venerdì, 27 ottobre 2006
Andrea aveva un cane color carbone,senza pelo, occhi neri vivaci, orecchie tese,coda lunga
aveva 52 anni era solo e stanco di essere solo Andrea quando prese Full.
Insieme facevano lunghe passeggiate.
quando rientrava a casa full manifestava la sua contentezza nel vederlo scodinzolando. Era un buon cane.
Un giorno di 10 anni dopo l’uomo rincasò dopo una lunga giornata.
era stato costretto a far tardi da conti che non tornavano e che poi fece quadrare con qualche ritocco qua e là.
Al suo rientro Full lò guardò, incontrò i suoi occhi bugiardi.
chissà come, Full sapeva, sapeva che Andrea aveva mischiato le carte, infischiandosi di altri padroni di cani, di altre persone sole, che sarebbero state ancora più sole   ma anche più sventurate e infelici, e i loro cani avrebbero scodinzolato ad occhi delusi ed afflitti.
fu per questo che non scodinzolò all’amico? Non lo sappiamo, ancora oggi non lo sappiamo, quel che sappiamo è che Andrea notò la mancanza dello scodinzolio, sedette sul divano fiorato e pensò a lungo.
a letto presto, un bicchiere di latte caldo un giro col telecomando e si addormentò.
Il giorno dopo fissò un appuntamento con il dottor Pauer, noto veterinario austriaco, esperto in chirurgia plastica.
Pauer guardò Full negli occhi distrattamente poi decise che era il caso, aveva ancora cinque sei anni di vita ne valeva la pena. l’operazione si può fare.anche in settimana, si bene per giovedì.
Giovedì verso sera, il trasformista tornò a casa, tra le sue braccia Full, con la coda avvolta in fasciatura ingombrante e  gli occhi innocenti.
Dopo tre giorni Pauer lo liberò da bende e fasciature, la coda vergine, il trapianto era riuscito.
Andrea tornò a casa un po’ prima del solito, sorrideva già al pensiero della nuova coda scodinzolante, ma Full dormiva o faceva finta di dormire, e non si destò-
Dottore non funziona, non scodinzola.
me lo riporti.
Va tutto bene, tutto per il meglio, non capisco
non solo non scodinzola ma non alza più nemmeno la testa quando rientro a casa.. era sempre allegro.
Forse è depresso, facciamogli una curettina, due al mattino due la sera.
 
“È troppo tempo ormai che mi ignori, un cane accoglie il suo padrone, scodinzola, come il canarino canta, il gatto fa le fusa.
come ti è venuto in mente di deprimerti? Cosa ti manca?...io non so più che fare con te…”
Quella sera stessa Full ando vià, si allontanò da quella casa e da quell’uomo che non capiva più, camminò a lungo, ore ed ore, si fermò quando incontrò uno zingaro ad un angolo di strada che gli insegnò a suonare il violino, lo suonava da cani ma era da sempre il suo sogno. E con la coda scodinzolava  grato ad ogni passante che lasciava una moneta per la sua musica, il suo violino, il suo padrone dagli occhi veri.  
 
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categoria:piccoli racconti di emozioni
mercoledì, 25 ottobre 2006
Joyce Wilde e gli altri wrighters irlandesi il rock degli U2 Van Morrison I Cranberries Sìnead O’Connor i vichinghi e i celti le scritte in gaelico il grigio del cielo i colori dei portoni…Ma Dublino è soprattutto i suoi pub. Ce ne sono tantissimi, entri… e si apre un mondo ci sono sale e salette, sono grandi e spesso pieni ma non solo di turisti, sono frequentati dalla gente, di tutte le età(tranne i bambini) ed è gente allegra o comunque pacificata con il mondo, con chi sta seduto accanto ed è facile scambiarsi un sorriso e ritrovarsi ad intonare la stessa canzone.
Non è una città che mi ha preso il cuore ma sono stata benissimo forse perché ero in buona compagnia o forse perchè dopo un’abbondante prima colazione verso le 11.00 ci si fermava per un irish coffee (l’avreste mai detto wisky al mattino?) e poi continuavamo ad entrare in un pub per una Guinness ogni due ore al massimo e per finire ogni sera un pub ci accoglieva e ci tratteneva per altre pinte di quel meraviglioso liquido scuro che è la Guinness!!! O forse perché semplicemente è sempre bello lasciare le proprie vincolanti e necessarie certezze di ogni giorno.
 
 Itabernacoracolo immagine 111
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categoria:cè tutto un mondo intorno
venerdì, 13 ottobre 2006

Fra qualche ora parto per Dublino, città di Oscar Wilde, George Bernard Shaw,James Joyce,Samuel Beckett...magari torno ispirata.

ma molto più probabilmente tornerò "gonfia" di birra.

a presto

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categoria:io
giovedì, 12 ottobre 2006

I fatti: l'Ardsu alla mensa universitaria di Novoli (Firenze) decide di non vendere più la Coca Cola ma la Equo Cola, i  giovani di Forza Italia cresciuti ascoltando Vasco Rossi "...io la coca cola me la porto a scuola...", i nostri giovani ingenui puliti e belli che all'epoca avevano due anni e non sapendo "leggere tra le righe" visto che ancora non sapevano nemmeno neanche fare pipì nel vasino, sono cresciuti con la Coca Cola nel cestino si sono sentiti privati di un loro sacrosanto diritto.

 i nostri  eroi hanno distribuito a gratisse 1550 lattine di Coca Cola agli studenti, per difendersi dagli attacchi di questa cultura antiamericana che imperversa tra noi, attacchi che minano la libertà di bere.La libertà di bere, la madre di tutte le libertà e non importa se:

      Nel 2003, in Colombia, il sindacato SINALTRAINAL (il sindacato dei lavoratori delle industrie alimentari) depositò presso il Tribunale di Atlanta la richiesta per l'incriminazione ufficiale della Coca Cola e della Panamco, l'azienda di imbottigliamento della bevanda, accusate di crimini di lesa umanità in quanto mandanti delle azioni repressive (decine di morti e di sindacalisti rapiti e torturati) svolte da gruppi paramilitari mercenari nei confronti del sindacato e dei lavoratori. Sempre nel 2003 la Corte Federale di Atlanta decise l'ammissibilità del procedimento penale per la violazione dei diritti umani - commessi da forze paramilitari a nome delle imprese imbottigliatrici della Coca Cola colombiana, (Panamerican Beverages Inc.).

Nel gennaio del 2004, la "New York City Fact-Finding Delegation on Coca-Cola in Colombia" (vedi [1] e [2]) provò quanto asserito dai lavoratori.Nel corso degli anni ottanta, anche il Guatemala fu teatro della misteriosa uccisione di impiegati della Coca-Cola iscritti ai sindacati. Forze mercenarie paramilitari occuparono con la violenza una delle fabbriche e dopo varie pressioni da parte di numerose organizzazioni internazionali, il conflitto giunse al termine quando la Coca-Cola Company nominò gestore una nuova ditta, che portò avanti la linea dell'accordo con i sindacati.

i giovani di Forza Italia... la speranza per il futuro del nostro paese...i giovani di Forza Italia difendono la libertà...distribuendo lattine di Coca Cola.EVVABBé ognuno ha i suoi metodi e i suoi ideali. 

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categoria:cè tutto un mondo intorno
mercoledì, 11 ottobre 2006
Si era attardata da Ricordi a curiosare tra vecchi dischi in offerta speciale e quando si avviò alla cassa contenta della sua scelta ( un cd di Vivaldi,concerto per mandolini raro e bello), notò che c’era veramente tanta gente. poco male non c’era nessuno ad aspettarla a casa.
 in realtà non passò tanto tempo ad aspettare il suo pacchetto regalo(era per lei il disco ma quando il commesso aveva chiesto”è per lei o le faccio una confezione regalo?” aveva risposto con un sorriso malizioso “è un regalo” inventandosi in quel momento una persona che avrebbe scartato il pacchetto gioiendo di quel prezioso dono), la folla non era lì ad aspettare di pagare, sulla soglia del negozio si ammucchiavano stretti stretti uomini donne e bambini con lo sguardo annoiato e spesso rivolto verso l’alto.
Pioveva, o meglio veniva giù tanta di quell’acqua da rimanerci incantati. Anche lei ingrossò la fila di uomini donne e bambini che aspettavano spiovesse.
dopo un pò aveva guadagnato la prima posizione. il rumore della pioggia era frastuono.scendeva violenta decisa dritta.
sul lato opposto della strada vide passare due ragazzi, due giovani uomini avrebbe detto sua madre;camminavano senza fretta sotto la pioggia godendosela sulla porzione di pelle che le magliette a mezza manica lasciavano scoperta. Gli abiti aderenti al corpo lasciavano intuire che ne avevano fatto di cammino sotto l’acqua, le bocche che si muovevano facevano pensare a parole dette tra loro che si accordavano al rumore della pioggia. invidia, era invidia quella che provava. si cullò quel sentimento per ancora un pò e poi felice del suo coraggio si buttò anche lei pronta a ricevere sui suoi corti capelli l’acqua dal cielo. Ma un dio dispettoso non aspettava che questo, smise di piovere un minuto dopo, e lei che aveva pregustato il piacere di sentirsi bagnata e libera si ritrovò alla fermata del 24 a ridere ancora una volta di se stessa e del suo proverbiale tempismo:era soltanto poco più che umida, un panno strizzato.          
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categoria:piccoli racconti di emozioni
lunedì, 09 ottobre 2006
 Aveva appena finito di darsi lo smalto, rosso porpora, i suoi piedi nudi ora erano più allegri, si sentiva bene.
Era uno di quei pomeriggi caldi come possono esserlo a Ottobre, caldo ancora e luminoso.
la finestra era aperta   e così si era divertita ad ascoltare il vicino che cantava le canzoni che passavano alla radio( sulle note di “Ricominciamo” aveva dato il meglio di sé).
Senza nessun motivo particolare si sentiva viva, i sensi svegli, attenti.
Le era anche venuta voglia di farsi l’amore, ma poi era stata catturata dalle immagini di un tipo in televisione che vendeva pentole. L’affascinavano in maniera perversa quelle persone, si perdeva ad immaginare che tipo di musica potesse ascoltare un tipo in quel modo, se leggesse se avesse una donna se credesse in Dio e così passava a volte esagerate porzioni di ore a creare intorno a quei tipi una vita.
R. arrivò sudato, stanco si buttò sul letto a pancia in giù dopo averla salutata con un “caldo della Madonna”.
Dopo dieci secondi sentiva il suo respiro dormiente.
Si avvicinò, si sedette ai piedi del letto attenta a non svegliarlo. Tirò piano su la camicia. Le sue spalle erano lucide di sudore. Si eccitava soltanto a vederle quelle spalle. A volte riusciva ad eccitarsi anche quando gli stirava le camicie, arrivava alle spalle e si perdeva.
Provò a passarci sopra un dito, sentì l’umido della pelle, proseguì lungo tutto il dorso con tutta la mano, la voglia incontenibile di assaggiare il sudore salato con la lingua, il desiderio di appoggiare i suoi seni su quei dorsali che si sollevavano piano ad ogni respiro.
Si leccò un dito, si girò…c’era Mastrota con i suoi materassi.
Chiuse la finestra andò in bagno e si fece uno shampoo.
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categoria:piccoli racconti di emozioni
martedì, 03 ottobre 2006
Ehi, allora? Non esci nemmeno stasera?
No, rimango a casa.
Ma allora sei malata sul serio!potrei venire a trovarti se ti va…
No… no. pare che sia contagiosa così almeno ha detto Daniel
Hai sentito il dottore?ti ha dato qualcosa?
Si, mi ha prescritto riposo… a letto o in poltrona è uguale, l’essenziale è guardare la tivù prima e dopo i pasti, fare tre pasti al giorno più spuntino e merenda.
Cazzo una cura pesante! ma … è bovarismo conclamato?
si, purtroppo ed è anche ad uno stadio avanzato…
Mi dispiace, ma non preoccuparti ci son passata anch’io. Ricordo stavo malissimo mi sentivo un genio creativo e … senti non ci posso neanche pensare mi fa male il ricordo…ma vedrai con la tivù  riconquisterai forza, fiducia in te stessa per quello che veramente sei e smetterai di biasimarti
anche soltanto per quell’attimo di fronte all’edicola in cui ti fermi a leggere le locandine di Oggi che ti tengono al corrente sugli amori dell’Arcuri… ah perché io ero ridotta così sai? mi colpevolizzavo mi sgridavo …una vita d’inferno! il mio consiglio è guarda la tivù  soprattutto di mattina e subito dopo pranzo… Molto ma Molto efficace.
Speriamo di guarire presto…
Già ma stai attenta alle ricadute, sono terribili. Io ogni autunno e tarda primavera faccio una cura preventiva di concretezza in dose massicce, i sogni si sa son sempre lì in agguato e poi nelle prime serate autunnali quando ti viene voglia di metterti sotto il plaid con un bel libro in mano…
Ahhh!!! l’hai pronunciata… la parola… il dottore mi ha detto che non devo neanche parlarne, né di libri né di letteratura e tutta quella roba lì.
Scusami, davvero scusami non so come è potuto accadere.Te ne sei …sbarazzata?Tutti?
si, si ho fatto tutto quello che dovevo fare.
Brava, bravissima vedrai già tra una settimana comincerai a sentirti meglio.
Speriamo. Ora ti lascio è l’ora di “Italia sul Due”…pare faccia benissimo.
ah! noi povere Emme. ciao cara, a presto.
 
 
 
 
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categoria:piccoli racconti di emozioni