lunedì, 30 aprile 2007
Lo spettacolo di danza di Maria Donata d’Urso mi aveva incuriosita, la didascalia parlava di
”una raffinata indagine sul corpo, come unico soggetto e mezzo di rappresentazione, e sulla pelle,
come superficie visibile della relazione tra corpo e spazio.”
Immaginate una super-caramella Polo sul palco, quelle con il buco al centro che quando le mangi infili dentro la punta della lingua(risparmiatemi i  commenti …)insomma ci siamo capiti, allora dicevo,  nella simil polo un corpo nudo che si contorce, che si trasfigura, accompagnata da piccoli rumori, suoni minimi. il corpo con tutta la sua materialità protagonista assoluto.
Il titolo dello spettacolo è LAPSUS.
Il lapsus freudiano si riferisce ad un errore che è però rilevatore del pensiero reale.
Io lo confesso... troppo raffinata evidentemente per me, mi ha lasciata perplessa. Nessuna particolare emozione forse sono tonta o  troppo cerebrale per riuscire a capire il linguaggio del porco? Ops …volevo dire corpo.   
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categoria:quelle cose che non si sanno def
giovedì, 26 aprile 2007
Ieri, 25 aprile, è stato celebrato un matrimonio.
La scelta della data non per caso, Bella
ciao al posto della marcia nuziale, fiori rossi ,
bandiera del Che dietro il tavolo degli sposi, soldi delle bomboniere
devoluti all'associazione italia cuba, viaggio di nozze a cuba,
l'etichetta
del vino " rosso sangue è il colore della nostra bandiera"

 
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categoria:momenti belli
mercoledì, 25 aprile 2007
Ho letto questo libro perché Angela, un amica sarda,  che vive in Sardegna, in Barbagia, mi ha chiesto di leggerlo per sapere che ne penso. io ho obbedito e ho letto, con fatica, una fatica dovuta alla frenesia di arrivare alla fine per parlarne con lei per sapere che ne pensano i sardi, una fatica dovuta soprattutto a sa limba o meglio su limbazzu necessari a far di questo libro il  libro che è ma anche un gran  limite per i “continentali”che leggono … leggendo ti dispiace di non poter capire quella antica limba e dunque di non poter cogliere appieno il bello il tragico il sanguigno che scorre in queste pagine, ti dispiace di non avere la stessa identità di Mintonia di Micheddu che si amano e che si fanno amare ma ancora di più si fa amare la terra che calpestano quei piedi spesso scalzi, quella terra arsa con i suoi fiumi che diventano all’improvviso assassini quella terra dalle cui viscere viene il senso di dignità di onore di decoro che contraddistingue gli uomini e le donne sarde, quella stessa terra che genera un senso di singolare giustizia, generando spesso un’ epidemia di disamistade.
è un libro sull’amore, su una donna che ama, che ama un uomo e ama sa cultura ma nonostante abbia imparato a leggere a scrivere non riesce ad essere diversa non è mutata nella sua sete di vendetta nei confronti di chi le ha ammazzato il marito di  chi le ha portato via l’uomo che l’ha portata al mare per la prima volta l’uomo che le ha dato un figlio.
ma è soprattutto  un libro su una terra, protagonista è la Barbagia con la sua cultura con la sua cultura di sempre con la sua tragicità di sempre e con i suoi profumi con il controllo sociale (del quale Angela mi parlava e che non capivo).
Ho letto con una matita in mano per sottolineare, ho letto attentamente, ma non ho sottolineato molto, ho sottolineato questo: “Il nuovo ha sempre lottato alla strumpa col vecchio e ha sempre perso. La modernità è considerata una malattia, una pustola da svuotare subito con la spina santa”. Le ultime pagine non le scorderò facilmente, Mintonia in quelle pagine per mezzo del suo corpo attira chi deve pagare, sacrifica il suo corpo permette a quell’uomo che odia con tutta se stessa di penetrarla e di godere di lei per poi affondargli il coltello nella gola e poi “alla macconazza dappertutto. Tzùn, tzùn, tzùn. Due, tre, quattro, cinque, sei…Tante volte affondai la lama, una per ogni anno tolto a Micheddu”. 
Questa è la stessa Barbagia che ho sentito nei passi dei Mamuthones, che ho visto nei volti di pece nere di Ovodda, nell’odore di polvere da sparo che si spargeva nell’aria ad Oliena la domenica di Pasqua,ma la Barbagia che conosco io è anche un'altra è quella di persone orgogliose della loro storia della loro identità ma che non vogliono esserne schiavi che guardano al futuro, una Barbagia che non è ferocia e vendetta.
io conosco “anime salve” figli di una donna che porta il fazzoletto nero in testa, che ha la pelle bianca e liscia, gli occhi dolci e un sorriso che a volte, in seguito alla battuta di un nipote che sfugge tra le pieghe della sua lunga gonna, un sorriso che diventa timida risata,  nascosta dalle mani, un gesto elegante, un gesto antico, un gesto di chi nella vedovanza si è negata la gioia di  ridere, un gesto di una donna custode di una storia.
io conosco occhi di donna sarda, giovane madre di due bambini, fiera, triste ma non rassegnata, io conosco occhi di donne che hanno studiato in continente e tornano nella loro terra con un altro sguardo, tutto mischiato, il passato remoto l’infanzia l’adolescenza gli insegnamenti antichi con il nuovo il vissuto in continente, e l’equilibrio del nuovo e dell’antico si traduce in donne delle quali
Grazia Deledda sarebbe stata fiera. 
 
Che ci fanno queste anime
davanti alla chiesa
questa gente divisa
questa storia sospesa
 
a misura di braccio
a distanza di offesa
che alla pace si pensa
che la pace si sfiora
 
due famiglie disarmate di sangue
si schierano a resa
e per tutti il dolore degli altri
è dolore a metà
 
si accontenta di cause leggere
la guerra del cuore
il lamento di un cane abbattuto
da un'ombra di passo
 
si soddisfa di brevi agonie
sulla strada di casa
uno scoppio di sangue
un'assenza apparecchiata per cena
 
e a ogni sparo all'intorno
si domanda fortuna
che ci fanno queste figlie
a ricamare a cucire
 
queste macchie di lutto
rinunciate all'amore
fra di loro si nasconde
una speranza smarrita
 
che il nemico la vuole
che la vuol restituita
e una fretta di mani sorprese
a toccare le mani
 
che dev'esserci un modo di vivere
senza dolore
una corsa degli occhi negli occhi
a scoprire che invece
è soltanto un riposo del vento
 
un odiare a metà
e alla parte che manca
si dedica l'autorità
 
che la disamistade
si oppone alla nostra sventura
questa corsa del tempo
a sparigliare destini e fortuna
 
che fanno queste anime
davanti alla chiesa
questa gente divisa
questa storia sospesa - Disamistade da Anime salve - Fabrizio De Andrè
 
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categoria:libri, amici
martedì, 24 aprile 2007
Sulla Stampa ho letto:
«Oltre all’abominevole terrorismo dei kamikaze, che occupa quotidianamente la nostra cineteca mediatica - ha detto l'arcivescovo Amato - c’è il cosiddetto "terrorismo dal volto umano", anch’esso quotidiano e altrettanto ripugnante, che viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione sociale, manipolando ad arte il linguaggio tradizionale, con espressioni che nascondono la tragica realtà dei fatti, come quando l’aborto viene chiamato interruzione volontaria della gravidanza e non “uccisione di un essere umano indifeso”, o quando l’eutanasia viene chiamata "più blandamente morte con dignità"».
Il segretario della Congregazione della Fede ha rilevato che «purtroppo non possiamo chiudere le biblioteche del male né distruggere le sue cineteche che si riproducono come virus letali, ma possiamo chiedere a Dio di rafforzarci, mediante la formazione di una retta coscienza che cerca e ama il vero e il bene ed evita il male».
XII secolo? no, ieri.
 
Se volete sbattezzarvi andate al sito riportato qui sotto e scaricate il modulo
 
http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/
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categoria:momenti di incazzatura
martedì, 24 aprile 2007

Enrico Lucci

 

Nome: Enrico
Cognome: Lucci
Soprannome: Palmiro
Data di nascita: 17.02.64
Luogo: Velletri
Peso: 80 Kg
Altezza: 1,78 kg.
Istruzione: Laurea in Lettere
Dove vivi? In giro.
Da solo o in compagnia? Solo.
Sport praticato? Mangiare.
L'ultimo libro letto? 'Felicità' di Will Ferguson.
Il primo disco comprato? 'Lady in Satin' (Billie Holiday).
Cibo preferito? Pane e prosciutto.
Destra o sinistra? Sinistra intelligente.
Cosa cambieresti del tuo aspetto fisico? Niente.
Del tuo carattere? Niente.
Tre cose che, se potessi, porteresti sempre con te? Jazz, moto, donne.
La situazione più imbarazzante in cui ti sei trovato? Nessuna
Cosa volevi fare da grande? Il poeta e il segretario del Partito Comunista Italiano, il P.C.I.
Qual è stato il tuo primo servizio alle iene? Con Teodoro Buontempo, detto 'er Pecora'.
In che anno? 1997.
La tua prima apparizione in TV invece?
Tivù nazionale: Rai Tre 1993.
Qual è la dote principale per poter diventare una iena? Avere la coscienza critica.
Il servizio più bello che hai fatto? Quelli belli li amo tutti allo stesso modo.
Quello che ti è piaciuto meno? Quelli brutti li dimentico.
Il servizio che vorresti fare? Non posso dirlo perché è segreto.
Il servizio che invece è stato già fatto da un¿altra iena? Sortino quando dimostrò l'infamia di chi volle togliere la scorta a Ilda Boccassini.
Dopo le iene cosa ti aspetta? 'Le vipere'. 

 

L'unica cosa è che...spero prosciutto crudo perchè il cotto proprio non mi piace, però anche la perfezione non mi piace!

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categoria:cazzate, desideri
martedì, 24 aprile 2007
... e mi chiedessero qual è il mio uomo ideale non avrei esitazioni:il mio uomo ideale deve essere non molto alto al massimo 1,80, pesare circa 80 Kg, avere più o meno la mia età, magari laureato in Lettere come me, che gli piaccia mangiare come a me, che sia di sinistra non solo a parole,che ami la musica soprattutto jazz…
Siccome non sono una vip e nessuno me lo chiede lo scrivo sul blog.
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categoria:cazzate, io
lunedì, 23 aprile 2007
Sabato mattina una prima colazione senza fretta e il lusso di perdere un po’ di tempo a non far niente indecisa se fare la brava donna di casa e dedicarmi alle pulizie o prendere la bici e andare a fare un giro.
Intanto accendo la radio e dopo un po’ Controradio passa il sermone di Veltroni su l’essere di sinistra; mi sono fermata ho ascoltato e alla fine ho aperto la finestra della stanza per fare entrare un po’ d’aria, ma l’aria a Firenze è irrespirabile comincio a starnutire allergia a qualcosa o alla nuova “sinistra”, pensieri strani per la testa, il Mandela dove si svolge il Congresso non è lontano da casa mia, mi fossi chiamata Bresci o Passannante… piazza pulita e si ricomincia tutto da zero. Mi è passata tutta la voglia di godermi il sole e andarmene in giro e così ho lustrato casa mia visto che non potevo pulire altro.
Sabato sera festa in campagna, , l’aria con un buon livello di thc era molto meglio di quella che avevo respirato al mattino un cielo stellato mi ha incantata e mi sono riconciliata con la vita.
Domenica in campagna da amici.
Comincio a sentire un gran prurito al naso, agli occhi. questo è il primo anno che si manifesta la mia allergia sopporto. mangiando e bevendo mi chiedono”a cosa sei allergica?” non lo so “facciamo le prove allergologiche” qualcuno strappa un bel po’ d’erba(che avete capito? Paretaria), e me la passa e ripassa sotto il naso. “no, non è questa non mi fa niente”  asserisco convinta…dopo dieci secondi comincio a starnutire e vado avanti per un tempo incalcolabile… piegata in due, con gli occhi lucidi e gonfi il naso in preda a un demone sconosciuto penso che morire starnutendo è inglorioso ma almeno è originale…qualcuno mi soccorre e mi dà qualche goccia da  iniettare nel naso …l’esorcismo riesce, il demone abbandona il mio naso lasciandolo privo di forza e rosso come un pomodoro ben maturo.
Nel mentre l’Inter vince lo scudetto ma io sono distrutta.
Stamani mentre tiro su col naso apprendo dal giornale radio che Ségolène ha ottenuto il 25%... mi piacerebbe “cambiare aria”.    
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categoria:desideri, io
venerdì, 20 aprile 2007
Avevo visto la prima parte un paio di mesi fa e ne avevo scritto in un post che è stato cancellato dalle mie mani che a volte si scollegano dalla parte pensante. Ieri sera ho visto la seconda parte de Il Vangelo secondo Gesù tratto dal libro di Saramago. Se si cancellerà anche questo ...potrei farmi venire qualche dubbio sull'a non esistenza di Dio...
La compagnia Occupazione Farsesche è stata molto audace a portare in teatro il testo di Saramago e direi che è stata premiata. Buona regia bravi attori.
Il libro è tra i più belli che ho letto negli ultimi 43 anni.
Gesù uomo,  Gesù uomo che ama una donna, Gesù uomo che vuole vivere,  Gesù  uomo che cerca di sottrarsi al suo destino ma inutilmente, Gesù uomo che non vuole che altri muoiono per lui o nel suo nome e quando Pietro gli chiede “allora moriremo per causa tua?” egli dice “per causa di Dio, non mia”.
Un Gesù uomo che scopre di esser figlio di Dio di un Dio avido di potere e che per accrescere questo potere si serve di lui, sfrutta la sua morte. Un Dio terribile. Un Dio per l’appunto.  
 
 
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categoria:libri
giovedì, 19 aprile 2007
Oggi a Firenze congresso dei DS.
Pubblicità del congresso su manifesti giganti tappezzano Firenze da più di un mese, Mario è irritato (gli eufemismi che brutta creatura) “perché questa pubblicità? Poi ci vengono a dire che la politica costa!”.
Perché questi compagni(compagnucci di merende forse è meglio) ci devono far sapere attraverso manifesti giganti che saranno costati un bel po’ che oggi e per tre giorni si discute dell’Italia si parla di me, di te, di noi? Potevano parlarne senza tanto spreco di denaro…o no?
Gramsci diceva che “ogni movimento rivoluzionario è romantico per definizione”. In questo Congresso annunciato con squilli di trombe e rulli di tamburi non intravedo nulla di romantico.
Dunque facile la conclusione, nessuna rivoluzione in atto. Tutto drammaticamente uguale   
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categoria:momenti di incazzatura
giovedì, 19 aprile 2007
Le vite spiate dalla STASI nella DDR.,in una Berlino est dove ogni forma di espressione artistica è sottoposta a censura(film storico? Era solo diciotto anni fa, mi fa sentire molto vecchia io c’ero a Berlino l’estate del 90 a raccattar pezzi di muro, santo cielo io c’ero. Tutto passato? Oggi si sta meglio? Ritrovata la libertà? E noi qui siamo liberi di dire quello che pensiamo? E gli intellettuali oggi chi sono, dove sono, cosa fanno? Tante domande ma ora voglio scrivere del film), dove chi non si piega viene privato della possibilità di lavorare che, per chi fa come mestiere, anzi  è scrittore, regista o comunque artista, equivale alla possibilità di vivere. le vite di uno scrittore e di un attrice di teatro ascoltate attraverso microspie cambiano la vita di chi spia, di chi avrebbe dovuto denunciare, del cattivo che diventa buono grazie al potere della poesia al potere dell’amore al potere della musica  che fa scendere una lacrima su un viso che rimane duro per tutto il film o quasi.(nella scena finale infatti si distende in un quasi sorriso).
Io non voglio raccontare la trama voglio invitarvi caldamente, anzi di più caldissimamente, ardentemente, a vedere questo film.
E non voglio elogiare la regia che comunque mi è sembrata eccellente e non voglio parlare della ottima sceneggiatura… è la storia che è bella.
Il potere della musica il potere dell’arte della cultura della vita sgretolano il muro e insieme ad esso il potere opprimente in mano ad uomini meno che mediocri.
 Un bel film. E gli si perdona un finale leggermente banale, gli si perdona perché usciamo dal cinema tutti un po’ più buoni.
 
 
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categoria:cinema