« And in the end the love you take is equal to the love you make»
« And in the end the love you take is equal to the love you make»
Fumo sul balcone per non intossicare i bambini.
Fumo e sto in mia compagnia.
Fumo e guardo il cielo sperando sempre in un presagio.
Fumo e la malinconia mi abbraccia.
Fumo e so che non è solo l’apparato respiratorio e circolatorio che soffre
Ma il tempo di una sigaretta è troppo breve e i pensieri che fanno la fila si ritrovano sempre a sentire la solita risposta "mi dispiace ma ora non c'è tempo per lei provi a ripassare domani"
Spengo.
Mi lavo i denti.
Mi giro sul fianco e mi addormento.
Partire, lasciarsi dietro gli orari stabiliti, la sveglia alle 7, cosa si fa per cena, manca il latte, le pantofole sotto il letto, c’è da spostare la macchina, per andare incontro allo sconosciuto, a sapori nuovi, a colori di pelle diverse, alla meraviglia di scoprire paesaggi e piccoli angoli, a sentire il suono di un'altra lingua, a deviazioni dal percorso, a un altro cielo o forse è sempre quello ma sono i tuoi occhi diversi. Auguro un bel cielo a chi si mette in viaggio. Non rosico per niente, sono contenta per te anche se con me sei stato stronzo, ma io sono buona e questo è risaputo e allora ti auguro un buon un bel un divertente e interessante viaggio.
E comunque l’idea di rimanere con i miei figli mi intenerisce e mi diverte…senza controllo…potremo ascoltare la musica ad alto volume e mangiare sul divano guardando la tivvù.
Questa sera Annovero si occupa ancore del caso di De Magistris e udite udite ci sarà proprio lui in studio, il prode (perché una cosa è essere Prodi una cosa è essere PRODE) magistrato.
E per SABATO 27 MANIFESTAZIONE NAZIONALE PRO DE MAGISTRIS a COSENZA. Contemporaneamente alla manifestazione di Cosenza ci saranno altre manifestazioni in altre città d’Italia. Vi farò sapere ancora fervono i preparativi.
Abbiamo diritto a credere a sperare.
(il PC mi corregge annovero con la zeta in Annovero ed io lo lascio fare tutto sommato…va bene.)
si ripetono gli schemi, si agisce e si reagisce allo stesso modo, senza lasciare spazio al pensiero che ti suggerisce che sarebbe ora di cambiare, si ripetono gli sbagli, a volte si dice no a volte si in maniera meccanica. insomma ci si fa l’abitudine. ci si abitua a tutto. ci si abitua a negare una verità, ci si abitua a camminare veloce anche quando si potrebbe andare più piano, ci si abitua a dribblare gli sguardi, ci si abitua a dormire su un fianco, ci si abitua al piacere e al dolore, ci si abitua al distacco, ci si abitua ad ascoltare il telegiornale mangiando e mentre senti con le orecchie notizie agghiaccianti la mano continua a portare cibo alla bocca, un sorso di vino lo assapori comunque, e i tuoi sensi si confondono e ciò che senti ti inorridisce e ciò che sei, una donna con un tetto sopra la testa e un pasto caldo d’inverno e i tuoi bambini intorno ti fa vergognare ma solo un poco non è mica colpa mia. la tua cena prosegue.
ci si abitua alla mancanza di umanità. ci si abitua alla mancanza di amore.
Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
...dal blog di Beppe Grillo
Si scende in piazza a Catanzaro e a Cosenza per De Magistris.
alle 17, si terrà una riunione del direttivo provinciale di Sinistra Democratica, all’ordine del giorno la grave vicenda dell’avocazione.
Io ho bisogno di crederci ancora.
Scena:
ore 8 di un freddo lunedì d’ottobre, l’adolescente F. è in ritardo, la campanella suonerà alle 8,15.
sta per andare via quando….
Mamma: “hai fatto il tema?”
Adolescente F. “si” (occhi bassi)
Mamma:” me lo fai vedere?”
A.F.: “è nello zaino”
Mamma: “prendilo”
A.F.: “ma è tardi”
Mamma: “non importa, fammelo vedere”
A.F. “non l’ho fatto”
Mi sono ritrovata di fronte due occhi che avevano mentito e mi sono ritrovata ad assumere un atteggiamento duro come non avrei voluto. Mio figlio mi ha detto una bugia, una semplice bugia su un compito che avrebbe dovuto fare e non ha fatto. Accidenti lo so che non è la fine del mondo, ma una parte di me capisce che è inevitabile dire delle bugie ai genitori, lui sapeva di essere dalla parte del torto, probabilmente temeva fortemente il giudizio e ha preferito optare per la bugia, cercando di sfuggire alle proprie responsabilità. Capisco, se ragiono, che l’adolescenza è anche questo, il tentativo di sfuggire al controllo dei genitori alla ricerca di se stessi, tengo conto del fatto che nel dire una bugia bisogna anche assumersi il peso del senso di colpa e che anche questo è crescere. Insomma io ho reagito duramente e forse non potevo fare altrimenti nel momento in cui ho deciso di sbugiardarlo, ma ora mi logoro, avrò fatto bene a sbugiardarlo? E poi ho esagerato, come al solito mentre una voce dentro mi suggeriva di non usare quelle stramaledette parole che a volte ha usato mia madre quelle tipo “mi hai deluso” mentre ascoltavo quelle voci sono riuscita a non parlare di delusione ma mi è scappato detto “questa non te la perdono”, ah, santo cielo non mi sopporto. Non è vero che non lo perdono, l’ho già perdonato, avrei voluto abbracciarlo invece l’ho guardato dritto negli occhi rimpoverandolo con sguardo inclemente e sono andata via senza salutarlo. Io credo di aver sbagliato. L’ho sbugiardato, anche davanti a sua sorella e a suo padre, l’ho messo di fronte a un sé stesso bugiardo e imbroglione, e forse non avrei dovuto. Io lo so che non è perfetto e non lo voglio un figlio perfetto, io lo so che ha mentito per non deludermi e per non subire il castigo.ha soltanto 14 anni e una madre rompicoglioni sempre pronta ad emettere sentenze.come non mi sopporto come non mi sopporto! il problema è che io sono convinta di essere una che non dice bugie. ...io, sono, una, che non dice bugie. aaahhh mi faccio scompisciare dal ridere.
oggi quando torno gli darò quell’abbraccio che non gli ho dato stamani e sconfiggerò quel fantasma di mia madre che quando facevo qualcosa di negativo non mi picchiava, né mi puniva semplicemente non mi parlava. Quello è il mio modello ma quello non voglio essere perché mi ricordo la sensazione di “sentirsi sbagliata”. Non so cosa è giusto cosa è meglio ma l’abbraccerò e poi lo punirò per non aver fatto il compito, una settimana senza uscire e senza telefono per smessaggiare. Credete sia eccessivo?
Potrei dire socievole ma non sarebbe esatto, o almeno non sarebbe tutto, è una persona amabile senz’altro. Chi l’ha conosciuta le vuole bene. forse perché è capace di ascoltare, è capace di chiedere senza essere invadente, è capace di dare considerazione alle persone, di qualsiasi età, senza distinzione di sesso, vorrei dire di razza ma mentirei. È la stessa persona che è stata capace di rispondere, del tutto spontaneamente, ad un turco che le chiedeva se anche lei fosse turca “IO????” accompagnato quell’io da un espressione che significava ma sei matto cosa cazzo dici che mi vuoi offendere? Infatti il turco si stava incazzando ed io l’ho portata via prima che scoppiasse una rissa tra italo-turchi in Germania.
È una di quelle persone che ci tiene alla forma, le piace l’eleganza cura i particolari ma poi è capace di mangiare avidamente pomodori sott’olio e melanzane e salame su un tavolo non apparecchiato con uno stile tutt’altro che british, tanto comunque ha chiuso a chiave la porta della stanza e non la becchi, non ti risponde mica fin quando non ha finito.
È una di quelle persone che sanno ascoltare. l’ho già detto, ma quando ha sonno si mette in pigiama e s’infila sotto le coperte, non ti dirà mai “basta, mi hai fracassato le palle con i tuoi problemi” ti dirà “stai pure io mi sono solo messa comoda”.
È una di quelle persone convinte di essere conciliante, di essere aperta alle soluzioni che l’altro propone, ma in realtà ha un’abilità invidiabile nell’indurti a fare ciò che vuole lei e anche quando sei in vacanza ad Amsterdam vacanza all’insegna della trasgressività(parolona!) e della libertà lei ti suggerisce candidamente di non farti la canna a digiuno, che bisogna prima fare colazione!
Potrei dire che è una persona pignola, una perfezionista, potrei dirlo, infatti lo dico. A lavorarci insieme immagino sia faticoso. Io per fortuna non ci lavoro, è una mia amica. Un’amica di quelle di lunga data, un’amicizia intima, nata nei primi anni dell’Università, abbiamo una storia alle spalle, una storia fatta di complicità, solidarietà, di condivisione, di gioco, di domande, d’incertezze, paure insomma vita.
E’ una bell’amicizia, tra due donne, diverse tra loro in tante cose.
E’ un’amicizia che da ormai tanto tempo sopravvive alla distanza, una distanza che è solo fisica.
Tra una decina di giorni sarà a Firenze, per qualche giorno la distanza fisica sarà annullata e potremo volerci bene da vicino.
ci sarà anche MG., ma per lei le parole sono troppo povere comunque ci proverò in un altro post.
La strategia può andar bene a Risiko, ma anche lì, se con i dadi non butta bene anche la migliore strategia va a farsi sfottere.
Nella vita io non le sopporto le strategie, tanto comunque quando ho provato ad averne una non ho concluso un cazzo comunque. e poi se non esistono le regole o se me le cambiate in continuazione che strategia potrei usare? E allora niente strategia, niente facciamo questa mossa vediamo l’altro come si muove che poi giocare a dama o a scacchi infatti non son capace e non sono capace perché non mi piace. Quindi ho deciso non adotterò alcuna strategia per ottenere quello che voglio. E questo è un buon punto di partenza. Ora devo pensare a ciò che voglio che ancora non lo so.