricordo un film con la Buy dove lei cantava con passione la Mannoia. Ora dico è vero anch'io canto sempre in macchina e dunque forse si tratta di un ritorno al cinema neo neo realista però ...che palle! fossi io a fare un film ci metterei la scena di uno/a che guida ascoltando Radio Maria(omaggio a Seven). 

 

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categoria:cinema