Rivedo Luciana, Roberto, Sofia, c’è la Paola, Massimo.
Sono contenta. Sofia che ride sulle note di Girotondo di DeAndrè e noi donne adulte che giriamo in cerchio tenendoci per mano per continuare a far sorridere la piccola donna bionda ma anche perché è bello tenersi per mano.
Insieme al vino e al prosciutto ne esce fuori di roba…Discussioni sul ruolo del “mollicone” intrecciate a discorsi sul “chiedere” cioè su chi è capace di chiedere, chi è capace di dare anche senza richiesta, sulle aspettative… ma il fatto è che ci si complica la vita e alcune persone hanno una dote( o "difetto" genetico) naturale per questo.
Una telefonata di Daria, mia figlia mi intenerisce e mi intristisce allo stesso tempo, ma fra tre giorni la rivedo, lei sta bene e anch’io.
Sulla sdraio ad aspettare le stelle cadenti ci si rilassa, io ne vedo una, poi un'altra e un'altra ancora
Un deja-vu io e Luciana intorno al tavolo della cucina a parlare di noi a fumare a tentare di capire di dipanare la matassa che si è ingarbugliata, fino a dopo le tre. io ascolto non posso fare altro, ascolto e sento.
Il giorno dopo domenica insieme a caffè crostate sigarette orecchiette vino altre cose vengono fuori…
“piuttosto che” l’uso distorto di questa espressione che ultimamente dilaga ci ha appassionati …
Una piazza ci accoglie. tranquillamente seduti riforniti di sigarette Luciana ha trovato il suo Aperol io mi faccio un Negroni tanto mica devo guidare il treno mi riporterà a casa.
E seduta in uno scompartimento vuoto penso, a volte le persone non riescono a riconoscere le modalità per volersi bene…si vogliono bene ma non sanno volersi bene
Ti voglio bene, desidero il tuo bene, il tuo bene è anche il mio... è dannatamente semplice.
Tutte le cose semplici sono dannatamente complicate.