Ieri ho finito di leggere Trilogia della città di K nel pomeriggio
Ci sono due fratelli bambini una guerra una città dell’est, donne abbandonate e donne che abbandonano, nonne avide e cattive, separazioni distacchi e dunque memoria, bambini bisognosi d’essere amati, uomini capaci di essere amici, uomini che amano altri uomini, confini da superare distanze incolmabili, un fratello e una sorella, forme di amore diverse spesso letali, paura gelosia menzogne, dirimpettai che diventano ossessione o salvano la vita, dolore molto dolore… e tutto è forse si forse no tutto è e non è e alla fine l’unica certezza è la scrittura, unica quella della Kristof per quanto io ne sappia, una scrittura essenziale ma piena.
Ho finito di leggerlo verso le sei di pomeriggio e sono stata con il libro fra le mani più o meno per tutta la sera, non riuscivo a separarmene volevo scriverne ma ero certa che non avrei trovato le parole…mi ha affascinato questa storia questa scrittura mi ha preso e mi ha incantata avevo già letto Ieri e La vendetta di Agota Kristof e mi aveva colpito il suo modo di scrivere ma Questo libro mi ha lasciata…inebetita, inebetita per la storia cruda e inebetita per come la storia è scritta, è l’antibaricco, è l’essenza è la forma svuotata perché carica di sostanza...folgorata sulla via di K. è ciò che pensavo dovesse essere scrivere e mi sorprende mi fa dire “così deve essere, così non poteva che essere” è una scrittura femmina, una scrittura donna, una scrittura in cui femmina e donna coincidono eppure sono due. così è tutto il libro, due corpi, un'anima, due anime, un corpo, menzogna, verità. Verità... le verità
Npn posso e non so dirvi altro, non si può raccontare la trama, si sminuirebbe. Bisogna leggerlo.
Chi non lo ha letto, lo faccia(non è un imperativo ma un consigliativo di cuore...mi piace condividere le cose belle)
“…Per decidere se è Bene o Non Bene, abbiamo una regola molto semplice: il tema deve essere vero. Dobbiamo descrivere ciò che vediamo, ciò che sentiamo, ciò che facciamo.….Scriveremo: ”Noi mangiamo molte noci”, e non “Amiamo le noci”, perché il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di precisione e di obiettività.(pp. 26 e 27 )
…. ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient'altro. Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto ...(pg.210).
Agota Kristof- Trilogia della città di K.. - Einaudi