venerdì, 22 dicembre 2006
buon tutto a tutti, io parto.
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mercoledì, 20 dicembre 2006
155_5557e il nostro disperarci non è nè erotico nè stomp
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categoria:momenti tristi, cè tutto un mondo intorno
martedì, 19 dicembre 2006
Prendere un treno, uno di quelli lenti che ti permettono di
guardare il  panorama, arrivare al mare, sulla spiaggia sporca di dicembre
camminare affondando nella sabbia e sentire tutto il peso delle mia persona
e poi fermarmi, riuscire a far tacere ogni pensiero e ascoltare il
rumore del mare.
tornare indietro e affondare un pò meno sulla sabbia. non
chiedo tanto, solo alleggerirmi.
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categoria:desideri
venerdì, 15 dicembre 2006

è arrivato il freddo. abbastanza per passare più serate in casa che fuori, abbastanza per godere di un bicchiere di rosso in più che tanto "fa sangue", abbastanza per abbandonarsi lascivamente a una supermerenda con nutella, abbastanza per fregarmene di avere un aspetto umano e uscire di casa con quattro strati di roba che più che una cipolla sembro una zucca, ma...non abbastanza da sterminarle tutte. le zanzare. sono vive, sono all'erta, non si fanno schiacciare e quando ci riesco è solo perchè sono satolle. e allora governo Prodi che si fa contro le zanzare? se mi prometti di far qualcosa ti ridò il mio voto se no...te lo puoi scordare.     

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categoria:desideri
giovedì, 14 dicembre 2006

non ho mai sopportato i punti esclamativi. non vado matta per i puntini sospensivi ma a volte rendono l'idea, non amo in genere la punteggiatura e anche per questo adoro Saramago. ma oggi... voglio celebrare il punto. dovrei spiegarvi tante cose  ma non ne ho voglia e poi mi rendo conto che sarebbe interessante come leggere gli effetti collaterali sul foglietto delle medicine e allora vi dico soltanto, senza spiegarvi, che amo il punto. e non c'è niente di filosofico nel mio amore non simboleggia niente.

 è solo che ho mandato un e-mail e non ricevendo risposta mi sentivo depressa e abbandonata senza prima nemmeno esser stata sedotta.ho ricevuto une-mail che mi rimandava indietro la mia e mi dilaniavo a suon di cucchiaini di Nutella sul perchè, non riuscivo a crederci..."no! mi ha messo fra la posta indesiderata!no..."(scusate ho usato tutta la punteggiatura a mia disposizione mi mancano i due punti ma rimedierò: se devo celebrare devo celebrare !!!) ; poi, poco fa rileggendo per l'ennesima volta l'e-mail tornata indietro mi rendo conto che avevo messo un punto nell'indirizzo che era di troppo. semplicemente un punto.

fra un pò riscrivo, un punto a tutti!  

 

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categoria:storie di vita quotidiana
domenica, 10 dicembre 2006

un lungo fine settimana. tre giorni senza ufficio senza colleghi senza cartellini da timbrare. tre giorni in famiglia, sereni, tranquilli. ieri amici...

mai soddisfatta della mia vita e non so cosa mi manchi.ci sono dei momenti in cui mi sembra di avere tanto e momenti che quel tanto mi sembra poco o niente ...immagino capiti non solo a me... e cosa si fa in questi casi? cosa si fa quando vorresti altro ma sai che altro non avrai perchè ti manca il coraggio di lasciare quello che hai perchè sei come sei e se hai un lavoro mediocre è perchè sei mediocre nessuna sfortuna o casi della vita mi impegno sempre poco non posso ottenere molto non ho neanche voglia di scrivere. è morto Pinochet... ah si allora? gli faranno i funerali di stato? che me ne frega della morte di quest'uomo ora? doveva pagare...ha pagato? e come, come un uomo può pagare i suoi sbagli? ma che faccio? scrivo? non ne ho voglia vado a letto ho un libro da finire (Quando Teresa si arrabbiò con Dio) e un altro appena iniziato (le intermittenze della morte)...vado a letto sotto le coperte a leggere e non voglio pensare prima di addormentarmi non voglio pensare che domani sarò in ufficio mi sforzerò di fare il mio lavoro ma in realtà e solo aspettare che passino quelle stramaledette ore timbrare il cartellino tornare a casa preparare il pranzo  tutto sempre uguale ogni giorno più o meno uguale ...è finisce qui? tutto qui? non c'è più niente in serbo per me? 

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categoria:momenti tristi
martedì, 05 dicembre 2006
Stanza 411 l’ho comprato perché ho letto quasi tutto di Simona Vinci , non per il
titolo come a volte mi capita, ma poi a ripensarci se non fosse stato suo
l’avrei comprato comunque, per il titolo.
 Era il numero della mia camera alla casa
dello studente. 4 piano, stanza 411, stanza doppia divisa con Cinzia
prima, Angela poi, Maria alla fine ma molto più spesso che con tutte
loro con Mario. Stanza di bevute, cene, baldorie, pianti, risate
ripetizioni ad alta voce, di appunti scritti, di telefonate discussioni e farneticazioni.
 
Simona Vinci ha esordito nel 1997 col romanzo “Dei bambini non si sa niente” e da allora ha
continuato a parlare di bambini, in modo a volte modo crudo.
Io amo di lei la particolare attenzione che pone alla fisicità, in In tutti i sensi come l’amore veniva fuori prepotentemente questo aspetto.
Stanza 411 ci racconta di una relazione tra un uomo ed una donna  attraverso i pensieri di lei.
Lei crede di potere amarlo crede in un incontro non solo di corpi ma di anime.
Ma arriva la disillusione e la fine del rapporto.
Semplice, banale? Non è per niente semplice e banale, siamo soli, abbiamo voglia di amare e di essere amati, ma non ci riusciamo se non per pochi attimi, ci scontriamo con le nostre paure e la disillusione che inevitabilmente arriva ci impedisce di continuare.
Io ci sto provando ad accettare la disillusione, a considerarla come una compagna di viaggio necessaria ma ho nostalgia dei miei sogni.
Comunque … per finire… non è all’altezza di altri suoi libri,COME PRIMA DELLE MADRI, e gli altri già citati…soprattutto in In tutti i sensi come l’amore ci sono delle storie dure ma bellissime ma io aspetto il prossimo, continuo a darle fiducia perché secondo me sa scrivere questa donna.
  
 
 
 
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categoria:libri
lunedì, 04 dicembre 2006
Ieri sera mia figlia otto anni ha dormito con me nel lettone.
Tra qualche anno non succederà più perché lei non me lo chiederà e quindi…”si, si, amore vieni ci abbracciamo”.
“raccontami una storia”.
Allora ho iniziato a raccontare una storia inventata lì per lì con una principessa triste che poi imparava a ridere e cantare. Raccontando mi sono lasciata trasportare dalla storia e cambiavo le voci e enfatizzavo e lei mi ascoltava attenta e a me piaceva.
Alla fine mi dice:”ora mamma, me ne racconti una più bellina?”
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categoria:piccoli racconti di emozioni