venerdì, 29 giugno 2007
Ciano è un colore. Ciano Galeazzo era il genero di Mussolini.Ciano è un paesino in provincia di Vibo Valentia, in Calabria.

ma io ho conosciuto un ciano che è …uno strumento di tortura.
La mia mattinata in ufficio è stata cianotica, nel senso che mi avrà telefonato almeno 5 o 6 volte ed ogni volta mi ha trattenuta per almeno mezz’ora, non avrei mai creduto che nel mondo animale potesse esserci un essere di tal fattezza, più fastidioso della zanzara, della mosca, che ti si attacca come una zecca e quando ti lascia ti lascia sfinita, esangue, i neuroni massacrati ad uno ad uno.  

io sono una abbastanza razionale tendenzialmente(!!!) materialista e decisamente atea ma di fronte alla ciano mi vengono seri dubbi, forse è la prova che Dio esiste ed io devo scontare grosse colpe e peccati non può essere altro che punizione divina.
Ma se è vero che ci sei, io …mi pento, mi pento di tutti i miei peccati in pensieri(tantissimi) parole (molte) opere(mica tante)e.. prometto di fuggire le occasioni prossime di peccato, abbi compassione di questa peccatrice, ti preg
o LIBERAMI DAL MALE!

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categoria:storie di vita quotidiana
giovedì, 28 giugno 2007
varie 057varie 058sarebbe bello, semplice...basterebbe andare in giro tutti quanti un pò piegati di lato
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categoria:quelle cose che non si sanno def
mercoledì, 27 giugno 2007
Ho letto Cosmetica del nemico.
Un ritardo in aeroporto che costringe all’attesa. Un tipo dal nome strano Textor Texel importuna un uomo d’affari e Amélie riesce a rendere l’importuno veramente antipatico e insopportabile. Amelie riesce poi a trasformare questo sentimento di antipatia che il lettore prova nei confronti dell’importuno e cresce la repulsione verso l’uomo d’affari, l’uomo medio, quello che ci somiglia.
Arriviamo alla fine disgustati da noi stessi e dall’uomo che ci rappresenta. L’altro, l’importunatore, lo conosciamo bene, ognuno di noi lo conosce, ognuno di noi sa come non ascoltarlo, ognuno di noi sa che esiste, ognuno di noi lo tiene a distanza e ognuno di noi prima o poi incontra l’importuno “Il nemico è quello che dall’interno distrugge tutto ciò che vale. E’ quello che ti mostra il disfacimento insito in ogni realtà. E’ quello che ti rivela la tua bassezza e quella dei tuoi amici.”
è necessario ascoltarlo prima o poi, i nemici in generale bisogna ascoltare.
Continuerò a leggere Amélie anche se questa seconda lettura mi ha coinvolto meno rispetto ad Acido solforico. Ma lei, l’autrice, mi intriga , mi intriga quando dice “…dare del pazzo a quelli che non si comprendono! Che pigrizia mentale!” o quando leggo in un intervista che “all'età di due anni e mezzo ho realizzato in parte il senso della vita. E la vita non è solo infelicità. A quell'età ho imparato una cosa veramente crudele: che cioè nella vita avrei perduto sempre tutto ciò che amavo”.
Ho imparato anch’io la stessa crudele cosa, a sei anni... e mi sembrava già di esser stata molto precoce…
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categoria:libri
martedì, 26 giugno 2007
Io oggi mi sono ripromessa di non fare alcun tipo di critica a cose persone o eventuali.
Di solito sono molto critica che detto in altre parole suona più o meno “sono rompicoglioni a dismisura” e allora volevo provare ad uscire un po’ da questo ruolo e più o meno il mio esercizio sta andando bene solo che … mi scappa, mi scappa proprio, perché io tendenzialmente adoro essere rompicoglioni.
E poi volevo sapere… il fatto è questo:che ne pensate di quel tipo di persona che usa la parola “tendenzialmente” …  tendenzialmente prima durante dopo ogni discorso che fa?
 E se fosse un vostro caro amico, glielo fareste notare? Io vorrei dirglielo ma oggi non posso e allora intanto lo scrivo qui, così sento il vostro parere sull’abuso di “tendenzialmente” e sull’opportunità o meno di dirlo e poi, visto che ci sono, se conoscete qualche buon esercizio per tenere a bada il mio “forte spirito critico”  fatemelo sapere (ma vi prego non mi dite di riempire tre paginette di "non devo essere rompicoglioni" già provato non ha funzionato), essere rompicoglioni è bello ma a volte crea il vuoto intorno.
Ah, dimenticavo di dirvi che, fattore importante, il mio amico è tendenzialmente molto permaloso.
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categoria:cazzate, amici
martedì, 26 giugno 2007

io ho dei desideri semplici ma ricorrenti come incubi.

direi che quasi ogni mattina mentre percorro il pezzetto di strada che va dal parcheggio della bici all'ingresso del palazzo e ancora quando sono particolarmente ottimista dall'ingresso fino alla stanza del mio ufficio spero che arrivi qualcuno e mi istighi all'assenteismo, che mi dica"molla tutto andiamo al mare" e io mi farei istigare molto poco sarei subito pronta a commettere il peccato principe degli impiegati pubblici, ma anche se mi dicesse andiamo in campagna in montagna sul lago a prendere un caffè nella piazzetta di Greve in Chianti o a fare un giro per le colline insomma dappertutto, ovunque ci sia cielo. E invece sono le 15.55 sono in ufficio da stamani alle 8.40 e sopra la mia testa non c'è cielo.  

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categoria:desideri
lunedì, 25 giugno 2007

Ieri ho finito di leggere Trilogia della città di K nel pomeriggio

Ci sono due fratelli bambini  una guerra una città dell’est, donne abbandonate e donne che abbandonano, nonne avide e cattive, separazioni distacchi e dunque memoria, bambini bisognosi d’essere amati, uomini capaci di essere amici,  uomini che amano altri uomini, confini da superare distanze incolmabili, un fratello e una sorella, forme di amore diverse spesso letali, paura gelosia menzogne,  dirimpettai che diventano ossessione o salvano la vita, dolore molto dolore… e tutto è forse si forse no tutto è e non è e alla fine l’unica certezza è la scrittura, unica  quella della Kristof per quanto io ne sappia, una scrittura essenziale ma piena.

Ho finito di leggerlo verso le sei di pomeriggio e sono stata con il libro fra le mani più o meno per tutta la sera, non riuscivo a separarmene volevo scriverne ma ero certa che non avrei trovato le parole…mi ha affascinato questa storia questa scrittura mi ha preso e mi ha incantata avevo già letto Ieri e La vendetta  di Agota Kristof e mi aveva colpito il suo modo di scrivere ma Questo libro mi ha lasciata…inebetita, inebetita per la storia cruda e inebetita per come la storia è scritta, è l’antibaricco, è l’essenza è la forma svuotata perché carica di sostanza...folgorata sulla via di K.  è ciò che pensavo dovesse essere scrivere e mi sorprende mi fa dire “così deve essere, così non poteva che essere” è una scrittura femmina, una scrittura donna, una scrittura in cui femmina e donna coincidono eppure sono due. così è tutto il libro, due corpi, un'anima, due anime, un corpo, menzogna, verità. Verità... le verità

Npn posso e non so dirvi altro, non si può raccontare la trama, si sminuirebbe. Bisogna leggerlo.

 Chi non lo ha letto, lo faccia(non è un imperativo ma un consigliativo di cuore...mi piace condividere le cose belle)

“…Per decidere se è Bene o Non Bene, abbiamo una regola molto semplice: il tema deve essere vero. Dobbiamo descrivere ciò che vediamo, ciò che sentiamo, ciò che facciamo.….Scriveremo: ”Noi mangiamo molte noci”, e non “Amiamo le noci”, perché il  verbo amare non è un verbo sicuro, manca di precisione e di obiettività.(pp. 26 e 27 )

…. ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient'altro. Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto ...(pg.210).

Agota Kristof- Trilogia della città di K.. - Einaudi

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categoria:libri
venerdì, 22 giugno 2007
 Protagonista della storia è Riccardo Reis, uno degli eteronomi di Pessoa, protagonista è Lisbona con le sue strade la sua atmosfera le sue piogge i suoi vecchi seduti alle panchine la sua storia. Siamo nel 1936, la Lisbona di Salazar  con la guerra di Spagna di fianco con Hitler un po’ più in là.
Un libro di difficile lettura ma geniale, poetico e triste. 
 
 
…la solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sia dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia o, tra la foglia e la radice.
L’anno della morte di Riccardo Reis
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categoria:libri
martedì, 19 giugno 2007
che nel paese c’è un clima preoccupante… a Firenze 35 gradi!
Io non sopporto più nessuno di questa gente, a dire il vero oggi non sopporto nessuno al mondo.
Neanche me.
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categoria:momenti di incazzatura
lunedì, 18 giugno 2007
Venerdi ho visto la mostra Cezanne a Firenze. non mi è piaciuta, un’occasione mancata, una fredda esposizione di opere,  con delle didascalie per i ragazzi delle scuole che mi fanno pensare …chi le ha scritte non ha figli non ha fratellini non ha cugini piccoli insomma non conosce i bambini non sa quanto sono svegli e intelligenti sembrano fatte per bambini deficienti , tipo davanti al ritratto della signora “Cezanne” c’è una domanda rivolta ai ragazzi : “ti sembra che la signora che posa per il marito si stia annoiando?”oppure davanti alle bagnanti “faresti un bagno pure tu?”… ma come si fa dico io?  A me la cosa che è piaciuta di più della mostra Cezanne a Firenze  che mi ha emozionato è stato “Il Giardiniere” di Van Gogh,… era in un angolino non me l’aspettavo l’ho visto e mi è venuto da sorridere, come quando vedi un vecchio amico come quando il vecchio amico sta bene come quando il vecchio amico ti dice del suo mal di schiena e tu del tuo e non importa se siete lì a raccontarvi gli acciacchi la vostra schiena i vostri “dischi”(quelli della colonna vertebrale non solo i 33)consumati e saranno consumati perché li avete usati e in ogni caso vi salutate con un abbraccio affettuoso e tu vai via in bicicletta lui accende la moto e ancora li portate in giro questi dischi, ancora non ci si ferma. 
…poi poi poi domenica mi sono svegliata intorno alle 10,30 giornata tranquilla, in famiglia, verso le tre e mezzo del pomeriggio ho detto “vado dieci minuti a letto” …mi hanno svegliata che mancavano dieci minuti alle sette! Che delizia, non mi succedeva da tempo.
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categoria:cè tutto un mondo intorno
giovedì, 14 giugno 2007
Un sogno che al mattino ti dà il buongiorno, non ti soffermi a pensare perché oggi tuo figlio ha il compito d’italiano per l’esame di terza media e gli scaldi il latte, non troppo caldo.
Arrivi in ufficio e ti rendi conto che hai il telefono completamente scarico, proprio oggi che arrivano i miei ritorno a casa prendo il caricatore torno in ufficio e comincia una giornata strana fatta di domande ed interrogativi su piccole cose e grandi cose le piccole cose hanno il sopravvento sulle grandi per fortuna le grandi sono legate al sogno e fai finta di non ricordare bene e ti imbrogli e pensi che fa un gran caldo e intanto tuo figlio chissà se è  emozionato di fronte al foglio bianco chissà su cosa starà scrivendo e ancore le piccole domande che potrebbero essere viste in un'altra ottica e quindi trasformarsi in grandi domande ti occupano ancora la mente e discuti con i colleghi e non hai tempo per scrivere quello che ti era passato per la testa sui sogni, sulla memoria, sui dolori che restano e poi arriva una telefonata il tema era sui cambiamenti climatici te l’avevo detto hai parlato del protocollo di Kyioto? no però ho scritto abbastanza, l’ho fatto bene, bravo amore ci vediamo più tardi e un tranquillo pranzo caffè sigaretta poi lavoricchi deconcentrata per conto tuo e ulteriormente deconcentrata dal gatto e la volpe di P.V. che cazzeggiano al telefono e la fattura del ragionieri? Si ora la liquido ma pensi a tuo padre e tua madre in volo seduti vicini che si raccomandano al Signore e sicuramente si tengono per mano al momento del decollo e pensi che stasera saranno con te a casa tua e tua madre avrà lo sguardo critico poiché l’ordine è un concetto sconosciuto a casa mia e in cucina accanto all’affettatrice ci sono i cd e il tavolo del soggiorno sembra uno dei migliori bazar,  e sentirai tua figlia chiamare nonna! e sentirai tua madre rispondere “gioia” perché mia madre risponde così…”gioia col punto esclamativo e poi domani e per un po’ di giorni a seguire saranno già svegli prima di te e sentirai l’odore del caffè al tuo risveglio ed è una tale gioia col punto esclamativo.   
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categoria:momenti belli, piccoli racconti di emozioni