giovedì, 31 maggio 2007
"Da due mesi l'ospedale Galliera, presieduto dall'arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, ha sospeso il servizio di interruzione di gravidanza; o le cose cambiano o ci rivolgiamo alla Procura della Repubblica": l'attacco che parte da Genova è lanciato da Mercedes Bo, nipote del grande intellettuale del Novecento Carlo e vicepresidente nazionale dell'Aied. Firmano anche il coordinamento donne della Cgil, l'Udi e un fitto elenco di associazioni di donne. "È interruzione di servizio pubblico, in un ospedale finanziato dallo Stato - protesta Bo - Qui è in gioco la laicità dello Stato". (La Repubblica)
 
La laicità dello Stato è in gioco da più di un anno, già l’anno scorso ai tempi del referendum era nell’aria che si voleva arrivare a mettere in discussione la 194 e poi chissà anche il divorzio e poi chissà cosa. Io non vorrei dire… e non dico, però le penso. Penso a cose che probabilmente non sarei capace di fare ma l’istinto è quello, proprio quello che avete intuito e non voglio dire.
Stasera guarderò Santoro così la rabbia sarà incontenibile e mi si attorciglieranno le budella.
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categoria:momenti di incazzatura
giovedì, 31 maggio 2007
 
Se mentre stendi il bucato dal terzo piano c’è una possibilità che ti cada qualcosa quel qualcosa cadrà.
Se quel qualcosa che cade potrebbe essere una mutandina a fiori di tua figlia o una delle tue di quelle che si usano in “quei giorni” stile mutanda della nonna quasi ascellare stai sicura che cadrà invece quel perizoma stile “mangiami tutta sono la tua patatina” che ti ha regalato tuo marito il giorno dopo aver passato una nottata in bianco a guardarsi tutta la filmografia di Jessica Rizzo
Se quel qualcosa che cade è dunque il perizoma patatina che potrebbe scivolare giù fino al giardino della signora del piano terra che è tanto discreta e comunque, mi dispiace per lei, ma è anche un po’ partita di testa, stai sicura che invece il perizoma di cui sopra si fermerà sul balcone di quelli del primo piano
Se quel pataperizoma caduto fermatosi al balcone di quelli del primo piano potrebbe essere “rinvenuto” dalla signora madre di famiglia stai sicura che sarà invece “rinvenuto” dal di lei figlio che capita sul balcone due volte l’anno…proprio quel di lei figlio che Se può incontrarti al mattino quando esci di casa trafelata e col viso stravolto da poche ore di sonno o potrebbe incontrarti quando rientri a casa con le borse della spesa carica come un mulo anche se eri andata a comprare giusto il latte e il pane, tutta sudata e boccheggiante ti incontrerà invece quella sera che stai uscendo con gli amici che ti sei appena fatta lo sciampo e ti sei data il rossetto e sei quasi passabile e quello stesso figlio della signora del primo piano, probabilmente uno di quei trentenni con turbe provocate dalla visione di film come “la signora della porta accanto”, ti incontra di nuovo mentre rientri dopo aver fatto le tre a chiacchierare e ad aspettare che ti cali la fumata …ti incontra che rientri e ti guarda con sguardo malizioso furbetto e complice...e si vede, cazzo si vede che sta pensando al pataperizoma!
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categoria:cazzate
giovedì, 31 maggio 2007
M U S E
 
Proprio così, da vedere, le proiezioni visuali sono parte determinante dello spettacolo ti aiutano ad immergerti nella musica e ti impregni di suoni e di luci insomma non è un caso se hanno vinto il premio come migliore band live, dal vivo “sono di più, parecchio di più”.
Bellamy sa suonare il piano, sa far vibrare la chitarra(veramente veramente assai) sa cantare e tiene bene il palco (era sul lato sinistro del palco ma sembrava avere una posizione centrale) però non so perché ma mi è venuto in mente Kurt Cobain la sua drammatica e struggente voglia di vivere, non vorrei fare confronti ma mi viene da dire che Cobain l’anima non se la scordava mai a casa.
Alla fine( una fine arrivata presto, forse troppo presto) vedo una chitarra rossa volare questo gesto dal gusto un po’ retrò mi fa sorridere ma ci sta dopo la schitarrata finale forse è anche un gesto liberatorio.
Bella serata condita ottimamente da Dona Crispina, passeggiata panoramica per tornare a casa, sigarette birretta e chiacchiere finale tutto molto soft, morbido come quando da bambina dopo il bagno ti spargevi di borotalco.
 P1030061 
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categoria:musica, momenti belli
martedì, 29 maggio 2007
mi manca Luciana, le sue figlie che crescono, il parmigiano da grattare, gli sguardi di intesa, le notti parlate.foto varie 050foto varie 061foto varie 086
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categoria:amici, desideri, momenti belli
martedì, 29 maggio 2007
Ho finito di leggere “Le irregolari Buenos Aires Horror Tour” da qualche giorno e non mi riesce di scriverne, provo vergogna, perché sapevo dei desaparecidos sapevo delle madri di plaza de mayo sapevo dei numeri però erano numeri non ho riconosciuto che era un eccidio erano cifre,  numeri che per quanto alti non mi erano mai entrati attraverso i pori della pelle come è successo leggendo il libro di Massimo Carlotto.
Quei numeri attraverso questo romanzo hanno preso vita, paradossalmente numeri di morti ammazzati hanno preso vita e mi fanno vergognare perché non ho saputo, mi fanno vergognare perché la stampa in questo paese è da un po’ che non è libera, mi fanno vergognare se come donna e come madre dopo non ho avuto la voglia di capire cosa ci fosse dietro i fazzoletti bianchi annodati al collo delle madri.
Ho letto questo libro grazie a Laura, suo figlio ha fatto la tesi di laurea sui desaparecidos era presente al processo che c’è stato a Roma qualche mese fa, ha studiato e si è appassionato, si è impossessato della storia di un paese lontano ma nessun luogo è lontano abbastanza da non riguardarci...lo so o faccio finta di saperlo.
Il 14 marzo 2007 la Corte di Assise di Roma si è pronunciata per l’ergastolo a carico di cinque ufficiali argentini…da non crederci in Italia ci puo’ essere giustizia.  
 
…”Invece fu veramente mostruoso il cinismo degli stati che per vigliaccheria non boicottarono i mondiali di calcio del ’78…Il mondo sapeva cosa succedeva in Argentina, ma pur di tirare quattro calci a un pallone, vennero qui a gridare festosi negli stadi insieme agli assassini, ad applaudirli mentre si pavoneggiavano come puttane nelle loro divise piene di medaglie e salutavano dalle tribune d’onore. E a ogni goal un gruppo di prigionieri spariva in fondo al mare o in fosse comuni”.(Massimo Parlotto)
 
Io avevo quattordici anni e ricordo ancora quasi tutta la formazione dell’Italia, Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea Tardelli, Benetti, Antognoni, Causio, Paolo Rossi, Bettega. Mio fratello aveva anche l’album Panini. L’avevamo quasi completato.
 
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categoria:libri, momenti tristi, momenti di incazzatura
lunedì, 28 maggio 2007
- E con il tipo come va?
- E’una storia che non mi dà più niente
- Non mi sembra che ti abbia mai dato più di tanto
- no sarei ingiusta a dire questo, mi ha fatto sentire desiderata importante e forte
- non mi dire che ci voleva lui a farti sentire una donna forte so che non è così
- quando dico forte lo dico nel peggiore dei sensi
- in quale senso?
- il peggiore come ho detto…sentivo di avere un gran potere su di lui e …non ero innamorata, sentivo di dominarlo con la mente e col corpo sapevo che avrei potuto usare il mio potere e questa è una strana e affascinante sensazione
- se non ti conoscessi penserei di avere di fronte una grandissima stronza
- mi piaceva, lo ammetto, mi piaceva che fosse alla mia mercè, ora però basta non mi interessa più, c’è stato il gioco, la seduzione, c’è stato il sesso, c’è stato uno spettacolo di anime ora non ne ho più voglia…ma non ho nemmeno voglia di spiegare, di parlare, di sentirmi fare domande retoriche, di sentirmi rispondere banali verità ho deciso di regalargli un libro, l’ho comprato stamani gli dirò che può anche non leggerlo l’importante è il titolo
- Ora sei perfida cinica e stronza come ti piace che gli altri ti vedano… lo lasci con un libro? se lo facessero a te potresti uccidere. Fa un po’ vedere….”Lasciami sola” di Marcelle Sauvageot…ma tu lo hai letto?
- no
- e se poi la storia dovesse contraddire il titolo?
l’ho sfogliato ho pensato che forse potrei essere fraintesa il libro parla più o meno di una donna che chiede di essere lasciata sola perché pretende un amore speciale, vuole un maggior coinvolgimento quel tipo di cose là e…potrebbe pensare che è questo il motivo e… che poi in realtà è anche questo il motivo soltanto che io l’ho sempre saputo che non era quella cosa speciale di cui parlava lui ma non mi importa cosa possa pensare voglio solo che finisca e voglio che finisca senza troppe parole, non ho voglia di parole e questa storia non è una storia che merita parole. lo chiamo e gli dico che voglio vederlo per un caffé veloce e poi gli darò il libro. ti chiamo più tardi e ti racconto.
-va bene, a dopo allora
 
 
-Pronto
-non ci crederai!
-racconta
-non ci crederai!
-ma dai dimmi che è successo? gli hai dato il libro?
-gli ho dato il libro e…
-…e?
-e lui …anche lui aveva un libro per me…
-…
-vuoi sapere il titolo del suo libro?
-sento che trattieni a stento la tua risata ridarella ti prego dimmi che libro ti ha regalato lui?
-“Abbandonami”
-incredibile fantastico … e che vi siete detti? avete scartato ognuno il proprio libro davanti all’altro?
-ma no e questa è stata la situazione comica, ci siamo visti al solito bar, davanti al solito caffè, fumando la solita sigaretta ma con uno sguardo diverso soltanto che io ero troppo occupata a far la faccia triste e desolata per quel che stavo facendo per accorgermi che lui aveva lo stesso mio  sguardo e il mio stesso tono di voce e la mia stessa ipocrita faccia da stronzi.
 
 
 
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categoria:libri
martedì, 22 maggio 2007
Luciana tempo fa mi segnalò un giovane scrittore fiorentino, Pietro
Grossi e il suo libro di racconti Pugni.
Lo sfogliai in libreria ma non
lo comprai, a volte capita che il contatto fisico con il libro non ci
sia, non si stabilisca e rimandai la lettura.
Quando lo lessi ebbi
conferma che quella volta avevo ben “sentito”. Non posso dire che non
mi sia piaciuto per niente ma come dire? non gli ho voluto bene,
nessuna empatia, alcuna vibrazione.
Sono tre storie, di giovani uomini,
scritte bene, con un linguaggio abbastanza diretto senza fronzoli ma forse avevo dei pregiudizi visto che la critica ne ha parlato bene e io ho imparato a dubitare della critica(per colpa di questo pregiudizio stavo per non leggere Il cacciatore di aquiloni ) .
Pugni mi è tornato in mente in questi giorni perché
mio figlio dovrà fare delle relazioni su due libri per l’esame di terza
media e visto che mi ha chiesto un consiglio io sono stata ben felice
di indicargli due titoli L’Isola di Arturo e
Siddharta. Ora mi direte voi che c’entra Pugni? C’entra perché sono tre
libri di formazione, sono tre libri con medesimo protagonista “la
crescita, l’entrare nel mondo adulto, la ricerca dell’identità”… i
protagonisti dei racconti di P.Grossi sono parenti di Arturo e di
Siddharta. … Ora, intendiamoci…Arturo è figlio di Elsa Morante,
Siddharta di Herman Hesse… Pietro Grossi è al suo primo libro…
Pensando, anzi ripensando mi è tornato in mente il terzo racconto di
Pugni (e allora tutto sommato mi è piaciuto se qualcosa
mi ha lasciato), ricordo questi due amici uno dei quali si era messo all’ improvviso a far la scimmia poi mi è venuto in mente anche il secondo
racconto e i due fratelli protagonisti. due fratelli diversi nel
carattere mi hanno ricordato i fratelli che ho visto nell’ultimo film
di Ken Loach  e poi sono andata a riprendere il libro, posto nello
scaffale in alto a sinistra, tra i libri già letti, ho sfogliato, ho
riletto il primo dei tre racconti ambientato nel mondo della boxe, mi
sono soffermata sul titolo, Pugni e soltanto oggi a distanza di tempo
ho fatto caso che il titolo non è solo per il primo racconto , quando
Nico, nel terzo racconto “La scimmia” cerca di spiegare ad un terzo
amico cosa ha provato vedendo Piero fare la scimmia dice”So solo che è
stato un bel cazzotto”.
Si cresce a suon di pugni, è capitato ad
Arturo, è capitato a me, è capitato a tanti, capiterà ai  miei  figli
Si diventa adulti quando si trova il coraggio di essere se stessi, quando lo sguardo con cui si guarda l’isola della propria infanzia si spoglia di quel velo offuscante ma dolcissimo che rende tutto possibile, quando si diventa consapevoli che esistono le illusioni e si impara a vivere con le disillusioni. Mi sa che questo tema è stato già trattato…è evidente che ho qualche problemino ad accettare “la maturità”. E tutte le infanzie negate per mila diversi motivi?Questo sarebbe un altro post.
C’è un momento della vostra vita che potete individuare con esattezza e
dire che “in quel momento” siete cresciuti? C’è un pugno che non avete
fatto in tempo a schivare? a volte sembrava stare lì sul ring a
prenderli, uno dopo l’altro e poi arriva il momento in cui si urla
ADRIANAAA!!!
“…ogni tanto ti accadono però cose che ti cambiano la vita. E hai voglia poi a
tornare indietro e dire no, mi piaceva più prima. Ormai il vaso è rotto
e quella roba che c’era dentro adesso è là sul tavolo e pian piano si
asciuga e mostra il mondo com’è davvero;magari un po’ colorato, ma così
com’è. Succede che un giorno vedi la rabbia e scopri cos’è il sudore”(P. Grossi).
Vi ricorda qualcuno P.Grossi? Anche a me lo ricorda,
quella stucchevole e adorabile maniera di raccontare le cose che è di
Baricco.
 E allora questo Pietro Grossi ventottenne fiorentino(che
invidia che invidia che invidia, non perché è fiorentino, nemmeno perché ventottenne), promette?
Promette… promette… se si
distacca e dimentica quello che gli hanno insegnato alla Holden il
prossimo sarà piacevolissimo.
 
 
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categoria:libri
mercoledì, 16 maggio 2007
se fossi una lettera dell’alfabeto…mi piacerebbe essere una V, mi sembra bello quel suo tendere verso l’alto e poi mi piace perché  non è usata spesso e poi mi piace perché alcuni la pronunciano VU altri VI e poi perché con la V inizia la parola Vita la parola Vino perché è la Ventesima lettera dell’alfabeto e venti inizia per V e a me le combinazioni mi affascinano.
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categoria:cazzate
martedì, 15 maggio 2007

è vero oggi il mio grado di tolleranza è piuttosto basso, diciamo sotto lo zero

è vero ho trattato male due persone gratuitamente

è vero ho inveito per strada contro un tipo

ma che ci posso fare se sono nuovamente in fase premestruale?

(comunque, combinazione...mi hanno fatto irritare tre persone di sesso maschile, forse non siamo noi donne ad avere le paturnie una volta al mese forse sono i maschietti ad essere spesso stronzi!)

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categoria:io
martedì, 15 maggio 2007
Ancora una volta ho letto dell’isola, ancora una volta nel cuore dell’isola.
Un omicidio, tre uomini che indagano.
Un giallo. Una storia intrecciata con altre storie.
Tante vite che si intrecciano in terra barbaricina, terra  misteriosa e affascinante.
Un bel libro, scritto con eleganza discreta, chiudendo e riaprendo la porta del tempo. 
Superba è la descrizione della mattanza durante quella che doveva essere una festa nuziale, Marcello Fois si fa degno del miglior Tarantino.
E poi le figure femminili, sembrano stare in disparte, sembrano stare nell’ombra, e invece inducono, costringono, risolvono, determinano la storia, rimanendo schive, silenziose, in disparte.
Non sono una lettrice di gialli o di noir ma questo non è solo un giallo.
Per esempio... 
"Sappiamo, per esempio, che il pregiudizio è merce comune. Sappiamo che accontentarsi non è necessariamente un modo per arrendersi.
Di fronte allo scatto ineluttabile, al click automatico dei collegamenti naturali, sappiamo abbassare la testa.
Sappiamo che gli altri sanno e che noi impariamo.
Ma ci costa. Ci costa passare per quelli che sopportano, per quelli che comunque capiscono.
Sappiamo che ci piacerebbe non capire, dare sfogo alla rabbia.
Ma siamo tenuti a freno da ceppi antichissimi, troppo pesanti. Strati su strati di teste chinate, di ragionamenti, di comprensione".(Marcello Fois - Dura Madre)
 
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categoria:libri