Luciana tempo fa mi segnalò un giovane scrittore fiorentino, Pietro
Grossi e il suo libro di racconti Pugni.
Lo sfogliai in libreria ma non
lo comprai, a volte capita che il contatto fisico con il libro non ci
sia, non si stabilisca e rimandai la lettura.
Quando lo lessi ebbi
conferma che quella volta avevo ben “sentito”. Non posso dire che non
mi sia piaciuto per niente ma come dire? non gli ho voluto bene,
nessuna empatia, alcuna vibrazione.
Sono tre storie, di giovani uomini,
scritte bene, con un linguaggio abbastanza diretto senza fronzoli ma forse avevo dei pregiudizi visto che la critica ne ha parlato bene e io ho imparato a dubitare della critica(per colpa di questo pregiudizio stavo per non leggere Il cacciatore di aquiloni ) .
Pugni mi è tornato in mente in questi giorni perché
mio figlio dovrà fare delle relazioni su due libri per l’esame di terza
media e visto che mi ha chiesto un consiglio io sono stata ben felice
di indicargli due titoli L’Isola di Arturo e
Siddharta. Ora mi direte voi che c’entra Pugni? C’entra perché sono tre
libri di formazione, sono tre libri con medesimo protagonista “la
crescita, l’entrare nel mondo adulto, la ricerca dell’identità”… i
protagonisti dei racconti di P.Grossi sono parenti di Arturo e di
Siddharta. … Ora, intendiamoci…Arturo è figlio di Elsa Morante,
Siddharta di Herman Hesse… Pietro Grossi è al suo primo libro…
Pensando, anzi ripensando mi è tornato in mente il terzo racconto di
Pugni (e allora tutto sommato mi è piaciuto se qualcosa
mi ha lasciato), ricordo questi due amici uno dei quali si era messo all’ improvviso a far la scimmia poi mi è venuto in mente anche il secondo
racconto e i due fratelli protagonisti. due fratelli diversi nel
carattere mi hanno ricordato i fratelli che ho visto nell’ultimo film
di Ken Loach e poi sono andata a riprendere il libro, posto nello
scaffale in alto a sinistra, tra i libri già letti, ho sfogliato, ho
riletto il primo dei tre racconti ambientato nel mondo della boxe, mi
sono soffermata sul titolo, Pugni e soltanto oggi a distanza di tempo
ho fatto caso che il titolo non è solo per il primo racconto , quando
Nico, nel terzo racconto “La scimmia” cerca di spiegare ad un terzo
amico cosa ha provato vedendo Piero fare la scimmia dice”So solo che è
stato un bel cazzotto”.
Si cresce a suon di pugni, è capitato ad
Arturo, è capitato a me, è capitato a tanti, capiterà ai miei figli
Si diventa adulti quando si trova il coraggio di essere se stessi, quando lo sguardo con cui si guarda l’isola della propria infanzia si spoglia di quel velo offuscante ma dolcissimo che rende tutto possibile, quando si diventa consapevoli che esistono le illusioni e si impara a vivere con le disillusioni. Mi sa che questo tema è stato già trattato…è evidente che ho qualche problemino ad accettare “la maturità”. E tutte le infanzie negate per mila diversi motivi?Questo sarebbe un altro post.
C’è un momento della vostra vita che potete individuare con esattezza e
dire che “in quel momento” siete cresciuti? C’è un pugno che non avete
fatto in tempo a schivare? a volte sembrava stare lì sul ring a
prenderli, uno dopo l’altro e poi arriva il momento in cui si urla
ADRIANAAA!!!
“…ogni tanto ti accadono però cose che ti cambiano la vita. E hai voglia poi a
tornare indietro e dire no, mi piaceva più prima. Ormai il vaso è rotto
e quella roba che c’era dentro adesso è là sul tavolo e pian piano si
asciuga e mostra il mondo com’è davvero;magari un po’ colorato, ma così
com’è. Succede che un giorno vedi la rabbia e scopri cos’è il sudore”(P. Grossi).
Vi ricorda qualcuno P.Grossi? Anche a me lo ricorda,
quella stucchevole e adorabile maniera di raccontare le cose che è di
Baricco.
E allora questo Pietro Grossi ventottenne fiorentino(che
invidia che invidia che invidia, non perché è fiorentino, nemmeno perché ventottenne), promette?
Promette… promette… se si
distacca e dimentica quello che gli hanno insegnato alla Holden il
prossimo sarà piacevolissimo.